Le novità per la legge di bilancio

La manovra 2023 sarà anticipata al 10 ottobre. No del governo ad accelerazioni sull'aggiornamento del Def

Dopo i ritardi degli ultimi anni, proposta di legge sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari per serrare i tempi di trasmissione della legge di bilancio in Parlamento e garantire alle Camere un adeguato spazio temporale per la discussione e le modifiche. Ok del viceministro Castelli, che però dice no all'arretramento dal 27 al 20 settembre della scadenza per la presentazione della Nadef

di Marco Rogari

(Tesgro Tessieri - stock.adobe.com)

4' di lettura

La manovra autunnale è destinata ad essere varata con almeno un paio di settimane di anticipo rispetto agli ultimi anni. Il governo si è dichiarato favorevole ad arretrare dal 20 al 10 ottobre la deadline per l'invio della legge di bilancio in Parlamento, assicurando così alle Camere un arco di tempo più ampio per esaminarla, ma è contrario a serrare i tempi per la presentazione della Nota di aggiornamento al Def (Nadef). Che deve rimanere ancorata alla data del 27 settembre a differenza di quello che vorrebbero tutte le forze politiche presenti a Montecitorio, decise a guadagnare almeno sette giorni e a fissare il termine al 20 settembre. E' stata il viceministro dell'Economia, Laura Castelli, a manifestare apertamente in commissione Bilancio alla Camera le intenzioni dell'esecutivo sulla nuova tabella di marcia per la legge (e la sessione) di bilancio indicata in una proposta di legge presentata da Fabio Melilli (Pd) e condivisa da tutti i gruppi parlamentari anche con l'obiettivo di restituire alle Camere un ruolo ormai perduto nell'esame della prossima manovra. Che tra l'altro precederà di poco le prossime elezioni politiche.

Sulle nuove scadenze per il varo di Ddl di bilancio e Nadef partita non ancora chiusa

Nonostante le affermazione del viceministro Castelli, alla Camera la partita non è ancora chiusa: la Commissione non demorde e ha optato per un supplemento d'istruttoria con tanto di audizione dell'Istat, che la seconda metà di settembre divulga i dati macroeconomici fondamentali per il completamento della Nadef . Anche perché il Parlamento non è affatto intenzionato a svolgere un ruolo da notaio di fronte alla prossima manovra, che si annuncia complessa e pesante anzitutto a causa delle ricadute sull'economia e sulla finanza pubblica del conflitto in Ucraina, ma anche per gli strascichi della pandemia e per le aspettative dei partiti che puntano molte delle loro carte per un affermazione alla tornata delle politiche del 2023 proprio su una legge di bilancio il più possibile pre-elettorale.

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Fino a 29 giorni di ritardo per l'invio della manovra in Parlamento

Con la legge approvata nel 2016 dal Parlamento (n. 163) per correggere alcune delle regole in materia di contabilità pubblica, e unire in un solo provvedimento i contenuti del Ddl di bilancio e del Ddl di stabilità, è stato posticipato dal 20 al 27 di settembre il termine per la presentazione della Nadef e dal 15 al 20 ottobre quello per il varo della manovra economica vera e propria. Una scadenza quest'ultima che di fatto non è stata mai rispettata dagli esecutivi che negli ultimi cinque anni si sono succeduti a Palazzo Chigi. I dati sono eloquenti: il testo del disegno di legge di bilancio è stato trasmesso alle Camere con un ritardo, rispetto alla scadenza fissata per legge, di 9 giorni nel 2016 e nel 2017, 11 giorni nel 2018, 13 giorni nel 2019, 29 giorni nel 2020 e 22 giorni nel 2021. Con il risultato di comprimere sempre più i tempi di discussione sulla manovra nelle due Camere, impendendo soprattutto nell'ultimo triennio la concreta possibilità di una seconda lettura e lasciando alle forze politiche la possibilità di correggere il testo soltanto nel primo passaggio parlamentare. Con conseguenti proteste e lamentele arrivate anche dai presidenti dei due rami del Parlamento.

Nel Ddl “condiviso” la richiesta di tempi di discussione adeguati

Il pressing dei partiti per ripristinare tempi adeguati per il confronto parlamentare sulla manovra si è tradotto un una proposta di legge a prima firma Melilli, che è anche il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio oltre che il relatore del provvedimento. Un Ddl che è stato sottoscritto da tutti i capigruppo della stessa Commissione: Cristina Torto (M5s), Massimo Bitonci (Lega), Ubaldo Pagano (Pd), Roberto Pella (FI), Manfred Schullian (Minoranze linguistiche – Misto), Paolo Trancassini (FdI), Mauro Del Barba (Iv), Guido Germano Pettarin (CI) e Stefano Fassina (Leu). Il testo, che dopo il via libera di Montecitorio dovrà essere esaminato da Palazzo Madama, punta a reintrodurre il termine per la presentazione della Nadef al 20 settembre, giorno in cui i dati macroeconomici forniti dall'Istat vengono ritenuti consolidati e, conseguentemente, ad anticipare al 10 ottobre la scadenza per il varo della legge di bilancio. Una data considerata coerente con il termine del 15 ottobre che è previsto per l'invio del Documento programmatico di bilancio (Dpb) alla Commissione europea e all'Eurogruppo. La proposta di legge fissa anche un altro paletto: nel caso di mancata trasmissione della manovra in Parlamento entro il 10 ottobre, il presidente del Consiglio è tenuto a riferire «tempestivamente alle Camere sulle cause che hanno determinato il mancato rispetto del termine medesimo, fornendo al riguardo adeguate informazioni».

Il no del governo all'anticipo della Nadef

L'8 marzo in commissione Bilancio alla Camera il viceministro Castelli ha espresso «contrarietà» alla reintroduzione del termine del 20 settembre per la presentazione della Nadef segnalando che «a quella data non risultano disponibili i conti annuali diffusi dall'Istat». Che, ha ricordato Castelli, «sono fondamentali per disporre di dati consolidati e aggiornati di finanza pubblica, anche al fine di poter effettuare previsioni a legislazione vigente». A questo proposito il viceministro del Mef ha ricordato che negli anni 2020 e 2021 la pubblicazione dei dati Istat è avvenuta il 22 settembre e che quest'anno, stante il calendario dell'Istituto, la data è fissata al 23 settembre.

Verso il varo della manovra entro il 10 ottobre

Castelli non ha invece formulato osservazioni sulla proposta di anticipare al 10 ottobre il termine per la presentazione del Ddl di bilancio. E non è arrivato alcuno stop neppure sulla misura che, nel caso di mancato rispetto di questa scadenza, obbliga il premier a riferire tempestivamente all'Assemblea di ciascun ramo del Parlamento sulle eventuali cause del rinvio.


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