primo vertice diplomatico a mosca

La missione Usa a Mosca: convincere Putin a scaricare Assad. G7 contro nuove sanzioni alla Russia

di Angela Manganaro

L’incontro tra Tillerson e Putin nel 2013 quando l’attuale segretario di Stato era ai vertici di ExxonMobil

4' di lettura

Questa mattina in Toscana Rex Tillerson, capo della diplomazia americana, verifica l’ appoggio del mondo alle iniziative di Trump in Siria perché non parlerà solo con i ministri suoi colleghi dei Paesi G7, Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania, Giappone e Canada ma anche con rappresentanti di Arabia Saudita, Giordania, Qatar e Turchia.

Gli alleati europei hanno subito approvato il raid americano del 7 aprile contro la base siriana di Al-Shayrat in risposta all’attacco chimico del regime di Assad nella provincia di Idlib il 4 aprile. I Paesi del Golfo non lo hanno condannato.

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Poco dopo mezzogiorno il ministro degli esteri francese, Jean-Marc Ayrault ha però smentito la voce che circolava nelle ultime ore: il G7 non ha trovato un accordo per nuove sanzioni contro Russia e Siria appoggiate da Gran Bretagna e Canada. Conferma il mancato accordo anche il ministro italiano Alfano.

La linea però sembra già tracciata: «È chiaro a tutti noi che il regno della famiglia Assad sta arrivando alla fine», dichiara Tillerson alla fine del G7. Aggiunge che la Russia deve scegliere con cui stare: «Speriamo che il governo russo capisca che si è allineato a un partner inaffidabile (il presidente siriano Al-Assad ndr)».

Con queste premesse nel pomeriggio Tillerson arriva in Russia. La prima visita da segretario di Stato dell’ex capo di ExxonMobil che sembrava l’uomo dellla riappacificazione fra Washington e Mosca seguirà il protocollo, quindi è confermato l’incontro domani con il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, suo omologo, ma non si parla di un incontro con Vladimir Putin, suo “amico” secondo l’onoreficenza che ha concesso nel 2013 al chairman del colosso petrolifero texano.

I ministri degli Esteri del G7 e il rappresentante Ue Mogherini oggi a Lucca

In Italia da ieri Tillerson ha già detto che gli Stati Uniti non rimarranno a guardare davanti a bombe contro «persone innocenti». Il che è un chiaro avvertimento ad Assad ma anche una precisa scelta: non muovere di un millimetro l’elefante nella stanza dell’incontro russo, quei 59 missili Tomahawk contro la base siriana in cui erano presenti anche soldati di Putin.

Cosa propone Tillerson a Lavrov
L’ex petroliere ora capo della diplomazia americana è un uomo d’affari e sa che se vuole convincere Putin deve offrirgli qualcosa di concreto. Quello che finora filtra però è solo una prospettiva: se la Russia abbandona Assad, giocherà «un importante ruolo» nel futuro della Siria, è l’idea americana.

La diplomazia di Trump vorrebbe sganciare il destino russo da quello di Iran edi Hezbollah. «Vogliamo creare un futuro per una Siria stabile e sicura» dice Tillerson «la Russia può essere parte di questo futuro e giocare un ruolo importante oppure può mantenere la sua alleanza con questo gruppo (Assad, Iran, Hezbollah)», questa seconda scelta però «non gioverà all’interesse russo ancora per tanto».

Forse al Cremlino si immaginavano un altro inizio invece Stati Uniti e Londra stanno pensando di punire la Russia per il suo appoggio al regime di Damasco sulla falsariga delle sanzioni per l’intervento russo in Ucraina, conflitto non risolto per cui Mosca è uscita dal Gruppo del G8 che ora è G7.

Una chance alla Russia
Il presidente Trump e la premier Theresa May hanno detto ieri sera che la visita di Tillerson a Mosca è una chance data alla Russia: il capo della diplomazia americana ha il compito di convincere Mosca a tagliare i rapporti con il regime di Assad.

Messa così quasi una missione impossibile, la linea comunque sembra questa e pare sia stata decisa tra Washington e Londra con l’appoggio del premier canadese Trudeau, Lucca è stata l’occasione per testare gli alleati ed allargare il consenso.

«Il primo ministro e il presidente concordano sul fatto che adesso esiste una finestra di opportunità: persuadere la Russia che il legame con Assad non è più un suo interesse strategico» si legge in una nota inviata ieri sera dall’ufficio della premier May.

Questa «finestra di opportunità» è parte cruciale di un tutto frenetico che si rincorre nell’attesa della Pasqua. Nelle ore in cui Tillerson da Lucca chiede alla Russia di decidere da che parte stare, il presidente Mattarella incontra Putin a Mosca, i due auspicano un miglioramento delle relazioni, una lotta comune al terrorismo ma il premier russo Medvedev fa notare che l’interscambio tra Italia e Russia «negli ultimi tre anni si è ridotto di 2,5 volte» un po’ perché sono cambiati i prezzi di molte merci ma anche per colpa delle sanzioni.

La risposta di Putin
Parla anche Putin e quello che dice non è un gran benvenuto a Tillerson: a margine dell’incontro con Mattarella, dice che la Russia è pronta a tollerare le critiche occidentali ma spera che alla fine i torni si ammorbidiscano. Poi però quando gli chiedono se si aspetta altri raid americani in Siria risponde: «Abbiamo informazioni secondo cui la provocazione (l’attacco chimico contro civili del 4 aprile ndr) è stata preparata a tavolino. Stanno preparando altre provocazioni simili in altre zone della Siria, ad esempio a sud di Damasco , per poi accusare le autorità siriane di usare armi chimiche».

Questo il clima del primo vertice in Russia fra le due diplomazie. In settimana il presidente Trump incontra i vertici Nato.

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