Capolavori di precisione

La magia del suono - rintocco dopo rintocco - in oltre settecento minuscoli pezzi

Nel mondo dell'orologeria la complicazione è un valore. E il Grande Sonnerie è il diretto discendente del più complicato orologio da polso mai prodotto

di Paco Guarnaccia

3' di lettura

Mancava poco più di un mese alla fine del 2020 quando, con un colpo di scena inaspettato, Patek Philippe ha presentato il sofisticatissimo Grande Sonnerie Ref. 6301P. Un orologio inedito che introduce nella collezione corrente di Patek un segnatempo dotato sia della grande suoneria che segna le ore e i quarti al passaggio, sia della piccola suoneria e della ripetizione minuti. A queste importanti complicazioni, il Grande Sonnerie Ref. 6301P ne aggiunge altre come le indicazioni della riserva di carica del movimento e della suoneria, e i secondi saltanti.

La nascita del Grande Sonnerie Ref. 6301P parte da lontano. Precisamente dal 2014, anno in cui la maison aveva in calendario di festeggiare i suoi 175 anni presentando anche l'attesa collezione anniversario di cui il masterpiece era il Grandmaster Chime Ref. 5175, sette esemplari per quello che con 20 complicazioni, da quel momento, diventò l'orologio da polso più complicato mai creato da Patek. Una vera e propria opera d'arte orologiera, ancora più del solito: uno dei sette pezzi venne subito destinato al Patek Philippe Museum di Ginevra. Imponente nelle dimensioni.

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Il Grande Sonnerie Ref.6301P con cassa in platino presenta la grande e la piccola suoneria e la ripetizione minuti. Prezzo: 1 milione di euro circa.

Cosa che il Grande Sonnerie Ref. 6301P (44,8 mm di diametro e 12 mm di spessore) non è. I motivi li spiega Thierry Stern, presidente e proprietario insieme alla sua famiglia di Patek Philippe: «Siamo partiti proprio dal Grandmaster Chime, con l'obiettivo di realizzare un modello con la Grande Sonnerie che potesse essere prodotto in molti esemplari, ma che fosse più discreto, più classico e adatto a essere indossato sempre: per i nostri standard ha una dimensione comunque importante, ma non è troppo grande. Non abbiamo avuto fretta e ci siamo presi tutto il tempo necessario per realizzarlo e per formare gli orologiai internamente in modo che in azienda si sia sempre in grado di intervenire su questo modello, anche tra molti anni, qualora ce ne fosse bisogno. Il movimento, nonostante la sua complessità, è sottile: sono molto orgoglioso del fatto che siamo riusciti a crearlo».

Thierry Stern, presidente e proprietario, insieme alla sua famiglia, di Patek Philippe.

Si tratta di un nuovo calibro a carica manuale, il GS 36-750 PS IRM, visibile attraverso il retro trasparente in vetro zaffiro (ma chi lo acquista riceverà anche un fondello intercambiabile in platino) che è il diretto discendente del calibro 300 del Grandmaster Chime, ma che, come sottolineato da Stern, occupa uno spazio comunque ridotto grazie a un diametro di 37 mm e uno spessore di 7,5 mm. E questo nonostante sia composto da 703 pezzi che, assemblati, animano un movimento capace di azionare, quindi, la grande e la piccola suoneria, la ripetizione minuti, i secondi saltanti e le indicazioni della riserva di carica del meccanismo stesso e della suoneria. Un suono incredibile che poi è quello che in orologeria è conosciuto da tutti gli appassionati come il “Suono Patek Philippe”, che su questo modello ha dovuto superare la prova del platino scelto per la cassa: materiale preziosissimo, certo, ma che, avendo una densità maggiore, risulta più complicato per arrivare al raggiungimento della pulizia del suono Patek Philippe.

All'interno del calibro è possibile notare i tre timbri della suoneria.

Grave, acuto e medio sono i tre toni dei timbri della suoneria del Grande Sonnerie Ref. 6301P. Utilizzando il cursore brevettato posizionato a ore 6 sulla carrure è possibile scegliere fra tre modalità: quella al centro è per la grande suoneria in cui ogni segnalazione acustica di un quarto è sempre accompagnata dai rintocchi di tutte le ore; quella a sinistra è per la piccola suoneria in cui le ore si sentono, insieme ai quarti, solo al loro rintocco; in quella a destra, infine, la suoneria è silenziosa. Proprio per via di questo cursore, il tradizionale diamante incastonato che arricchisce le casse in platino di Patek Philippe non è a ore 6 ma a ore 12. Infine, sul quadrante in oro decorato con smalto grand feu nero a ore 6 si trovano i secondi saltanti. Visto il modello straordinario, lo è anche il prezzo che supera il milione di euro.

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