UNIONCAMERE-CONFINDUSTRIA

La Lombardia ritorna al 2010

Con il calo di dieci punti del primo trimestre la produzione della regione riporta le lancette indietro di 10 anni. Brescia paga il prezzo più alto.

di Luca Orlando

(pcruciatti - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il peggio probabilmente è ancora di là da venire. Ma già i dati del primo trimestre, con un calo della produzione di dieci punti sia rispetto al periodo precedente che nel confronto annuo, racconta molto delle difficoltà della Lombardia.
Nei dati Unioncamere Lombardia-Confindustria Lombardia emerge la contrazione della prima economia nazionale, che vede cadere in rosso tutti gli indicatori.
L'indice della produzione si riporta a ridosso di quota 100, livello base del 2010, annullando così nello spazio di pochi mesi il bagaglio di crescita faticosamente costruito negli anni.
Crisi che non fa troppe distinzioni per dimensioni d'impresa così come per macro-tipologia di beni prodotti, anche se sono quelli di investimento a pagare in media un prezzo superiore, mentre i beni di consumo finale cedono “solo” il 7,6%.

I settori
Così come accade su base nazionale, sono Alimentari (-1,4%) e Chimica-farmaceutica (-1,7%) a contenere i danni, che invece sono ingenti altrove. L'impatto dell'emergenza sanitaria è infatti già pesante nel primo trimestre per Pelli-Calzature -23%, Abbigliamento -19%, Tessile (-13,4%). E cali non dissimili vi sono per Legno e Mobilio (-18,8%), Siderurgia (-15,8%), Mezzi di trasporto (-13,5%) e Meccanica (-10,5%).
Il crollo verticale della domanda di auto, in Italia come nel resto del mondo, è alla base della caduta di Brescia, peggiore tra le province, in frenata quasi del 15% con l'indebolimento dell'intera filiera della componentistica, della meccanica, della siderurgia.

Loading...

Ordini, ricavi e occupati
Male la produzione in Lombardia e in calo anche i ricavi, giù dell'8,2% (tornando ai livelli del 2017), così come le commesse, in frenata soprattutto sul mercato interno (-9,5%) ma in calo del 5% anche all'estero.
Se in termini di occupazione l'impatto è ancora nullo, con un saldo tra ingressi e uscite ancora lievemente positivo, è l'impennata della Cig a testimoniare le difficoltà del sistema, con la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione a balzare al 55,9%.
Se il presente non è brillante ancora meno lo sono le previsioni, con le aspettative degli imprenditori industriali sulla domanda per il prossimo trimestre a toccare minimi storici sia per il mercato interno sia per quello estero.
«La ripresa dell'attività a partire da maggio – commenta il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio – rimanda le prospettive di recupero a giugno, compromettendo così gran parte del primo semestre, anche a causa delle numerose scorte accumulate».


«Dati che si commentano da soli – spiega il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti – e questo è il campo di battaglia a cui saremo costretti nei prossimi mesi. Viviamo in un Paese dalle mille contraddizioni, che l'emergenza covid ha reso tangibili in tutta la loro drammatica evidenza. Un Paese insicuro, timoroso e frastornato, in cui si parla tanto, si fa poco e vive un incomprensibile sospetto radicato e diffuso verso l'impresa. Se non si avrà il coraggio di intervenire pagheremo queste assenza di scelte per anni, o per decenni, visto che proprio le imprese lombarde sono state le più danneggiate dal Covid. In tre mesi è stato fatto proprio poco, nel concreto, rispetto alla drammaticità di questa crisi.
Uno sforzo comune di tutti gli attori della produzione, della finanza, delle istituzioni affinché si realizzino soluzioni nell'interesse generale per fare ripartire l'industria è tanto difficile in un momento tanto drammatico? Il resto sono solo parole».

Guardando ai risultati economici è evidente la discontinuità rispetto a fine 2019 quando solo il 33% delle imprese segnalava cali di fatturato oltre il 5%, percentuale ora quasi raddoppiata al 57%: per trovare valori peggiori occorre tornare parecchio indietro, alla crisi drammatica del 2009.

E i dati del mese di aprile, quello del lockdown, nelle rilevazioni regionali è ancora di là da venire.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti