SOCIETà

La maturità rinnovata diventa un pungolo per la nuova didattica

di Antonello Giannelli


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3' di lettura

L’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di studi rappresenta, per le studentesse e gli studenti, la prima vera prova di valutazione ufficiale. Per questa ragione è anche connotato da un alto valore simbolico: sancisce il traguardo raggiunto a conclusione del percorso scolastico e suggella il momento di entrata nella vita adulta. A partire dal superamento di questa prova, subentra la necessità di assumere responsabilmente le decisioni per la propria vita futura, siano esse di tipo accademico o professionale.

A oltre 20 anni dalla “riforma Berlinguer” dell’esame di Stato – disposta con la legge 425/1997 – oggi abbiamo una formula valutativa più aggiornata e foriera di importanti miglioramenti di sistema.

Il nuovo esame fornisce un significativo pungolo per ripensare i percorsi formativi e i processi valutativi degli studi effettuati anche in un’ottica orientativa. Il rinnovato assetto delle prove non mira soltanto alla verifica dei risultati di apprendimento nelle discipline studiate ma, soprattutto, a valutare le competenze trasversali necessarie per la costruzione del percorso di vita individuale.

L’approccio metodologico previsto dal nuovo esame è estremamente apprezzabile perché ribadisce, ben più di quanto avvenuto in passato, l’esigenza di oltrepassare gli steccati disciplinari e acquisire competenze utili ad affrontare i nuovi contesti socio-professionali attraverso l’apporto integrato delle discipline oggetto di studio. Questo comporta la necessità di rivedere – e innovare – l’approccio pedagogico complessivo, tradizionalmente basato su una logica trasmissiva del sapere. Non si tratta di procedere ad aggregazioni più o meno forzate delle singole materie di studio, poiché la questione del rinnovamento didattico in chiave multidisciplinare necessita di un serio dibattito e di una massiccia attività di formazione dei docenti.

È necessario, piuttosto, interrogarsi su quale possa essere un processo di insegnamento/apprendimento significativo e utile per conseguire gli obiettivi formativi prescelti attraverso l’intreccio tra i linguaggi disciplinari. In estrema sintesi, sono le relazioni tra i contenuti delle varie discipline a essere culturalmente e pedagogicamente rilevanti, più che gli stessi contenuti presi separatamente.

Il nuovo approccio culturale e professionale sotteso dalle due prove scritte e dal colloquio – incentrato sulla dimostrazione, da parte del candidato, di saper stabilire connessioni logiche, di saper argomentare partendo da stimoli e spunti appropriati, di saper esprimere una autonoma posizione critica – consente di evidenziare e di valutare meglio il grado di “maturità complessiva” raggiunto dallo studente.

Anche il documento del Consiglio di classe – comunemente soprannominato “del 15 maggio” – assume una nuova veste alla luce delle innovazioni introdotte. La funzione essenziale di tale documento consiste nel supportare la Commissione nella scelta dei materiali e dei documenti che costituiranno l’incipit per verificare le capacità di autonomia del candidato nell’organizzare il “proprio discorso”.

Infine, merita una particolare menzione la lodevole introduzione dei quadri di riferimento nazionali e delle relative griglie di valutazione complete degli indicatori a cui le commissioni dovranno riferirsi. Questo, finalmente, consente di sanare il punto più debole del nostro esame di Stato, ossia l’assenza di un metro comune di giudizio valido a livello nazionale. Tali criteri omogenei di riferimento permetteranno di confrontare con maggiore significatività i risultati ottenuti dagli studenti nelle varie aree geografiche del territorio.

Nella consapevolezza che, con il tempo, sarà possibile – e forse necessario – migliorare alcuni elementi costitutivi dell’esame stesso e prevedere ulteriori strumenti di supporto, è quindi possibile affermare che esso apre prospettive interessanti, adatte a contaminare positivamente l’intero percorso formativo.

Presidente dell’Anp, Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola

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