ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl racconto delle sfilate /giorno 1

La moda argina l’incertezza globale con la forza di artigianalità e stile

La sfilata inclusiva (e aperta al pubblico) di Diesel, Fendi esplora gli anni Novanta, Roberto Cavalli vira su un’eleganza inquietante, la poesia di Antonio Marras

di Angelo Flaccavento

Un look di Alberta Ferretti per la PE 2023

3' di lettura

La settimana della moda donna di Milano è entrata nel vivo con la prima giornata di sfilate, che (finalmente) affiancano eventi, celebrazioni di anniversari, inaugurazioni di showroom e negozi e fiere di settore. Un quadro ora completo che restituisce la complessità del sistema del tessile-moda-accessorio italiano, che nel 2022 dovrebbe avvicinarsi ai numeri pre crisi, con un fatturato complessivo di circa 100 miliardi.

La moda – si dice sempre – è uno specchio dei tempi e, purtroppo, si potrebbe dire, viviamo tempi volgari, garruli, che promuovono il culto della celebrità a misura di smartphone. L’effetto sullo stile può apparire devastante, girando per le strade o navigando sul web. A costo di suonar retrivi, s’è persa l’idea di grazia o di decenza, qualunque cosa queste nozioni possano significare oggigiorno, perché bisogna far di tutto pur di essere guardati in mezzo a masse che vogliono solo essere guardate.

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Si potrebbe dire che il mondo – online e offline – assomiglia a una giungla e la moda, quella istituzionale, registra e si adatta. Una vena sfrontata pervade però la prima giornata della fashion week milanese. Il clima in città è frizzante: la tornata si preannuncia ricca di sorprese, debutti, conferme.

Diesel (ANSA/DIESEL PRESS OFFICE)

Gioca con la volgarità in modo abrasivo e sardonico, da vero fuoriclasse, Glenn Martens, alla seconda prova da Diesel. Il matrimonio tra il creativo fiammingo e il gigante pop del denim è quanto mai felice. Lo caratterizza una scatenata verve di sperimentazione materica unita ad una immediatezza di forme ad alto tasso di sessualità. A questo giro tutto è sbiadito, sabbiato, solarizzato: i pantaloni di denim cadono sotto la furia del rasoio, le sottovesti e le mini sono consunte dal troppo uso, i pantaloni cargo sembrano aver passato molte ore sotto un bollente solleone. Molto si gioca con il logo, che diventa inserto o borsa, e siccome ormai la moda è entertainment, lo show è aperto al pubblico dei non addetti ai lavori, che accorrono in 5mila all’Allianz Arena, accolti da un entusiasta Renzo Rosso: «Era da tempo che desideravo una sfilata con un'amplissima partecipazione, completamente inclusiva che abbracciasse la Generazione Z e il metaverso».

La collezione Roberto Cavalli per la PE 2023

La collezione Roberto Cavalli per la PE 2023

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Volgare è un aggettivo che, come una scure biblica, da sempre incombe sulla maison Roberto Cavalli. Fausto Puglisine è ora il direttore creativo: affetto da incontenibile esuberanza, è uso proporre visioni voluttuose e sfacciate di femminilità. Non adesso: la volgarità che avanza spinge Puglisi nella direzione del classico, tra scarpe rasoterra, tubini perbene ed eleganza algida ma bollente da eroina di Hitchcock. Si tratta, naturalmente, di un classico sui generis: le cattive abitudini delle mangiatrici di uomini tanto care a Puglisi sono dure a morire, e sbucano fuori a sorpresa nei tocchi di pelle, nelle bandelle che svelano il nudo, nel fremere della cattiva ragazza mai sopita. «Le brave ragazze non mi interessano, perché sono vittime della mentalità dominante», chiosa il direttore creativo. Sono eleganti ma un po’ in disordine, sudate come dopo un incontro fugace le amanti di N°21. Nell’esplorare l’idea dell’altra, la non moglie, Alessandro Dell’Acqua unisce capacità sartoriale e verve cinematografica, e l’effetto è bollente.

La collezione Alberta Ferretti per la PE 2023

La collezione Alberta Ferretti per la PE 2023

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La classicità di Calcaterra è rarefatta, epurata, percorsa da aliti di vento che liquefanno orli, creano asimmetrie, portano improvvisi seppur brevi lampi di decorazione. È tutto aereo, liquido, brillante dei colori intensi delle pietre preziose da Alberta Ferretti, che in preda alla voglia di viaggiare, immagina donne vestite di pezzi maschili e femminili, accumulati in giro per il mondo. Epura e alleggerisce, ma mantiene la precisione del lavoro di atelier, Del Core, trovando un equilibrio tra fantasia e realtà.

La collezione Fendi per la PE 2023

La collezione Fendi per la PE 2023

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Continua nel mentre il recupero di idee e temi del passato, dinamica trita del pensiero e della prassi modaioli. Grembiuli stratificati su pantaloni svasati, pantaloni cargo e sottovesti impalpabili collocano le radici estetiche della nuova collezione Fendi sul finire degli anni Novanta. Kim Jones infatti esplora il lavoro di Karl Lagerfeld tra il 1996 e il 2002, e lo attualizza. L’annunciato connubio tra lusso e pragmatismo, però, poco coagula: gli abiti emanano una bidimensionalità che è incongrua rispetto alla matericità sensuale di Fendi.

Antonio Marras reitera un vernacolo insieme personale e dialettale nel quale il nuovo nasce dall’istrionico assemblaggio di ciò che sta in soffitta, con un inedito accento sulla lingerie, cui il recente accordo con il gruppo Calzedonia di certo gioverà.

Antonio Marras fra teatro e poesia

Antonio Marras fra teatro e poesia

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Ha l’energia spontanea e sgangherata di una assemblea di istituto, e lo stesso pathos adolescenziale, la prova di Marco Rambaldi, tutta neri tesi e crochet da mercatino, mentre Alfredo Cortese, da AC 9, immagina taglienti eroine post atomiche che paiono uscite da una foto di Mark Borthwick o Corinne Day per materializzarsi nell’oggi, con sicuro effetto.

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