cultura e tecnologia

«La luna sul Colosseo», visite notturne tra i sogni del gladiatore

di Antonello Cherchi


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3' di lettura

Entrare nella testa dei gladiatori, nei loro pensieri, visitare i loro sogni la notte prima di entrare nell’arena del Colosseo, dove si giocavano la vita. La tecnologia viene in soccorso della storia, come sempre più spesso accade nel raccontare vicende di altri tempi, e ricostruisce attraverso immagini, suoni e voci l’atmosfera delle ore precedenti il grande scontro, che per il numeroso pubblico dell’anfiteatro era puro diletto, ma per i protagonisti rappresentava un bivio drammatico del loro destino.

La luna sul Colosseo
Tutto questo sarà possibile viverlo fino al 6 gennaio prossimo direttamente nell’arena del Colosseo grazie a un progetto messo a punto dal Parco archeologico, da Studio Azzurro e da Electa. L’iniziativa, battezzata “La luna sul Colosseo - Il sogno del gladiatore”, si inserisce nei percorsi di visita notturna del monumento, arricchendone l’offerta culturale.

La luna sul Colosseo illumina i sogni del gladiatore

La luna sul Colosseo illumina i sogni del gladiatore

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La visita
Gruppi di 25 persone potranno, durante un percorso di 75 minuti, immergersi fisicamente nella realtà dell’anfiteatro avvolto dalla notte e, attraverso le spiegazioni delle guide e le installazioni multimediali, immaginare di fare un salto indietro nel tempo di quasi duemila anni.

Affacciarsi sull’Arco di Costantino
La visita inizia dal secondo ordine dell’anfiteatro, che dà la possibilità di affacciarsi sull’Arco di Costantino e sul colonnato del Tempio di Venere. Già in questa prima fase del percorso viene in aiuto la tecnologia, che integra le spiegazioni delle guide - archeologi, storici dell’arte e architetti - con installazioni video che riproducono le testimonianze sul Colosseo lasciate da grandi figure del passato: Marziale, Cassio Dione, S. Agostino, Artemidoro.

Nelle viscere del Colosseo
Dopodiché si scende nei sotterranei del monumento, il labirinto di cunicoli e celle che ospitavano i gladiatori e le belve, oltre ai numerosi addetti necessari per far funzionare quell’imponente macchina scenica. Negli spazi sottostanti l’arena - grandi quanto quest’ultima, che misura 76 metri di lunghezza e 44 di larghezza - si può vedere la fedele riproduzione di uno dei 28 montacarichi delle belve, gli imponenti “ascensori” in legno alti quasi 8 metri e del peso di oltre 3 tonnellate che servivano per far salire al livello del “campo di gioco” le bestie e talvolta i gladiatori. Questi apparivano quasi per incanto agli occhi del pubblico attraverso botole collocate nel terreno in corrispondenza di ciascuno dei 28 montacarichi.

I sotterranei prendono vita
Anche in questo caso la realtà di ciò che si vede durante il percorso nelle viscere del Colosseo viene supportata dalla tecnologia, che aiuta l’immaginazione del visitatore attraverso la proiezione sui muri dei sotterranei delle figure che un tempo li popolavano nei giorni prima dei giochi: bestie feroci come orsi e felini, ma anche animali meno pericolosi come cervi e struzzi. E poi, i gladiatori.

Il gladiatore sogna
È sull’arena che, però, prende forma il sogno del gladiatore. Nell’ampio spazio dove si affrontavano uomini con bestie, uomini con uomini e, come riferisce Marziale, si svolgevano anche vere e proprie battaglie navali (le naumachie), il visitatore assiste alla proiezione, su tre velari, di immagini che mettono in scena la notte precedente i giochi attraverso i sogni di chi il giorno dopo avrebbe dovuto sfidare la sorte in combattimento. In questo modo, mentre la luna illumina il Colosseo, ci si può immergere nello stato d’animo di quei lottatori e rivivere le gesta di gladiatori famosi come Diodoro e Demetrio.

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