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La «mossa» del taglio di 4 decimali per raffreddare (per ora) le sanzioni

di Carlo Marroni

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker a Palazzo Berlaymont per il vertice sulla manovra (Ansa)

2' di lettura

Il tetto è stato abbassato, di una manciata di decimali che rappresentano forse metà strada rispetto alle richieste di Bruxelles. Con la cifra di 2,04% annunciata dal premier Giuseppe Conte sul nuovo livello di deficit l’Italia ha strappato un cessate il fuoco con la Commissione, che parla di buoni progressi. Che cosa è accaduto? Le riunioni di Roma delle ultime dodici ore hanno prodotto il nuovo livello di deficit e hanno inviato la proposta a Jean Claude Junker, Pierre Moscovici e Valdis Dombvroskis, una manciata di ore prima dell'incontro, durato un'ora e mezzo. Ma come sempre non si tratta di una questione tecnica di decimali o di relazioni tecniche: il clima emerso oggi a Bruxelles è naturalmente politico. Si abbassano i toni e si cerca una strada di interlocuzione, provando a mantenere il punto da entrambe le parti: riduzione del debito da una parte e reddito di cittadinanza di cittadinanza e “quota-100” dall'altra. Ma in entrambi i casi non si conoscono i contenuti.

Non si sa se il calo del deficit è strutturale e di quanto (quello che l’Ue vuole per ridurre il debito) e non si sa come e per quanto si metterà mano alle pensioni, nodo-chiave della trattativa. È quindi un passaggio interlocutorio, sia di Roma verso Bruxelles – Tria tornerà Bruxelles per trattare ad oltranza - che dentro la maggioranza, che Conte dice essere «assolutamente compatta». Lo si vedrà nelle riunioni sugli emendamenti da presentare in Senato, dove la manovra si appresta ad essere in buona parte riscritta o comunque diversamente calibrata, e quali saranno le nuove dismissioni individuate per recupere quei 7-8 miliardi dicalo del deficit.

L'obiettivo per tutti è evitare la procedura di infrazione sul debito, che rappresenterebbe un macigno per i prossimi anni, chiunque sarà al governo. Non è detto a questo punto che si realizzi, e comunque i tempi per una decisione sono ancora lunghi. Conte dopo l’incontro è tornato a Roma, per rientrare poi a Bruxelles giovedì per il consiglio Europeo, che dovrà affrontare Brexit, oltre ai soliti capitoli di migrazioni e bilancio pluriennale.

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