Intervista a

«La mia sfida per modernizzare il settore»

di Nino Amadore

Manlio Messina. Assessore al Turismo, sport e spettacolo della Regione siciliana

4' di lettura

Nuove regole per contrastare l’abusivismo, un quadro normativo chiaro per adeguare gli alberghi, incentivi economici per attrarre investimenti soprattutto nelle strutture di fascia alta, aiuti economici agli alberghi per aiutarli ad adeguarsi alle nuove indicazioni normative. Ma soprattutto una maggiore e stabile programmazione degli eventi. In sintesi un cambio di passo per fare del turismo siciliano una vera e propria industria delle vacanze. Sono questi i punti sviluppati dall’assessore regionale al Turismo della Regione siciliana Manlio Messina che in questa intervista ci racconta alcuni punti del disegno di legge di riforma del settore turistico nell’isola. Il testo, che dovrebbe approdare a giorni all’Assemblea regionale siciliana, punta, dice l’assessore «a modernizzare un settore su cui non si interviene da parecchi anni. La filosofia della norma su cui lavoriamo da più di un anno è di mettere la Sicilia al passo di altre mete turistiche e soprattutto mettere il turismo al centro dell’azione di questo governo e dei governi che verranno. Portare il settore dall’attuale 10% del Pil regionale al 30 per cento».

 Finalmente, potremmo dire. Qual è oggi la situazione?
Noi abbiamo trovato un “turismo fai da te”, un settore che è andato avanti esclusivamente grazie all’azione degli imprenditori. Se oggi trovi un albergo 4-5 stelle o 3 stelle di qualità, al pari di altre destinazioni, lo trovi perché gli imprenditori hanno voluto farlo, per un obiettivo aziendale. In questo momento abbiamo un’industria fatta dagli imprenditori senza sostegni dalla regione e che negli ultimi trent’anni ha galleggiato. Il solco lo traccia la Regione e gli imprenditori vanno dietro come è giusto che sia in un’industria delle vacanze. Finora è stato il contrario. Il turismo vive di programmazione e noi non abbiamo mai fatto programmazione. Il settore ha a avuto un a evoluzione in questi anni e si sta ulteriormente trasformando e la pandemia ha accelerato i tempi di questa trasformazione. Oggi si parla tantissimo del turismo esperienziale, del turismo verde, slow: un turismo che sta spopolando da tutte le parti con punte del 300% e da noi non se ne parla.

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Non mi pare vi sia una grande attività di promozione su questo fronte.
Ad oggi abbiamo associazioni private, piccoli imprenditori, gente di buona volontà che ha creato i sentieri, i cammini: noi abbiamo e stiamo lavorando in quest’ambito. Abbiamo l’Atlante dei cammini religiosi, ora faremo l’Atlante dei cammini e quello dei sentieri naturalistici.  Ma siamo indietro: noi non abbiamo normato nulla. E ormai gli alberghi vanno in direzioni precise. Il turismo si sta settorializzando sempre più: noi continuiamo a vivere sull’onda del fatto che la Sicilia è bella, c’è il bel mare, c’è la Valle dei Templi e ciò ci consente di fare turismo. Non è più così. Poteva andare bene fino a un decennio fa. Il turismo cerca offerte, non nel senso di offerte economiche: manifestazioni, servizi.

Resta sempre il tema di una stagione troppo corta.
Noi abbiamo due esigenze: la prima è di istituzionalizzare gli eventi e fare un percorso culturale di programmazione; abbiamo la necessità di allungare la stagione. Questo ci consente di destagionalizzare. Non è normale che a Taormina a ottobre chiudano gli alberghi. La Sicilia deve creare l’offerta: se crei l’offerta arriva la domanda. Se non hai l’offerta la compagnia non risponde. Dobbiamo essere noi. Laddove non dovessero arrivare risposte dalle compagnie magari per operazioni di cartello o altro bisogna intervenire.

Al turismo servono anche sostegni e risorse.
Assolutamente sì. Dal punto di vista della normativa il vero problema che abbiamo dovuto superare è uno: abbiamo strutture che non sono adeguate alla normativa nazionale .  L’imprenditore deve intervenire dove può per adeguare le strutture magari non riesce a farlo per le stanze ma può farlo in altri casi. È chiaro che un adeguamento di questo tipo deve essere sostenuto e quindi noi prevederemo nella programmazione 2021-2029 risorse importanti per le strutture ricettive la cui competenza, tra l’altro, è tornata in capo al mio assessorato: fino a luglio di quest’anno di competenza delle Attività produttive. Il paradosso di chi ci ha preceduto è stato quello di eliminare le strutture alberghiere e i finanziamenti alle strutture alberghiere dall’assessorato al Turismo. Cosa sbagliatissima visto che siamo noi che abbiamo i dati e sappiamo cosa accade veramente nel settore.

E per le nuove aperture?
Per le nuove strutture pensiamo da strutture all’avanguardia. Nella programmazione dovremo mettere in questo caso fondi per le nuove strutture. Con uno studio che stiamo consegnando stiamo ragionando: non puoi aprire a tutti, finanziando tutti. In Sicilia abbiamo bisogno di alberghi di lusso e dobbiamo attrarre questo investimento; abbiamo bisogno di strutture green.

Un settore che subisce la concorrenza sleale di B&B e Case vacanza.
Anche questo va regolamentato. Vanno regolamentate una serie di attività che sono previste dalla legge nazionale e non da quella regionale. C’è un corto circuito con i Comuni: vi sono strutture ricettive che non pagano la tassa di soggiorno e altre che non comunicano i dati a Turistat.Noi abbiamo 15 milioni di presenze significa al massimo 8 milioni di turisti l’anno: non può essere così, facciamo gli stessi numeri di Malta.  Abbiamo attualmente 200mila posti letto in Sicilia: dal camping al 5 stelle. Inseriremo il Cir, Codice identificativo regionale: una volta approvata la norma senza codice non si possono iscrivere alle piattaforme né al Comune.

Che segnali ci sono per quest’anno?
Io sono molto ottimista: faremo più numeri rispetto all’anno scorso. In questo momento la stima è di un incremento del 15%. Questa estate allungheremo la stagione e arriveremo a ottobre. La misura che destinava al settore 78 milioni in termini di aiuti per fronteggiare la crisi da pandemia sta andando molto bene: sono preoccupato perché penso che finiremo tutto in breve tempo.

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