festival del cinema

La Mostra aumenta gli spettatori e dimentica il caso Martel

Più 11% gli ingressi rispetto al 2018, + 22% rispetto al 2017: Baratta e Barbera danno i numeri del festival. E sul caso Polanski-Martel: «C’è stato un equivoco. La regista ha visto il film senza pregiudizi»

di Cristina Battocletti


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Venezia, il Palazzo del Cinema (Agf)

2' di lettura

Un incremento di ingressi dell’11 per cento rispetto all’anno scorso alla Mostra del cinema, con 105mila ingressi tra accreditati e pubblico. È questo il primo bilancio che Paolo Baratta, presidente della Biennale, ha fatto questa mattina a metà della 76esima edizione della rassegna veneziana. Per ingressi nelle sale si intende il numero dei varchi, che rispetto a due anni fa è cresciuto del 22%. «Il rapporto è 60 accreditati, 40 bigliettati», ha precisato Baratta.

Lo scatto vero è dovuto all’incremento degli universitari, che il direttore artistico, Alberto Barbera, ha ribatezzato il popolo con lo zainetto, sostenuto anche dalla presenza del “cubo rosso”, ovvero dalla sala in giardino, realizzata due anni fa.

«Vedere tanti giovani che girano per il Lido è una soddisfazione - ha spiegato Barbera -. Gli accrediti universitari in un trienno sono passati da 500 a 1600. Sappiamo che il cinema sta cambiando e sperimentando per adattarsi al pubblico giovane. L’interesse dei produttori è di incrementare quel pubblico, non quello dei pensionati. Lo sviluppo delle piattaforme lo conferma. I giovani non vanno nelle sale, ma di solito vedono i film su pc o smart phone. Un giovane che approfitta dell’esperienza del grande schermo difficilmente torna indietro. Questa accresciuta partecipazione si riflette positivamente anche sul fatto che ci sono film di qualità nelle sezioni fuori concorso».

Barbera è poi intervenuto sulla questione delle piattaforme digitali. «Cambierà il landscape in cui operano tutti. È inutile distinguere tra i film prodotti nelle sale e quelli per le piattaforme. Bisogna guardare i contenuti e la qualità dei contenuti. Questi soggetti investono miliardi, è chiaro che il futuro del cinema è quello. Si contenderanno i migliori registi». Poi ha precisato: «Bisogna stare attenti naturalmente al monopolio. È in gioco la libertà del cinema».

E sulla presenza delle donne alla Mostra, Barbera ha spiegato: «Bisognerebbe vedere i film senza i titoli di testa. Credo che non facciamo un servizio alle donne mettendole in corcorso solo per favorire un’equità di genere. Si arriverà a rimpire il gap, ma non da un anno all’altro, o da un giorno all’altro».

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