MONTAGNA: COURMAYEUR

La montagna vera ora si fa tentare dal turismo di lusso

Con gli investimenti degli operatori alberghieri negli ultimi due anni la capacità ricettiva è aumentata di 600 posti letto

di Filomena Greco


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Courmayeur

4' di lettura

Ci tiene a mantenere la sua anima “dura e pura”, da vera montagna, ma con un tocco di lusso. Courmayeur vive un momento fortunato, con nuovi investimenti messi in campo negli ultimi due anni, capaci di aumentare la capacità ricettiva di 500-600 posti letto, un sesto del totale. L’ultima operazione fa capo alla Castello Sgr che ha investito 70 milioni per realizzare il complesso residenziale Le Petit Massif e il Cinque stelle Le Massif – 87 camere – che affianca il Royal, lo storico hotel di proprietà di Sergio Barathier, nell’offerta lusso nella località valdostana. Manca, al momento, un ristorante stellato, ma a Courmayeur in tanti scommettono sul fatto che presto il riconoscimento potrebbe arrivare allo chef del Petit Royal, Paolo Griffa.

Courmayeur, dunque, studia per conquistare una fetta di clientela lusso, soprattutto nella stagione invernale. E corre per entrare nella famiglia esclusiva del Club Best of the Alps, 12 località alpine, da Saint Moritz a Chamonix, con Cortina unica rappresentante italiana. L’assessore al Turismo Ivan Parasacco fa il punto sulla candidatura: «Club Best of the Alps è un un marchio che raggruppa le 12 più importanti Stazioni delle Alpi, un gruppo di lavoro ha appena visitato Courmayeur ed entro il primo ottobre avremo la risposta definitiva». Sport e turismo si sviluppano di pari passo, su questo gli amministratori e gli operatori hanno pochi dubbi. Senza dimenticare la cultura della montagna e gli eventi. L’anno scorso è toccato al maestro Nicola Piovani chiudere l’appuntamento di Scienze in vetta, mentre quest’anno, dal 22 al 24 agosto, protagonisti al Jardin de l’Ange saranno il pianista e compositore Giovanni Allevi e Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico. La sola Courmayeur l’anno scorso ha registrato oltre 200mila arrivi e oltre mezzo milione di presenze. Il comprensorio del Monte Bianco è il più importante dell’intera regione e assorbe poco meno di un terzo delle presenze registrate in tutte le aree montane della Valle d’Aosta. Il 2018 è stato un anno record, nonostante la stagione invernale che si è conclusa da pochi mesi abbia scontato una leggera frenata. In questo contesto il flusso turistico nell’area è cresciuto del 3 per cento.

Poco più di due mesi fa la tappa del Giro d’Italia, a giugno 1.500 iscritti per il Gran Fondo e ancora i Campionati italiani di Mountain Bike: outdoor e bike restano le protagoniste della stagione estiva, lo scialpinismo domina l’inverno. Ma tra le «doti» di Courmayeur e del Monte Bianco, aggiunge Federica Bieller, a capo di Skyway da poco più di un anno, «c’è il fatto di essere una montagna accessibile, nonostante sia la più alta e verticale d’Italia, con i suoi 4mila metri». Autostrada e posizione rendono Courmayeur una destinazione facilmente raggiungibile dalle principali città italiane, inoltre, aggiunge Bieller, «Courmayeur rappresenta la storia dell’alpinismo ma allo stesso tempo è una cittadina fruibile, per lo shopping, per le passeggiate più semplici in montagna».

Quasi una doppia vita che sembra proiettarsi nella natura stessa dell’impianto Sky Way, frequentato da alpinisti esperti come da turisti che arrivano da tutto il mondo per godere un’esperienza unica. «In cima al Monte Bianco si riesce a vedere come vede una montagna, un punto di vista unico, aperto anche ai disabili» aggiunge Federica Bieller. Dalla riapertura in versione rinnovata Sky Way accoglie 300mila persone all’anno, per metà dall’estero, mentre si fa strada una nuova clientela di lungo raggio che arriva dall’Asia. Negli anni le “esperienze” si sono moltiplicate, dallo con chef gourmet in quota – la proposta del Buffet alpino di Agostino Buillas alla Stazione di Pavillon – fino al giardino botanico con 9mila specie da tutto il mondo, la sala cinema e la libreria (Feltrinelli) più alta d’Europa. Da questa estate è aperto il collegamento con Chamonix, una funivia unica che collega Italia e Francia, Courmayeur e Chamonix-Mont-Blanc, per un un percorso panoramico di 15 chilometri e 5 diversi impianti.

A raccontare il lato “mondano” di Courmayeur è Artuto Artom, banchiere e creatore del format CenacoloArtom, esportato ai piedi del Monte Bianco dall’anno scorso. «Abbiamo inaugurato la prima stagione invernale dell’Hotel Le Massif - racconta Artom - e quest’anno per la prima volta la formula del Cenacolo è inserita nel calendario degli eventi estivi». Il primo agosto al Jardin de l’Ange sarà protagonista Carlo Cottarelli, per raccontare vita, carriera e stile. Tanti i personaggi che frequentano Courmayeur, dal mondo delle imprese fino alla cultura: Glorianda Cipolla presidente del Fai della Valle d’Aosta, Maurizio dall’Occhio (Bocconi), Patrizia Sandretto, lo chef Davide Oldani, Lamberto Gancia,Vincenzo Novari, anche se il paragone con Cortina regge fino ad un certo punto. «In realtà – commenta Artom – la mondanità di Courmayeur è più discreta». E va in questa direzione il commento dell’assessore Parasacco: «Crediamo molto nella capacità di mantenere valori fondamentali come la sostenibilità, l’attenzione all’ambiente, l’innovazione. Crediamo che l’idea di restare “montagna vera”, al di là di una proposta nel lusso che sta comunque crescendo, sia quello che davvero paga». Una identità forte di una storia con radici profonde: a Courmayeur nasce il primo albergo in quota, almeno cento anni prima dello sviluppo delle altre stazioni di montagna. «Gli ultimi investimenti – conferma il presidente degli albergatori Alessio Bertold – sono mirati alla ricerca di una clientela di alto livello, un trend testimoniato anche dall’arrivo di grandi gruppi del settore alberghiero». Vedremo gli effetti, aggiunge Bertold, è ancora presto per fare una valutazione dell’impattto. Certo è, sottolinea il portavoce degli albergatori, «che in questa prima fase di lancio, i prezzi molto competitivi possono creare dei disagi alla rete alberghiera esistente. Contiamo che le nuove strutture possano aumentare l’interesse di nuovi mercati, ma bisogna evitare la semplice strategia del prezzo».

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