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La moda italiana sotto i riflettori in Qatar con Heya Arabian Fashion

Quattro marchi simbolo dell’eccellenza artigianale e dell’innovazione made in Italy ospiti d’onore dell’evento organizzato a Doha, che valorizza il crescente business del “modest fashion”


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2' di lettura

361 miliardi di dollari: è questo il valore che secondo le stime del report «State of the Global Islamic Economy Report 2018/19», pubblicato da Thomson Reuters con DinarStandard e il Dubai International Financial Center, entro il 2023 raggiungeranno le vendite globali di moda “halal”, nota anche come “modest fashion”, abbigliamento e accessori conformi alle indicazioni dell’Islam. Un segmento che due anni fa valeva 270 miliardi e che aumenterà il suo giro d’affari in media del 5% ogni anno.

Anche per questo nei Paesi di religione musulmana le “modest fashion week” e gli eventi dedicati a questo segmento si stanno moltiplicando: in Qatar, per esempio, al Doha Exhibition Center dal 25 al 29 ottobre si terrà la 16esima edizione di Heya Arabian Fashion Exhibition, che ospiterà circa 250 designer nazionali e provienienti anche dagli altri Paesi del Golfo con i loro abayas, jalabiyas e abiti, ma anche accessori come scarpe, borse, cinture e cosmetici. Oltre ad assistere a sfilate e forum, le visitatrici (perché si tratta di un “Ladies only event”) potranno anche comprare direttamente dagli stand.

Questa edizione riserverà uno spazio speciale al made in Italy, con la sfilata di apertura dedicata a quattro marchi italiani: Malo, Faggioli Atelier, Positivity Couture e Atelier C. . «Anche per questa edizione abbiamo raccolto nel grande stand “MadeinItalyLuxury” quattro brand il cui comune denominatore è l'artigianato di qualità, frutto di ricerche e investimenti continui che consentono la realizzazione di capi e accessori moderni e funzionali sempre più all'insegna dell'eco sostenibilità», commenta Valeria Mangani, ceo di Made in Italy Luxury, società basata a Roma che si occupa di introdurre le pmi italiane in alcuni mercati esteri, su invito di questi ultimi.

«Abbiamo scelto di aderire a questa iniziativa per approfondire la conoscenza del mondo medio orientale, capirne le necessità al fine di sviluppare i prodotti adatti a questo mercato con l'intenzione di allargarci alla totalità dell'area mediorientale», spiega Luigino Belloni, ceo di Malo -. Il Qatar è uno dei paesi che più sta puntando al fashion ed in particolare al made in Italy. La sceicca Mozah bint Nasser Al Thani, icona di stile a livello mondiale, da anni decanta la moda italiana e qualità della stessa e si adopera per l'imprenditorialità femminile nel suo Paese: tra le iniziative da lei proposte, con sua figlia Mayassa, figura proprio Heya, esibizione in cui al centro di tutto orbita la donna e la moda», ricorda Belloni.

Il fondo sovrano del Qatar, Mayhoola, ha in portfolio importanti investimenti nella moda: dal 2012 controlla la maggioranza di Valentino, e ha poi rilevato nel 2014 Pal Zileri, altro marchio del made in Italy e nel 2016 il francese Balmain. Lo scorso marzo ha venduto invece le sue quote del brand britannico Anya Hindmarch . (Ch.B.)

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