Mobilità & Innovazione

La mobilità diventa un servizio con i veicoli connessi alla rete

di Simonluca Pini

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3' di lettura

Come sarà la mobilità del futuro? Senza entrare del campo delle auto volanti, di vetture senza conducente o di altre soluzioni più adatte a film di fantascienza che a reali applicazioni, in un arco temporale di 10 anni la mobilità subirà una profonda trasformazione. Prima di un vero cambiamento sul fronte del tipo di alimentazione usata, passando dai carburanti fossili all’energia elettrica, la prima novità sarà rappresentata da un mutamento della percezione dei trasporti. La mobilità si sta lentamente trasformando in un servizio, espresso al meglio dall’acronimo MaaS (Mobility as a Service).

Il concetto chiave è quello di mettere gli utenti, sia nel caso si tratti di passeggeri che di merci, al centro dei servizi di trasporto offrendo soluzioni di mobilità su misura basate sui bisogni individuali. Ad oggi esiste già un lungo elenco di applicativi per la mobilità condivisa, a partire dai servizi di car sharing fino al bike sharing, non collegate però complessivamente tra di loro.

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In futuro invece, quando la mobilità diventerà realmente un servizio, l’utente accedendo alla piattaforma dedicata potrà indicare il punto di partenza e di destinazione, l’orario ed i vincoli come tempi e costi. La piattaforma sarà in grado di fornire una pianificazione secondo i criteri inseriti, utilizzando tutte le applicazioni di mobilità possibili partendo da quelle personali (come auto, moto e bici propria), fino a quelle pubbliche (treni, bus, tram, car sharing, bike sharing e altro). Se l’utente accetterà la pianificazione proposta, il sistema sarà in grado di prenotare e pagare le varie risorse necessarie prima di effettuare lo spostamento.

Oltre ad un’unica piattaforma per gestire tutti i servizi di mobilità, la trasformazione arriverà anche dalle modalità di pagamento. Sono infatti allo studio piani tariffari “all inclusive”, dove l’utente a fronte di un pagamento mensile potrà muoversi in totale libertà. Come successo nel mondo della telefonia mobile, con il passaggio tra device di proprietà ad abbonamenti tutto compreso, anche la mobilità sarà protagonista di un cambiamento simile. Oltre ad un boost tecnologico e a politiche amministrative che privilegiano l’utilizzo condiviso rispetto al mezzo di proprietà, la mobilità trasformata in servizio diventerà realtà per andare incontro alle esigenze degli utilizzatori. Infatti per la generazione dei Millenials, ovvero nati dal 1980 al 2000, e ancora di più per la generazione Z, il concetto di proprietà legato all’auto ha un’importanza sempre minore. Come riportato da uno studio di PwC, il mercato dei veicoli condivisi a richiesta (Mobility as a Service, MaaS) è previsto in crescita dagli 87 miliardi di dollari del 2017 fino a 1.400 miliardi di dollari nel 2030, a livello complessivo negli Stati Uniti, Europa e Cina.

Nel solo Vecchio Continente, la mobilità come servizio crescerà dai 25 miliardi di dollari registrati nel 2017 a oltre 450 miliardi di dollari nel 2030, ma sarà certamente superato dal mercato cinese nel 2030.

Se per avere una reale applicazione della MaaS servirà ancora tempo, la principale novità in arrivo nel breve periodo sarà legata alla connettività delle vetture e dall’innalzamento dei livelli di guida autonoma sulle vetture.

Entro il 2022 è molto probabile che il 100% delle vetture di nuova immatricolazione saranno connesse e in larga parte capaci di comunicare tra di loro. Già oggi, grazie alla tecnologia Car to X, i veicoli sono in grado di scambiarsi informazioni in maniera autonoma ad esempio su imminenti situazioni di pericolo o condizioni del traffico. Car to X è già presente su diversi modelli a marchio Audi, Bmw, Mercedes ma la reale svolta arriverà quando il sistema sarà aperto alla comunicazione tra diversi costruttori e soprattutto ad altri “attori” della strada come semafori o segnaletica.

L’ulteriore boost sul fronte della connettività sarà in contemporanea con l’avvento della tecnologia 5G, in grado di rendere possibile uno scambio dati più veloce tra le vetture e tra le infrastrutture.

A conferma di come la condivisione di dati sarà una protagonista della mobilità del futuro, il governo cinese dal 2025 permetterà soltanto l’immatricolazione di auto capaci di trasmettere e ricevere informazioni tra mezzi e dall’ambiente in cui si muovono. Oltre alla connettività altro punto di svolta arriverà dall’introduzione di nuovi livelli di guida autonoma, cambiamento tecnologico che porterà un lungo elenco di novità in materia di codice della strada, legale e assicurativo.

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