Infrastrutture

La Maddalena, riparte la stagione delle bonifiche

Dopo il tentativo di conversione del 2007, ora si ricomincia con un fondo di 35 milioni (ma già si cercano altre risorse). Poi toccherà allo sviluppo turistico

di Davide Madeddu

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Si cercano investitori per la valorizzazione del Forte di Punta rossa sull'isola della Maddalena

Dopo il tentativo di conversione del 2007, ora si ricomincia con un fondo di 35 milioni (ma già si cercano altre risorse). Poi toccherà allo sviluppo turistico


3' di lettura

Tramontata la stagione delle stellette a La Maddalena si punta sul turismo. Passando per le bonifiche che dovranno sistemare una parte importante dell’arcipelago. E poi anche utilizzando il patrimonio immobiliare ex militare che la Regione ha acquisito negli ultimi anni. Compreso il Forte di Punta rossa per la cui valorizzazione si cercano investitori. Il tutto all’interno di un contesto che ha una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro (contro i 50 iniziali) e che necessita di altre risorse.

È una sorta di seconda chance quella che viene offerta ora all’isola, dato che la prima stagione della conversione, cominciata nel 2007 dopo l’esodo dei militari si è poi arenata. Ora si riparte. In virtù di un progetto (protagonisti Comune e Regione) che mette assieme sia gli interventi per il risanamento ambientale sia la conversione e il riutilizzo delle strutture per decenni in capo ai militari. L’ultimo via libera è datato 24 gennaio 2020: quando il Consiglio dei ministri ha dato il benestare (alla luce dei pareri dei ministeri dell’Ambiente e del mare, del ministero delle Infrastrutture e Trasporti e della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome) alla bonifica e rigenerazione urbana, oltre che alla riperimetrazione dell’area di “rilevante interesse nazionale” dell’isola.

Nello specifico, il provvedimento riguarda “l’Arsenale militare e area militare contigua Molo Carbone” cui sarà incluso anche lo specchio d’acqua antistante Cala Camicia. «Finalmente possiamo programmare il futuro e il rilancio di un patrimonio ambientale prezioso - dice Christian Solinas, presidente della Regione e Commissario straordinario per le bonifiche dall’11 dicembre -, avviando un progetto orientato a creare sviluppo e serie prospettive di occupazione per La Maddalena e per tutta la Sardegna». Decisione che, come aggiunge Solinas «mette fine a un’attesa che si è protratta per troppo tempo, con gravi danni all’economia del territorio, frenando lo slancio delle sue grandi potenzialità turistiche». Prossima tappa, l’avvio delle bonifiche che si giovano di 35 milioni di euro disponibili. La condizione necessaria per arrivare poi a quella che è stata definita la terza tappa: lo sviluppo turistico.

«Sia chiaro, il punto di partenza per una valorizzazione turistica passa per il risanamento dell’area - dice Umberto Oppus, direttore generale dell’assessorato regionale agli Enti Locali e patrimonio -. Senza questi interventi non è possibile altro. Una volta che, invece, saranno attuate le opere di risanamento si potranno valorizzare anche le strutture che sono state realizzate precedentemente ma che non sono entrate in funzione. A cominciare proprio dall’ex arsenale». Poi gli altri interventi. «Ci sono due milioni e mezzo di euro che saranno spesi per infrastrutture e opere viarie esterne all’area interessata - argomenta Oppus - ma necessarie per realizzare il quadro d’insieme finalizzato a una valorizzazione turistica dell’intero arcipelago».

In questo contesto che ha visto la Regione acquisire il patrimonio militare dallo Stato rientra anche il progetto per la valorizzazione del Forte di Punta Rossa a Caprera. Un compendio con 70 ettari che dovrebbe essere trasformato in struttura ricettiva di alto livello. «Sarà assegnata attraverso un bando - chiarisce Oppus - data l’importanza del sito».

Guarda positivamente al risultato raggiunto, esortando a procedere con gli interventi in tempi rapidi, Luca Montella, sindaco di La Maddalena. «L’obiettivo è quello di porre rimedio al primo danno. Si tratta di approfittare di questa convergenza solare e lunare del fatto che ci sia tutto fatto». Ossia di dare gambe al progetto che vuole «rigenerare l’isola» e collegare le diverse parti. «A disposizione degli interventi ci sono 35 milioni di euro, 11 dei quali impiegati nelle prime bonifiche che il Comune aveva portato in aggiudicazione - argomenta il primo cittadino - a questo punto è necessario recuperare gli altri 15 milioni di euro, dato che la dotazione iniziale era di 50 milioni, che la precedente amministrazione regionale non era riuscita a impegnare. Sia chiaro, per completare tutti gli interventi serviranno altre risorse che La Maddalena chiede come indennizzo».

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