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La lunga strada dell’arte moderna: dall’Impressionismo al Modernismo

La mostra “After Impressionism: Inventing Modern Art “ è alla National Gallery di Londra, fino al 13 agosto

di Nicol Degli Innocenti

3' di lettura

Gli Impressionisti non solo hanno cambiato il corso della storia dell'arte ma hanno aperto la strada all'arte moderna. Dopo il 1886, data dell'ultima mostra organizzata dal gruppo a Parigi, gli artisti europei hanno potuto esplorare, innovare e sperimentare in direzioni diverse fino all'inizio della prima guerra mondiale. “After Impressionism”, un'ambiziosa e colossale mostra alla National Gallery di Londra, racconta “l'invenzione dell'arte moderna” nei tre decenni tra il 1886 e il 1914.

Il ripensamento dell'arte e il rapporto con il mondo esterno

L'unico tratto comune è che tutti gli artisti in mostra hanno dato il loro contributo al ripensamento dell'arte e il suo rapporto con il mondo esterno, lasciandosi alle spalle le convenzioni dell'Ottocento ed entrando nel nuovo secolo all'insegna del nuovo e del moderno. Ogni artista però ha un suo inconfondibile stile: Paul Cézanne, che ha cercato di rappresentare il volume e la struttura degli oggetti, dei paesaggi o delle persone; Vincent Van Gogh, che ha usato la forza delle pennellate e dei colori per rivelare il potenziale emotivo della pittura; Paul Gauguin, che voltando le spalle alla tradizione occidentale alla ricerca del mondo cosiddetto “primitivo” ha spianato la strada a artisti come Henri Rousseau, i Simbolisti e i Nabis, i “profeti”.

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In mostra alla National Gallery il percorso dall'Impressionismo al Modernismo

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In quel periodo Parigi è rimasta la capitale culturale del mondo, ma altre città hanno iniziato a diventare centri artistici all'avanguardia. La sala dedicata a Barcellona mostra come abbia ispirato Pablo Picasso e anche prodotto opere risolutamente moderne come L'Automobile di Ramón Casas, che mostra una donna, sorridente e sicura, alla guida della prima auto ad arrivare sulle strade della città catalana nel 1900.A Vienna la Wiener Werkstatte ha promosso un'arte “totale” che spaziava dall'architettura alle arti decorative e dalla pittura alla moda, rappresentata alla mostra da Broncia Koller-Pinell e Gustav Klimt. A Berlino l'atmosfera creata da artisti come Lovis Corinth e Kathe Kollwitz ha attratto artisti come Edvard Munch, che ha lavorato a lungo nella capitale, e ha portato poi all'esplosione di colore dell'Espressionismo tedesco. Bruxelles, con artisti originali come James Ensor, ha coltivato i legami con l'avanguardia parigina, organizzando mostre per artisti come Seurat, Signac, Gauguin e Van Gogh, che nella capitale belga ha venduto l'unico quadro acquistato durante la sua vita.

Parigi torna alla ribalta come culla di due grandi movimenti artistici all'inizio del Novecento: il Fauvismo, l'arte “selvaggia” satura di colore di Henri Matisse e André Derain, e il Cubismo di Picasso e Georges Braque che ha preannunciato l'arte astratta.A fare il passo successivo verso l'astrazione furono Piet Mondriaan in Olanda e Wassily Kandinsky in Germania. Una sequenza di tre quadri di Mondriaan illustra perfettamente l'evoluzione dell'artista: nella prima opera del 1906 l'albero riconoscibile e maestoso si staglia contro il cielo; nella seconda del 1908 l'albero è una silhouette semplificata su uno sfondo di pennellate forti e decorative; nella terza opera del 1912 la presenza dell'albero si può appena intuire tra le forme geometriche destrutturate. Una “progressione inevitabile”, secondo MaryAnne Stevens, curatrice della mostra, secondo cui “questo periodo artistico può rivendicare il merito di avere rotto i legami con la tradizione, posando le fondamenta per l'arte del Novecento e del Duemila”.

Una delle numerose gioie della mostra è il grande numero di opere da collezioni private, che è raramente possibile vedere. Molte non sono mai state esibite in Gran Bretagna prima d'ora. Le cento opere in mostra comprendono anche sculture, che di solito non hanno una presenza alla National Gallery, per sottolineare l'importanza del dialogo tra le due forme artistiche in quegli anni.

After Impressionism: Inventing Modern Art, National Gallery, Londra, fino al 13 agosto 2023.


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