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La maxi-svalutazione di Chevron figlia del climate change

La Major petrolifera ha annunciato svalutazioni fino a 11 miliardi di dollari nel quarto trimestre per riflettere la perdita di valore di giacimenti di petrolio e gas. Una mossa d’anticipo, per fronteggiare il rischio di ritrovarsi con una serie di “stranded assets” quando il mondo avrà meno bisogno di combustibili fossili

di Sissi Bellomo

(Ap)

2' di lettura

Chevron potrebbe essere la prima major petrolifera che ha davvero capito la portata della battaglia contro il cambiamento climatico, al punto da trarne le conseguenze. La compagnia statunitense ha annunciato svalutazioni fino a 11 miliardi di dollari nel quarto trimestre, per riflettere la perdita di valore dei suoi giacimenti, in particolare (ma non solo) quelli di shale gas nella regione montuosa degli Appalachi.

Altri asset saranno dismessi, ha affermato il ceo Mike Wirth, che promette di focalizzarsi solo sui progetti con le maggiori prospettive di redditività. Il motivo della scelta: «Abbiamo di fronte a noi un mondo diverso», sintetizza il manager.

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La produzione di idrocarburi è già eccessiva rispetto al nostro fabbisogno e secondo Chevron il surplus di offerta è destinato a durare, mantenendo bassi a lungo i prezzi di petrolio e gas. In parole povere – anche se la compagnia non ha usato questa definizione – Chevron ha capito che presto potrebbe ritrovarsi in bilancio una serie di stranded assets: tecnicamente “attivi non recuperabili”, in pratica giacimenti o altre infrastrutture che rischiano di diventare improvvisamente inutili e prive di valore, perché il mondo avrà sempre meno bisogno di combustibili fossili.

Tra gli asset svalutati da Chevron non ci sono soltanto licenze per estrarre shale gas (il prezzo del gas negli Usa è precipitato ai minimi da 25 anni), ma anche Big Foot, un giacimento di petrolio avviato solo pochi mesi fa nel Golfo del Messico. E la Major, che punta anche a dismettere una serie di asset, ha detto di volersi disfare della partecipazione in Kitimat Lng, un impianto canadese per l’export di gas liquefatto.

Principles of Responsible Investing (Pri), gruppo che rappresenta investitori con 86mila miliardi di dollari in gestione ed è sostenuto dalle Nazioni Unite, prevede che misure più rigide contro il climate change possano spazzare via 2.300 miliardi di dollari di valore dalle società quotate entro il 2025 e che le compagnie petrolifere in particolare possano perdere circa un terzo della capitalizzazione.

Chevron si sta solo portando avanti, sperando di rafforzarsi e resistere meglio dei concorrenti.

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