Lattiero-caseario

La mozzarella di Gioia del Colle Dop arriva nei supermercati

Il Caseificio Palazzo è il primo a far arrivare la nuova Dop nei in Gdo con il marchio Murgella: crescita degli ordini e degli investimenti

di Manuela Soressi

Caseificio Palazzo: la tipica forma a treccia della Mozzarella di Gioia del Colle Dop (foto Marco Varoli)

3' di lettura

È arrivata in commercio da pochi giorni, fresca fresca, la prima mozzarella vaccina Dop italiana. È quella di Gioia del Colle, il comune pugliese che, con grande disappunto dei campani, a fine 2020 ha ottenuto l'unica denominazione d'origine protetta riconosciuta dalla Ue a questo caposaldo dell'arte casearia nazionale.

«Le prime spedizioni di bocconcini, trecce e nodini per i punti vendita della distribuzione moderna sono partite e l'accoglienza da parte dei retailer è positiva – afferma Claudia Palazzo, amministratore delegato del Caseificio Palazzo, il primo a farla arrivare in Gdo con il marchio Murgella –. Siamo certi che i consumatori apprezzeranno questa Dop, perché è un prodotto eccellente, che ridà alla mozzarella lo spazio che le spetta e che, negli ultimi anni, è stato eroso dalla crescita della bufala da un lato e di burrata e stracciatella dall'altro».

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Quella di Gioia del Colle Dop si propone, quindi, di alzare l’asticella del mercato e creare una fascia premium per svincolare la mozzarella vaccina dal ruolo di commodity, giocando sulle sue caratteristiche distintive: ottenuta da latte di mucca proveniente da allevamenti della Murgia, dove le vacche sono nutrite per almeno il 60% con alimenti autoprodotti e passano almeno 150 giorni al pascolo, viene realizzata utilizzando il metodo tradizionale di acidificazione del latte con siero innesto naturale, l'equivalente nel dairy del lievito madre nella panificazione, e per questo mantiene i sapori e i profumi della terra dove nasce

Il lancio della mozzarella di Gioia del Colle Dop da un lato e la ripartenza della domanda di burrata e stracciatella (soprattutto all'estero) dall'altro stanno delineando un 2021 molto positivo per Caseificio Palazzo, con ordini in crescita del 25% rispetto al 2020, che si è chiuso con oltre 53 milioni di euro di fatturato. Ma la difficoltà nel reperire nuovi lavoratori rischia di rivelarsi un boomerang. Nel caseificio di Putignano lavorano oggi 200 addetti, che si alternano su due turni. E ne servirebbero altri, stagionali, per affrontare il picco delle richieste estive visto che tutta la lavorazione è ancora fatta a mano. Ma non si trovano. E comunque l'impianto oltre i 1.800 quintali di latte lavorato al giorno non può andare. Per questo è in costruzione il nuovo stabilimento da 5mila mq, che dovrebbe entrare in attività a metà del 2022.Un investimento che corona una crescita decennale.

L'impresa è nata nel 1957 dall'intraprendenza di una coppia che si era spartita i compiti: lei casara, lui raccoglitore del latte e agente commerciale. Ma è con l'arrivo in azienda della terza generazione che il Caseificio Palazzo “ha svoltato”. Puntando sulla burrata (che ancora oggi genera il 50% delle vendite), dandole un'identità precisa (ossia privandola della testa) e iniziando una politica di espansione a livello nazionale che ne ha fatto uno dei primi caseifici pugliesi a raggiungere non solo i ricchi e ricettivi mercati del nord Italia ma quelli esteri.

Oggi l'export rappresenta oltre il 30% del fatturato ed è monopolizzato dalla burrata, destinata alla Gdo e all'Horeca in una trentina di Paesi. Da quando l'hanno scoperta gli stranieri si sono innamorati di questo latticino, che sta riscuotendo un tale successo da essere stata definita “the new mozzarella”. Idem in Italia, dove si rischia persino l'overload visto che ormai burrata (e stracciatella) sono considerate quasi irrinunciabili nei menu dei locali “giusti”. La vera sfida ora è quella di sottrarre questo mercato al predominio delle private label (come accade all'estero) o dell'unbranded, imponendo una marca forte, prestigiosa e riconosciuta. È questo l'obiettivo si cui sta lavorando il Caseificio Palazzo con il suo brand Murgella, da poco rinnovato nel logo, grafico e optical, e nel pack, che punta sui colori pastello, e ora protagonista di una campagna di advertising in corso in queste settimane sulla stampa.

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