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La manifattura condiziona il trimestre di Prima Industrie

L’azienda leader nei macchinari laser chiude il terzo trimestre con ricavi a -3,6%. Focus sull’additive manufacturing con l’Advanced Laser Center mentre l’anno prossimo sarà realizzato il nuovo stabilimento produttivo

di Filomena Greco


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2' di lettura

La contrazione del mercato dei beni strumentali condiziona in negativo il trimestre di una delle aziende italiane leader del comparto come Prima Industrie. I risultati a quota 306,9 milioni segnano un calo dei ricavi del 3,6% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. L’azienda presieduta da Gianfranco Carbonato punta ad allargare la famiglia di prodotti – macchine laser – grazie ai nuovi macchinari destinati all’additive manufacturing, comparto che quest’anno genera i primi 5-6 milioni di ricavi.

«Consideriamo il nostro un calo contenuto rispetto all’andamento del mercato, la situazione economica non è facile e i quasi tutti i mercati sono critici, ad eccezione di quello americano» commenta il presidente Carbonato. È il settore dell’auto che dà i segnali maggiormente preoccupanti, e non soltanto in Europa, mentre cresce per Prima Industrie il risultato collegato a aerospazio e space economy.

L’acquisizione ordini ha raggiunto i 299,9 milioni, l’11,7% in meno, sebbene in recupero rispetto alla contrazione registrata il trimestre scorso. Il fatturato ha subito una flessione nell’area Emea (-3,9%) e
nell’Apac (-7,7%) mentre è rimasto sostanzialmente stabile nelle Americhe (-0,3%).

L’Ebitda del Gruppo al 30 settembre è pari a 28,4 milioni, il 9,3% dei ricavi, in linea sostanzialmente con il risultato di un anno fa. Il risultato netto è positivo per 4 milioni contro i 14,4 del 30 settembre 2018 – condizionati dalla vendita della partecipazione in eps con 7,2 milioni di plusvalenza –, e con indebitamento finanziario netto a 116 milioni, in crescita a causa «dall’aumento del capitale circolante netto di cui si prevede un significativo rientro nei prossimi mesi» sottolinea la società.

LA MAPPA I ricavi di Prima industrie al 30 settembre 2019 per aree geografiche

«Il calo diffuso della produzione di auto nel mondo – aggiunge Carbonato – ha ridotto lo zoccolo duro di investimenti più tradizionali, perché le case produttrici hanno tagliato le risorse destinate a macchinari e nuovi modelli». E se due anni fa l’auto pesava per circa un quarto dei ricavi di prima Industrie oggi il contributo del comparto si è di fatto dimezzato. «Siamo meno esposti di altri concorrenti, in una fase congiunturale di riduzione dei volumi » aggiunge Carbonato.

In un anno che si preannuncia complicato dunque Prima Industrie tiene la barra dritta sull’innovazione e sul settore della stampa additiva. Nei prossimi 15 giorni l’azienda torinese sposterà nel nuovo Advanced Laser Center tutte le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo mentre l’anno prossimo si chiuderà l’ultima fase del piano da 26 milioni di investimenti con la costruzione del nuovo stabilimento di produzione, a ridosso dell’head quarter di Collegno inaugurato tre anni fa.

«Il settore dell’additive manufacturing crescerà in maniera esponenziale nei prossimi anni e rivoluzionerà il modo di produrre – aggiunge Carbonato – ma quest’anno soffre anche questo settore. Noi stiamo costruendo una prima base di clienti significativi, puntiamo molto sulla tecnologia per la stampa additiva, sarà un fattore di crescita».

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