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La mossa di Intesa su Ubi riaccende il risiko bancario. Focus su BancoBpm e Mps

Acquisti su tutto il settore: il mercato crede all'avvio di un consolidamento

di Luca Davi e Carlo Festa

Intesa Sanpaolo lancia un'offerta su Ubi

Acquisti su tutto il settore: il mercato crede all'avvio di un consolidamento


3' di lettura

L’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi avrà due effetti nel breve periodo: da una parte potrebbe risvegliare chi, come UniCredit e BancoBpm, è stato tagliato fuori da questo improvviso consolidamento bancario. Dall’altra potrebbe risvegliare l’interesse per un dossier come quello del Monte dei Paschi di Siena.

Quali saranno poi le mosse future dei diversi attori si saprà nei prossimi giorni. Tra gli addetti ai lavori c’è chi è arrivato a ipotizzare una contro-offerta per Ubi Banca da parte dei concorrenti. Molto dipenderà anche dagli equilibri che si creeranno all’interno dell’azionariato dell’ex popolare. Tra i soci storici c’è chi, come il fronte bresciano in particolare, potrebbe vedere di buon occhio un accasamento con Intesa, con cui c’è un’affinità culturale e di valori certificata da una figura di cerniera come Giovanni Bazoli (che però mercoledi 19 ha fatto subito sapere di non essere stato coinvolto in alcun modo nel progetto nè di averlo saputo in anticipo).

Leggi anche:Perché Intesa Sanpaolo vuole fondersi con Ubi Banca

Certo, affinchè l’offerta di Intesa cada serve qualcuno che la migliori. Qualche broker, come Intermonte, segnala come essa non sarebbe totalmente congrua. E allora, chi potrebbe rilanciare? Qualcuno ipotizza UniCredit, che dovrebbe però fare una virata a 180 gradi rispetto alla strategia annunciata, che su espressa indicazione del ceo Jean Pierre Mustier non prevede fusioni nei prossimi tre anni, tanto meno in Italia. Peraltro, dopo essersi liberata in rapida progressione di alcuni redditizi rami di attività italiani (Fineco ultimo in ordine di tempo), il gruppo di piazza Gae Aulenti guarda più alla sua dimensione europea che non al mercato italiano. Al limite, più che su Ubi forse, osserva qualcuno, UniCredit potrebbe però allora concentrare le proprie attenzioni su BancoBpm, gruppo che oggi è una public company pura e per questo (ancor più) facilmente scalabile.

LE BANCHE ITALIANE
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Si vedrà se il previsto rafforzamento di Intesa farà cambiare i piani al gruppo di piazza Gae Aulenti. Di certo a tirarsi fuori dai giochi dell’atteso risiko bancario è stata Bper, che fino a prima di Natale era vista come la naturale candidata a valutare una fusione con Ubi, complice la vicinanza di alcuni soci di riferimento nel mondo delle Fondazioni. Il gruppo modenese è infatti ora impegnato pancia a terra nella realizzazione del piano in ticket con Intesa, con la prospettiva di diventare il quinto gruppo italiano per attivi.

Le possibili mosse di BancoBpm
Le attenzioni ora sono dunque tutte sulle eventuali mosse di BancoBpm. Per lungo tempo si è ritenuto che l’istituto guidato da Giuseppe Castagna fosse il candidato alla fusione con Ubi, prima che i dialoghi tra gli azionisti di Bper prendessero più sostanza, almeno fino allo scorso dicembre. Goldman Sachs alcune settimane fa aveva ipotizzato un’operazione di fusione tra Ubi e il Banco Bpm. Secondo una lettura condivisa da alcuni osservatori, al Paese servirebbe infatti un altro big, assieme a Intesa Sanpaolo e UniCredit. Che cosa farà ora BancoBpm? Rilancerà su Ubi? L’operazione potrebbe forse attenuare i timori di una completa perdita di autonomia di Ubi ma costerebbe molto in termini di capitale. E resta da capire quale possa essere l’atteggiamento della Vigilanza di fronte a un’ipotesi simile.

Qualcuno non esclude allora che il gruppo guidato da Castagna possa essere il candidato ideale a realizzare l’operazione su Mps, vera grande incognita del sistema italiano, banca dal cui capitale il Governo punta ad uscire entro il 2021. Il ceo Castagna presenterà al mercato il nuovo piano industriale triennale il prossimo 3 marzo. In quell’occasione si capiranno meglio le eventuali mosse.

Infine Popolare Sondrio, ieri sugli scudi con un +10%: con l’obbligo di trasformarsi in Spa, e alcuni azionisti di capitale che scaldano i motori come Amber, può entrare a pieno titolo nel giro di valzer.

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