verso i green carpet awards

La moda italiana punta (anche) al primato della sostenibilità

Nel primo semestre l’export del settore è in crescita del 5,4% sul 2018. Capasa (Camera moda): «È dal 2010 che lavoriamo su linee guida per il settore»

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

«Quando abbiamo organizzato i primi Green Fashion Awards, tre anni fa, eravamo profondamente convinti della scelta, perché è dal 2010 che la Camera della moda è impegnata su questi temi. Ma non avremmo osato fare previsioni sul futuro dell’iniziativa»: Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, ha introdotto così le novità 2019 del premio che verrà consegnato domenica 22 alla Scala, il teatro d’opera più famoso al mondo.

«I dubbi erano infondati: eccoci alla terza edizione, a gestire una leadership mondiale in questo campo e vogliosi di fare sempre meglio e di più: vogliamo essere i primi in sostenibilità e i primi a esportarla», ha aggiunto. Capasa ha ricordato che il 41% del tessile-abbigliamento europeo è riconducibile all'Italia e che al secondo posto, molto lontana da noi, c'è la Germania, con l'11 per cento.

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Di confronti con l’estero ha parlato anche Carlo Maria Ferro, presidente dell’Ice, tra i sostenitori del Green Carpet Awards: «Nei primi sei mesi del 2019 le esportazioni di moda sono cresciute del 5,4% a 31,5 miliardi, dati che rafforzano la scelta di stanziare il 24% delle risorse dell'agenzia per attività di promozione fuori dall'Italia proprio alla moda».

A inquadrare la sostenibilità ambientale (e non solo) in una visione di cambiamento e miglioramento dell'attuale modello di sviluppo economico e sociale è stata Cristina Tajani, assessore alla Moda: «L'importanza della transizione ecologica per la nostra giunta è dimostrata dal fatto che il sindaco Sala ha tenuto per sé le deleghe ambientali – ha sottolineato –. La comunità d'intenti, la volontà di fare squadra, supportarci a vicenda e scambiarci idee e visioni è il tratto distintivo della collaborazione tra Comune e Camera della moda e i Green Carpet Awards sono, come dice sempre Carlo Capasa, la ciliegina sulla torta di questa partnership».

L'iniziativa è organizzata con EcoAge, la società di consulenza fondata a Londra da Livia Firth e che da oltre dieci anni si occupa di sostenibilità e che da qualche mese ha una sede a Milano: «Sarà un inno a una visione davvero sostenibile della moda, senza sacrificare niente al glamour – ha spiegato Livia Firth –. I premiati, l'intero allestimento, curato da Hamish Bowles e ispirato a Leonardo da Vinci e ai 500 anni dalla sua morte, e tutte le aziende che hanno collaborato all'evento, dimostrano che il concetto di sostenibilità si può applicare a ogni cosa che facciamo o compriamo e a ogni nostro comportamento».

Capasa ha ricordato il premio speciale, che andrà a Valentino Garavani: «I suoi abiti senza tempo sono un inno alla longevità che dobbiamo imparare ad associare a ciò che acquistiamo, per uscire dalla logica dell’usa e getta». Reale e simbolico anche il contributo di molti partner dei Green Awards. I premi sono creati da Chopard in oro etico; il tappeto verde di piazza della Scala da Aquafil; Vestiaire Collective , leader nel reselling su internet di moda pre-owned, allestirà un pop up di abiti vintage; Helbiz presenterà per l'occasione un nuovo servizio di smart mobility che utilizza bici elettriche. Il messaggio è chiaro: la transazione ecologica, per essere tale, deve coinvolgere tutti, ma è dalla moda che può venire il messaggio più forte.

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