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La Marzocco porta il caffè a casa

L’azienda fiorentina specializzata in macchine per bar si adatta ai lock down e varia il mix di prodotto puntando su quelle domestiche

di Silvia Pieraccini

3' di lettura

La pandemia rivoluziona la produzione di un marchio iconico di macchine da caffè per bar come ‘La Marzocco', storica azienda del Mugello (ha sede a Scarperia, Firenze) che esporta il 95% del fatturato in più di 100 Paesi (Australia e Usa in testa) abbinando design, innovazione, qualità made in Italy e capitali italo-americani: la holding statunitense fa capo infatti a una decina di investitori tra cui, con una quota di minoranza, la famiglia veneta De Longhi attraverso il proprio family office De Longhi Industrial (azionista di riferimento del gruppo di elettrodomestici leader europeo nelle macchine da caffè).

Di fronte al lockdown che ha colpito caffetterie e ristoranti di mezzo mondo, La Marzocco ha aggiustato il tiro variando il mix produttivo. Nel 2020 le macchine da caffè della linea home hanno superato, per la prima volta, le macchine da caffè destinate ai bar, su cui l’azienda toscana è nata (nel 1927) e cresciuta: su un totale di 20.700 macchine prodotte, il 55% è stato per uso domestico e il 45% per uso professionale. In questo modo l’azienda è riuscita a chiudere il 2020 con volumi produttivi leggermente superiori al 2019 e con un fatturato consolidato in linea con i 129 milioni di euro dell’anno precedente, legato proprio al cambio di mix (le macchine per la casa, che non hanno cialde né capsule ma utilizzano caffè macinato, costano circa quattromila euro, un prezzo assai inferiore a quelle da bar).

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«Nell’anno della pandemia abbiamo spostato gli equilibri produttivi – spiegano alla Marzocco –. Oggi la linea home pesa sempre di più, tanto che stiamo creando una struttura per fare macchine da caffè per la casa ‘su misura', come facciamo per la linea bar, e nel 2021 continueremo a spingere su questi prodotti in Italia e all’estero». In quest’ottica potrebbe stringersi ancora l’alleanza con la famiglia De Longhi. La crescita del mercato italiano, fino a oggi marginale, ha portato La Marzocco ad ampliare la rete commerciale con nuovi distributori e servizi di assistenza tecnica e con l’apertura di una seconda filiale a Firenze dopo quella di Milano.

Ora l'obiettivo dell'azienda è accelerare grazie anche all’investimento da quattro milioni appena concluso: nella vecchia sede aziendale a Pian di San Bartolo (Firenze) è stata creata l’Accademia del Caffè espresso, affascinante spazio di 2.000 mq che ospita il museo aziendale e un hub culturale votato alla ricerca, formazione e divulgazione del caffè. A questo scopo è stata ricostruita una piantagione di caffè, con le tipiche condizioni climatiche e d’illuminazione, ed è partito un progetto di ricerca col biologo Stefano Mancuso e con Enea per analizzare i parametri organolettici delle piante di caffè e sviluppare piantagioni sostenibili.

Il progetto legato all’Accademia e alla piantagione punta a migliorare la conoscenza del caffè, prodotto di cui l’Italia è uno dei più grandi importatori e trasformatori europei: «Ma molti torrefattori non ne conoscono neppure l’origine – spiegano alla Marzocco – per questo la trasparenza e la comunicazione sulla filiera produttiva devono migliorare». Il piano interrato dell’Accademia ospita inoltre l’officina – intitolata ai fratelli Bambi che 94 anni fa fondarono l’azienda introducendo tecniche artigianali come la piega e la saldatura a mano, ancora applicate – in cui viene sviluppato il design di tutte la macchine da caffè e realizzati i prodotti su misura e le serie limitate, come quella che lo chef Alain Ducasse si fece realizzare nel 2019 per le sue caffetterie di Londra e Parigi.

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