UNIVERSITà laboratorio

La microrete dell’ateneo per smart city e trasporti

Collaborazione con Enel per l'uso delle rinnovabili nei quartieri cittadini

di Raoul de Forcade


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Studenti del campus di Savona monitorano gli impianti green

2' di lettura

Il “vizio” della sostenibilità a Savona non ha contagiato solo il porto ma anche - e anzi in prima battuta - l’università. Ovvero il Campus universitario savonese, che già da anni ha creato una microrete energetica intelligente che gli consente di autorifornirsi di elettricità e calore.

Ora l’esperimento è andato avanti. E il passo successivo è la sperimentazione, in corso, sulla gestione dell’energia sostenibile nei quartieri cittadini e sulla mobilità elettrica. A spiegare l’evoluzione e gli obiettivi del campus è il suo direttore, Federico Delfino. «Avevamo realizzato la microrete nel 2014 – spiega – grazie a un finanziamento del Miur, da 2,4 milioni e per svilupparla abbiamo lanciato un concorso vinto da Siemens. Successivamente, a fine 2017, grazie alla collaborazione avviata con Enel, abbiamo inaugurato un edificio nel campus, lo Smart energy building, connesso esclusivamente alla nostra microrete, che per il riscaldamento utilizza la geotermia e, per l’elettricità, si serve del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo (batterie). È, insomma, un edificio Zeb (zero emission building, ndr) che non prevede utilizzo di fonti fossili. Grazie anche a questo edificio, siamo in grado di sperimentare una serie di attività che riguardano la gestione intelligente dell’energia nelle future smart city».

Partendo dallo Zeb, prosegue Delfino, «abbiamo attivato un laboratorio congiunto con Enel, il Living lab microgrid, e che oggi conduce attività su due filoni: uno riguarda la gestione dell’energia nei quartieri cittadini secondo logiche di sostenibilità e con l’esclusivo utilizzo di fonti rinnovabili. Si vuole arrivare ad alimentare elettricamente un compendio urbano, con gli stessi sistemi che utilizziamo per il nostro campus».

L’altro filone, aggiunge Delfino, «avviato con Enel X, è quello della mobilità elettrica, con la presenza nel campo di un veicolo completamente elettrico: un’auto Nissan Leaf 2018, che può essere ricaricato dalla nostra rete. Ma se il mezzo poi non viene utilizzato, la batteria, attraverso la stessa colonnina di ricarica, può riversare l’energia accumulata nelle utenze del campus. È una nuova frontiera: pensare alle auto elettriche non solo come sistemi di trasporto ma anche come sistemi di storage che possono dare energia, per di più non fossile, alla rete, quando questa ne ha bisogno». Insomma, un domani, il proprietario di un’auto elettrica, con questa tecnica, potrà diventare un attore del mercato. E magari acquistare energia di notte a un prezzo basso e rivenderla alla rete, se decide di non usare l’auto, a un prezzo maggiore, il giorno dopo.

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