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La mortadella di Felsineo cresce grazie a un nuovo impianto da 4 milioni

Soluzioni all'avanguardia progettate su misura permetteranno di incrementare la produttività del 16%, garantendo un significativo miglioramento dell'efficienza energetica e idrica

di Ilaria Vesentini

Il nuovo impianto di macinatura di Felsineo alle porte di Bologna

2' di lettura

Ci sono un anno di studio e progettazione, 4 milioni di euro di investimento e un Dna vocato al pionierismo dietro al taglio del nastro a Zola Predosa, alle porte di Bologna, del nuovo impianto di macinatura 4.0 con cui il gruppo Felsineo realizzerà la mortadella tradizionale in modo sostenibile e digitale.

Dopo un quinquennio di investimenti sulla linea vegetale “FelsineoVeg”, torna al centro dell'attenzione il tipico salume cotto bolognese su cui in 60 anni di attività l'azienda – oggi alla quarta generazione – ha costruito il proprio successo conquistando la leadership di mercato, arrivando per prima sulle tavole dei cinesi e al traguardo della certificazione di Società Benefit.

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«La mortadella resta il nostro core business, su 50 milioni di fatturato 2021 solo 3 milioni sono legati alla linea vegetale – spiega l'amministratore delegato del gruppo, Emanuela Raimondi – ed è grazie alla tradizione che abbiamo prima diversificato in una linea green e ora scommesso nell'informatizzazione dei processi per aumentare la sostenibilità sociale e ambientale».

La nuova linea di macinatura rappresenta infatti un unicum, una soluzione all'avanguardia, progettata su misura per Felsineo, in grado di incrementare la produttività del 16%, garantendo un significativo miglioramento dell'efficienza energetica e idrica, oltre a una riduzione delle emissioni inquinanti: ha sollevatori dotati di rilevazione automatica del peso per il carico della materia prima, le informazioni sulla ricetta sono consultabili dagli operatori sui display installati nelle diverse postazioni, per rendere più efficiente l'approvvigionamento e ridurre gli sprechi, la carne viene macinata a bassa velocità tramite una tecnologia a vite di spinta e un gruppo di taglio ad estrusione, tutti i motori principali sono dotati di inverter per minimizzare l'energia utilizzata e il software di gestione del nuovo impianto è in grado di scambiare in tempo reale i dati di funzionamento, rendendo così possibile la riduzione dei fermi, l'ottimizzazione del flusso del prodotto e il monitoraggio dei consumi, nonché la totale tracciabilità del prodotto.

«È un progetto che ci fa compiere un grande salto in avanti nell'impegno preso lo scorso dicembre, quando siamo diventati Società Benefit, di contribuire all'innovazione attraverso attività di ricerca e di sperimentazione e mediante l'adozione di nuove soluzioni nei processi, nei prodotti e nelle formule organizzative», sottolinea Raimondi.

La digitalizzazione del processo e l'implementazione di sistemi di controllo e supervisione ha portato anche investimenti sulla formazione dei dipendenti, che avranno sempre più compiti di controllo e supervisione, rispetto a quelli manuali, con un innalzamento delle competenze. Il nuovo impianto di macinatura darà anche un contributo a fronteggiare l'emergenza energia: «I volumi vanno bene anche in questo 2022 – conclude l'ad – ma le bollette sono più che quintuplicate nel giro di un anno, dobbiamo far funzionare i forni per cuocere mortadelle e insaccati vegetali e non possiamo certo scaricare incrementi dei costi del genere sul consumatore finale».

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