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La Mercedes compra il 20% di Aston Martin. Bonomi dice addio

La casa tedesca Daimler diventa il secondo azionista di Aston Martin, dietro al magnate canadese Lawrence Stroll, patron della scuderia Racing Point: affare da 286 milioni di sterline

di Simone Filippetti

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La casa tedesca Daimler diventa il secondo azionista di Aston Martin, dietro al magnate canadese Lawrence Stroll, patron della scuderia Racing Point: affare da 286 milioni di sterline


2' di lettura

A bordo della Aston Martin sale un pilota d'eccezione: la Mercedes-Benz. E scende il finanziere milanese Andrea Bonomi, il patron del fondo Investindustrial. Con James Bond, il pilota di Aston più famoso al mondo, fermo al pit stop, visto che il nuovo film della serie di 007 - dove l'agente segreto di Sua Maestà sarà al volante di un fiammante modello Made in Britain - è stato posticipato al prossimo anno causa Covid, la storica e prestigiosa casa automobilistica inglese trova un nuovo socio.

Daimler al 20% in tre anni

In barba alla Brexit, al timore del crollo della Gran Bretagna in caso di No Deal, il gruppo tedesco Daimler, proprietario del marchio Mercedes, già oggi titolare di una piccola quota del 2,6%, salirà fino al 20% del marchio britannico, nei prossimi tre anni. L'operazione fa parte di un accordo industriale più ampio che porterà la tecnologia tedesca dei motori elettrici e ibridi dentro le auto inglesi, il tutto per un valore di 286 milioni di sterline. La Aston Martin, una delle poche manifatture inglesi sopravvissute alla de-industrializzazione degli ultimi 40 anni, viene da anni di difficoltà, con i bilanci sotto forte stress finanziario (ancor prima che scoppiasse la tempesta dell'epidemia): sul bilancio gravano debiti per oltre 750 milioni di sterline e i conti sono in rosso.

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L'anno scorso al suo capezzale si presentò Lawrence Stroll, il magnate canadese della Formula 1, che ha messo in campo una ricapitalizzazione per evitare il default della casa automobilistica. Nel nuovo assetto che smuove un'altra pedina nel risiko dell'industria automotive europea, in attesa del mega matrimonio tra FCA e Peugeot-PSA, il gigante Daimler diventa il secondo azionista dopo Stroll. C'era anche un pezzo d'Italia: nel 2012 i il fondo Investindustrial del finanziere italiano era diventato il proprietario della casa di Gaydon, con un investimento che valutava tutta la casa circa 600 milioni.

Investindustrial a zero

Ma proprio mentre veniva formalizzato l'investimento di Daimler, il fondo di private equity milanese ha notificato alle autorità britanniche di aver azzerato la sua partecipazione. Il miliardario canadese sta costruendo un gruppo di nuovi soci forti, tra cui Lord Bamford e il fondo americano Permian. Tutti hanno sottoscritto un aumento di capitale da 125 milioni, che prevede anche l'emissione di un “bond spazzatura” da oltre 1 miliardo. Nei piani di rilancio di Stroll, c'è anche l'affermazione della Aston Martin come una grossa scuderia di Formula Uno.

L'annuncio dell'ingresso del colosso automobilistico tedesco ha galvanizzato il mercato. Il titolo ò salito del 2% in una giornata negativa sui mercati. E dallo scorso maggio, le azioni della società sono salite a razzo, guadagnando l'80%. Il rimbalzo delle azioni è però una magra consolazione: Aston Martin è sbarcata in Borsa nell'autunno del 2018 a 19 sterline e nonostante il rally quota 55 pence. La fabbrica di auto di lusso però è un'araba fenice: nei suoi 107 anni di storia è andata in fallimento 7 volte. Ma è sempre risorta.

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