STUDIO DI ROLAND BERGER

La mobilità futura cambia la filiera dell’auto

La transizione energetica e tecnologica rivoluziona la struttura dell’industria

di Simonluca Pini


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La Id.3, primo modello full electric a lunga autonomia firmato Volkswagen

2' di lettura

L’industria automobilistica sta cambiando rapidamente, guidata dalle tendenze in materia di nuova mobilità, guida autonoma, digitalizzazione ed elettrificazione. Tutto questo porterà ad una reale rivoluzione dell’intero comparto, a partire dai modelli in commercio fino alla filiera dei produttori di componenti. Come sottolineato dallo studio realizzato dalla societa di consulenza Roland Berger sull’andamento del settore automotive, con un focus sull’universo dei fornitori. L’analisi parte da un dato: la produzione dei fornitori di autoveicoli è scesa del 5% nei primi sei mesi del 2019. I produttori di componentistica originale sono quindi chiamati a far fronte ad alcuni trend come un rallentamento globale a partire dalla Cina, tensioni sui mercati internazionali e le novità legate alla mobiltà a zero emissioni. Anche in Nord America, i costruttori hanno raggiunto una redditività superiore alla media nel 2018. Al contrario, i fornitori europei hanno visto diminuire i margini. L’impatto negativo è derivato dal calo dei volumi e dai problemi causati dall’introduzione del nuovo standard di risparmio di carburante WLTP.

La crisi del mercato nel 2019 dovrebbe causare un ulteriore calo della redditività in queste regioni e questi fattori combinati porteranno a notevoli cambiamenti nell’ecosistema dell’industria automobilistica nel prossimo decennio. I nuovi fornitori di mobilità occuperanno posizioni di forza crescente. Per i costruttori storici, ciò significa che non avranno altra scelta che stabilire nuovi modelli di business. Se non riescono a prepararsi adeguatamente, il loro ruolo nel mondo della mobilità di domani sarà secondario o, nel peggiore dei casi, inesistente. In 10 anni, è abbastanza immaginabile che lo scenario possa coinvolgere i clienti che acquistano non solo un veicolo, ma una certa forma di mobilità adattata alle loro esigenze.

Supponendo che questo non sia più solo il veicolo stesso, quindi i costruttori diventeranno il fornitore principale - possibilmente di un’azienda tecnologica - e gli attuali componentisti rischiano di scendere un gradino più in basso. Tutto questo porterà ad una realtà trasformazione della filiera.

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