agroalimentare

La mozzarella di bufala campana «tutelata» in Cina

di Francesco Prisco

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(Agf)


2' di lettura

La mozzarella di bufala campana entra nel club dei prodotti europei tutelati in Cina. Il celebre formaggio fresco a denominazione di origine protetta è stato infatti inserito nella lista delle 26 specialità tra Dop e Igp riconosciute dalla Repubblica Popolare. Lo stabilisce un accordo bilaterale siglato nel recente summit economico Ue-Cina che dovrà essere perfezionato entro il 2017. Un’intesa che dovrebbe tradursi in una stretta sulle contraffazioni e, al tempo stesso, in un’opportunità di sviluppo sul mercato asiatico per il prodotto caseario di eccellenza Made in Campania.

La richiesta di mozzarella di bufala Dop all’estero è in aumento, con valori che superano il 30% sul totale della produzione. Di questa quota attualmente l’1% finisce sul mercato cinese per circa 100mila chili l’anno e un giro di affari di un milione. Ancora poco rispetto alle potenzialità di un comparto che fattura 575 milioni al consumo e dà lavoro a 15mila persone. Pertanto il Consorzio di tutela è da tempi non sospetti in prima linea nella promozione di attività finalizzate ad agevolare l’export verso la Cina e abbattere quelle che possono essere considerate di fatto «barriere non tariffarie». A oggi, infatti, è in vigore in Cina uno standard sanitario che risulta essere molto restrittivo per la mozzarella di bufala campana Dop e che comporta una serie di criticità legate allo sdoganamento delle merci e lungaggini burocratiche.

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In media occorrono da una a tre settimane, in base al tipo di prodotto e alla complessità dei controlli di qualità, per ottenere l’ok all’ingresso della mozzarella Dop. Decisamente troppo per un prodotto che va consumato freschissimo. Ma il lavoro della Camera di commercio Ue in Cina sta portando a una revisione delle norme attraverso l’istituzione di un tavolo permanente denominato «Cheese Desk» che ha mostrato ampia disponibilità rispetto alle problematiche evidenziate dal Consorzio di Tutela. Per il presidente di quest’ultimo Domenico Raimondo, «siamo di fronte a un passo in avanti fondamentale per consentire alla mozzarella di bufala campana di imporsi in un mercato, quello cinese, tra i più grandi al mondo, con un gusto crescente della classe media per il nostro prodotto. Da anni si discute di questa svolta che apre orizzonti e margini di crescita straordinari per il prossimo futuro». Intanto il Consorzio di tutela investe in logistica.

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