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La manifattura lombarda continua a crescere

La produzione industriale registra +1,6% rispetto al primo trimestre 2022; la variazione tendenziale sullo stesso trimestre dell’anno scorso è pari a un solido +7,4%

di Flavia Carletti

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La produzione industriale lombarda continua a crescere anche in un contesto geopolitico complicato. Come emerge dall’ultima analisi di Unioncamere relativa all’andamento nel secondo trimestre dell’anno, i dati sono ancora positivi e rassicuranti. La produzione registra un +1,6% rispetto al primo trimestre 2022 quando la variazione tendenziale sullo stesso trimestre dell’anno scorso è pari a un solido +7,4%. Questo risultato positivo riguarda quasi tutti i settori con l’eccezione dei soli mezzi di trasporto. Mostrano un andamento in crescita anche le aziende artigiane manifatturiere che segnano un aumento della produzione del +2,3% congiunturale e del +8,7% su base tendenziale. Le incognite per l’autunno e l’inverno sono tante ma il sistema lombardo sta evidenziando una tenuta. Anche i dati sull’occupazione sono incoraggianti: l’industria ha un saldo positivo (+0,5%). Rimane stabile la quota di imprese che ha fatto ricorso alla CIG: la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione si attesta al 6,4%.

Forte crescita per il comparto moda

Andando a vedere nel dettaglio i settori, la maggior parte mantengono significativi incrementi tendenziali dei livelli produttivi. In particolare, il sistema moda ha registrato una ottima performance: abbigliamento (+30,6%), pelli-calzature (+19,4%) e tessile (+14,3%), tutti settori ripartiti tardi e ora in sensibile recupero che riescono così a superare i livelli pre-crisi. Hanno avuto aumenti sopra la media anche manifatturiere varie e minerali non metalliferi (+13,0%), quando la crescita è stata di poco superiore alla media per legno-mobilio (+9,3%) e carta-stampa (+9,6%). Perfettamente in linea con la media il risultato della meccanica (+7,4%). In crescita, ma con intensità minori anche chimica (+5,6%), siderurgia e gomma-plastica (+4,7%). In contrazione tendenziale, come detto, solo i mezzi di trasporto (-5,8%). Il positivo andamento del comparto moda è confermato anche dalle imprese artigiane. I risultati meno entusiasmanti, ma ancora positivi, si hanno nel comparto artigiano per alimentari (+3,9%) e siderurgia (+0,4%).

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Guidesi: «Intervenire su gas per dare continuità a crescita»

«I dati sono ancora molto positivi pur non essendo straordinari come nei trimestri precedenti. Tutti i settori sono in crescita, nessuno escluso, ed è in crescita anche il dato dell’occupazione. L’andamento positivo è principalmente dettato dal fatto che le nostre imprese hanno continuato a produrre pur rinunciando a marginalità. Questo anche per difendere le proprie quote di mercato messe a rischio da una situazione decisamente iniqua nel contesto europeo che vede aziende di altri paesi molto avvantaggiate grazie a un minor costo dell'energia», ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, sottolineando che «l'aumento dei costi energetici è la principale causa dell'inflazione e se l'Europa non interverrà con un 'price cap' noi oltre all’iniquità di mercato ci troveremo a far fronte all'azzeramento dei margini di produzione. L’intervento europeo, pur tardivo, diventa fondamentale per dare continuità alla nostra capacità produttiva e al mantenimento delle quote di mercato».

Confindustria Lombardia: «Sistema regionale è forte»

Secondo Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia, «il quadro per la produzione lombarda rimane positivo anche nel secondo trimestre ma si sta progressivamente esaurendo la spinta del forte rimbalzo post crisi», spiegando che «ne risentono le aspettative degli imprenditori per il futuro – che viene visto con preoccupazione sia per la domanda interna che per quella estera – con una incertezza che si riflette anche sull’andamento della seconda parte del 2022». Sulla stessa linea il presidente di Confindustria Lombardia, Francesco Buzzella: «In Lombardia, pur tra le risapute difficoltà, la produzione continua la sua avanzata testimoniando la forza del sistema industriale regionale e la sua flessibilità e capacità di adattarsi rapidamente al contesto e agli shock», aggiungendo che, «dal punto di vista industriale, la buona notizia è che i settori che finora avevano maggiormente perso terreno fanno registrare segnali di normalizzazione: abbigliamento, pelli calzature e tessile sono infatti i settori più performanti».

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