I primi dati del 2021

La moda vede l’uscita dalla crisi: recupero nel 2022, ma l’export soffre ancora (tranne la Cina)

Per Ia Camera Nazionale della Moda il 2021 si chiuderà meglio delle attese, con 80,4 miliardi di fatturato. Ripresa dei consumi interni e boom della Cina. E dal 18 al 22 giugno le sfilate uomo con i primi eventi in presenza

di Chiara Beghelli

La sfilata Fendi AI 21-22 durante l’edizione di gennaio di Milano Fashion Week Men’s

2' di lettura

Veder superare le migliori aspettative è un privilegio raro nell'ultimo anno. Eppure, è quello che è accaduto all'industria della moda italiana, secondo i dati dei Fashion Economic Trends della Camera Nazionale della Moda Italiana, divulgati ieri in occasione della presentazione della prossima Milano Fashion Week Men's Collection, la settimana della moda uomo che si terrà a Milano dal 18 al 22 giugno: l'edizione di febbraio dei Trends stimava un aumento massimo del 15% del fatturato per il 2021, un dato rivisto in salita al +17% grazie alle riaperture delle ultime settimane, il positivo andamento delle campagne vaccinali e un ritrovato clima di fiducia di consumatori e imprese.

Il fatturato previsto a +17%. In marzo recupero a +50%

«I dati del fatturato dei primi mesi, e soprattutto di marzo, segnano una svolta e un'importante inversione di tendenza - ha spiegato Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda -. Stiamo andando meglio di quanto previsto, dovremmo chiudere il 2021 con un fatturato in aumento del 17% a 80,4 miliardi, un valore ancora inferiore del 10% rispetto al periodo pre-Covid ma che segna un netto recupero e che fa presagire un ritorno ai livelli pre-pandemia nel 2022». Se a febbraio il fatturato della moda è risultato inferiore solo del 9% rispetto a un anno prima, quando il Covid stava iniziando a diffondersi oltre i confini cinesi, in marzo è aumentato del 50% rispetto al marzo 2020, con punte del 70% per abbigliamento e calzature, sintomi di un diffuso revenge shopping per categorie a lungo penalizzate da lockdown e limitazioni alle attività sociali.

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Export previsto in rialzo del 13%

Tuttavia, restano ancora inevitabili sintomi di incertezza: «L'andamento degli ordini nei primi mesi dell'anno non è andato secondo le attese, l'export stenta a ripartire ed è in calo del 16%, con la solida eccezione della Cina, dove le esportazioni di moda sono aumentate dell'85,3% nei primi due mesi dell'anno - ha proseguito Capasa -. Nel 2021 l'export dovrebbe salire del 13%, a 63,4 miliardi. Ma il mercato interno per ora sta reagendo meglio dell'estero».

Il programma delle sfilate uomo di Milano

Nell'ambito della prossima Milano Fashion Week, che presenterà le collezioni maschili per la primavera-estate 2022 di 63 brand, un altro segnale di ritorno alla normalità pre-pandemia è il ritorno di quattro sfilate in presenza: Dolce&Gabbana il 19 giugno, Etro il 20 e Giorgio Armani il 21 con due eventi nella sede di via Borgonuovo. Gli altri appuntamenti in calendario si svolgeranno nella collaudata modalità phygital, dunque in forma ibrida.

Fra i debutti più attesi, tutti concentrati nella giornata del 21 giugno, quello del nuovo direttore creativo di Diesel, Glenn Martens, che presenterà una collezione all-gender, quello di Knt (Kiton New Textures), il progetto di urbanwear di Kiton firmato da Mariano e Walter De Matteis, e la prima collezione creata da Andrea Pompilio per Harmont&Blaine. La piattaforma digitale della Camera della Moda riproporrà la formula degli Showroom virtuali, multi o monomarca, piattaforma alla quale rimanderà anche uno speciale banner sui siti dei negozi associati alla Camera Buyer Italia. «Nei prossimi giorni definiremo le linee guide per l'accoglienza in sicurezza insieme ad Ats - ha proseguito Capasa -, e offriremo tamponi gratuiti a stampa e buyer accreditati».

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