ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’analisi

La manovra a tenaglia che disorienta il risparmio

Bail-in, tassi sotto zero, abolizione del contante: i tre fattori spiazzanti

di Stefano Elli

default onloading pic
(Marka)

Bail-in, tassi sotto zero, abolizione del contante: i tre fattori spiazzanti


2' di lettura

Cuor di coniglio, memoria d’elefante, gambe di lepre. Lo diceva Luigi Einaudi riferendosi al risparmiatore italiano di ieri. Oggi il coniglio è morto di spavento, la memoria d’elefante alimenta solo la nostalgia, la lepre è in gabbia e delle gambe non sa che farsene.

Una volta chi non si fidava della congiuntura economica e temeva un suo peggioramento sceglieva di parcheggiare il proprio denaro nei conti correnti o di deposito in attesa che la situazione migliorasse.

Oggi tenere il denaro sul conto corrente non solo non rende più nulla, ma può costare carissimo. E, se supera i 100mila euro, è pure a rischio bail-in: cioè fa parte degli asset da “sgottare” (questo significa bail-in) dalla barca (o banca) che affonda. In altri termini oggi chi ha qualche spicciolo da proteggere non ha vie di fuga, stretto com’è in una manovra di accerchiamento con tre ganasce.

Prima ganascia: i tassi a zero (se non sotto zero) che lo costringono a cercare scampo e rendimenti in una foresta di strumenti finanziari spesso poco comprensibili e, per definizione, rischiosi.

Seconda ganascia: la Brrd che al Paese più cattolico del mondo ha imposto, dall’oggi al domani, regole bancarie da intransigenza calvinista, producendo sconquassi a Nord Est e altrove e mettendo a dura prova la già claudicante fiducia collettiva nel sistema.

L’ultima ganascia? L’annunciata fine della circolazione del contante che, se adottata, manderebbe definitivamente in discarica l’unico possibile, anche se estremo, strumento di autodifesa del risparmiatore: il caro vecchio materasso.

Va da sè che qui si parla di piccolo e medio risparmio. Sì perché i ricchi e i supericchi non hanno di questi crucci. Il denaro italiano continua seraficamente ad affluire in Svizzera in barba a ogni norma Ocse sullo scambio automatico d’informazioni.

Come? Visto che il segreto bancario svizzero è stato abolito solo per i cittadini non svizzeri (e per gli svizzeri continua a essere blindato), si è rafforzata la schiera dei fiduciari locali da sempre entusiasti di intestarsi fittiziamente patrimoni italiani, magari costruendovi sopra castelli off shore. A coloro che restano in Italia non resta che scervellarsi per trovare una soluzione creativa che salvi capra e cavoli. Tra queste sembra tornare in auge la suggestione degli assegni circolari che, almeno temporaneamente, potrebbero sostituire i contanti. Un’idea simile già la si era letta ne «La difficile arte del banchiere», una raccolta di articoli (sempre di Luigi Einaudi). Nello specifico questo era datato 1913. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque.

Riproduzione riservata ©
  • Stefano Elligiornalista

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: patologie finanziarie, criminalità finanziaria, riciclaggio, risparmio tradito, finanza

    Premi: Premio giornalistico Federico Caffè 2017

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti