CANTINE

La Montina presenta Quor, sui lieviti per 2910 giorni

di Giambattista Marchetto

3' di lettura

“Ho tanta voglia di abbracciarti. Te e i nostri amati figli, siete sempre nel mio quor”. Nasce da questo romantico errore ortografico del nonno Fiore, dettato dalla frequentazione del dialetto bresciano più che dell'italiano, il nome che la famiglia Bozza ha scelto per la nuova limited edition di Franciacorta de La Montina.

Quor 2910, disponibile sul mercato a partire da dicembre, nasce dalla voglia di «creare un prodotto che racchiuda in sé la stessa emozione degli innamorati, dei vignaioli convinti, degli amanti della vita e della famiglia», anticipa Michele Bozza, seconda generazione alla guida dell'azienda.

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Un vino sentimentale
Quor è cuore. È scritto così perché nasce da un errore ortografico di nonno Fiore, padre dei tre fratelli Vittorio, Gian Carlo e Alberto Bozza, fondatori de La Montina. «Quando si decide di fare ordine nei cassetti quasi sempre si scova qualcosa di dimenticato da tempo – racconta Michele Bozza - Quando abbiamo svuotato i profondi cassetti della vecchia scrivania di nonno Fiore, abbiamo trovato fotografie, documenti, ma soprattutto abbiamo trovato delle lettere che ci hanno mostrato un lato diverso del nonno. Il lato più intimo e sensibile di un uomo che tutti noi ricordiamo soprattutto come un gran lavoratore, già piccolo produttore di vino che però beveva più di quanto producesse. Le lettere sono di un uomo innamorato, sono tutte indirizzate a nonna Gina, compagna di vita e madre dei suoi 7 figli. I messaggi sono semplici, scritti in un italiano influenzato dal dialetto bresciano: ecco perché Quor».Come i sentimenti, Quor 2910 rimarrà unico. Non ci saranno altre vintage.

Oltre 95 mesi sui lieviti
Sono 2910 i giorni che questo vino ha passato sui lieviti, controllato a vista nella penombra della cantina. Assaggi cadenzati hanno portato a un Franciacorta Extra Brut complesso e intenso. «Questo vino, che rimarrà un unicum e non verrà replicato, è stato pensato nel 2009 - chiarisce Bozza - Non è un'annata, ma un nome con un numero. Il blend di Pinot Nero (35%) e Chardonnay (65%) è rimasto più di 95 mesi in affinamento sui lieviti, sono circa 8 anni».

Quor nasce da una selezione della vendemmia 2009 ed è il risultato della spremitura delicata attraverso il solo torchio verticale Marmonier. Il passaggio in legno dona al vino un colore dorato con riflessi ramati. «Il lungo affinamento sui lieviti – preannuncia Bozza - conferisce al naso note molto complesse di frutta tropicale matura, agrumi e inconfondibili note speziate di vaniglia. Al palato è suadente e sapido. È un vino strutturato che mantiene una spiccata freschezza».La bottiglia è caratterizzata da una trama scritta a mano, per ricordare la calligrafia delle lettere di nonno Fiore.

La tenuta del Papa santo
Le origini (e il nome) della tenuta si fanno risalire alla famiglia Montini, che ha dato i natali al futuro papa Paolo VI (santificato da poco). Dopo un periodo di transizione come convento di monache, è stata acquistata dai Bozza, una famiglia di contadini locali, fuoriusciti da Berlucchi per lavorare a un progetto proprio.

Le vigne gestite dall'azienda (non tutte di proprietà) si sviluppano su una superficie di circa 72 ettari in 7 Comuni della Franciacorta. La cantina si estende per 7.450 metri quadrati sotto la collina e questo garantisce tutto l'anno una limitata escursione termica, condizione ottimale per la maturazione dei Franciacorta. L'intera produzione – che si avvicina attualmente alle 400mila bottiglie annue – è in avanzata fase di conversione Bio.

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