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La Nasa manda in orbita astronauti con un razzo Usa con la SpaceX di Musk

Da dieci anni non partiva un vettore dal suolo americano. Ora l’agenzia si allea con un operatore privato

di Leopoldo Benacchio

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Da dieci anni non partiva un vettore dal suolo americano. Ora l’agenzia si allea con un operatore privato


3' di lettura

L'America torna a mandare astronauti nello spazio dal suo suolo, con razzi vettori e navicelle made in Usa.

Lo farà il 27 maggio alle ore 4:32 locali dalla mitica rampa 39 A di Cape Canaveral, quella d cui 50 anni fa partirono tutte le missioni Apollo per la Luna. La vera novità è che i due astronauti della missione, chiamata

Demo-2, che raggiungeranno la Stazione Spaziale Internazionale, Iss, lo faranno grazie a un vettore, Falcon 9, e al modulo Dragon di SpaceX, che avranno comunque targa Nasa. Il patron Elon Musk con questo mette un'ulteriore medaglia sul petto: ha vinto la corsa dei privati a sostituire Nasa, Agenzia statale.

È dal 2011 che non si solleva dal suolo americano alcun razzo con equipaggio umano, alla Iss infatti ci si va solo con la Soyuz russa, ideata addirittura negli anni '60 del secolo scorso, anche se migliorata più volte, anche recentemente. Razzo vettore e navicella ultrasicuri che portano in solo 6 ore 3 astronauti alla Iss.

I due astronauti della Nasa, da sinistra Bob Behnken e Doug Hurley

La partenza della campagna stampa lo scorso 17 aprile, con la presentazione della missione Demo 2, sta a significare che Nasa è sicura della fattibilità della operazione, della sicurezza del volo e dà il via a questo che è, a tutti gli effetti, il test finale in volo. Potrà esserci qualche piccolo cambiamento di data o orario, ma questo è normale, e quello che rimane come unica incognita a questo punto è la traiettoria con cui si arriverà alla Iss: il potente vettore russo riesce a farcela in sole 6 ore, per il Falcon 9 qualcuno azzarda un 10 ore di tragitto, comunque un tempo ottimo.

Questo si vedrà in seguito, questa volta la fase di collaudo pretende un viaggio attorno alle 24 ore. I due astronauti sono già scelti da tempo e vigilati strettamente per via del Covid-19: portarlo nella Iss sarebbe un disastro e l'America ne è piena.

Per il momento i prescelti, due veterani, continuano la loro preparazione. Robert Behnkem e Douglas Hurley sono 100% Nasa ma useranno, fino al loro arrivo alla Iss, tutto l'equipaggiamento sviluppato da SpaceX, anche le tute di nuova concezione. Sono stati selezionati per la loro esperienza, che risale agli ultimi viaggi dello Space Shuttle attorno al 2010, che verrà buona in caso di problemi: tutto infatti è automatico, e collaudato, dalle navicelle Dragon che oramai da tempo portano non uomini ma materiali alla Iss, alla procedura e operazione di attracco.

Quando si tratta di trasportare astronauti, uomini o donne, la questione però cambia e l'ipotesi di un fallimento deve essere confinata al minimo possibile. Per questo i due esperti astronauti potranno eventualmente prendere il controllo della navetta in ogni momento, specie all'attracco, Apollo 13 docet.

L'accelerazione iniziale porterà la Dragon con gli astronauti a correre a 27.000 chilometri all'ora e oltre, una volta nell'orbita dovranno essere testati tutti i sistemi di bordo e la tenuta della navicella stessa, un collaudo definitivo in operazione insomma. Non è chiaro ancora, o meglio non è definito, quale sarà la durata della missione, è possibile arrivi a 110 giorni, ma l'equipaggio è addestrato per tornare in ogni momento.

I test dei paracadute, che devono frenare la discesa della navetta in caso di problemi grossi subito dopo il decollo o, più ottimisticamente, al rientro dalla missione dopo 4 mesi, sembrano essere tutti positive e pare sicuramente superato il problema che si era manifestato proprio durante il test dei paracadute supersonici nel febbraio scorso.

Un momento importante, dunque, dato che, quando la missione Demo 2 sarà conclusa potremo finalmente dire che il trasporto di astronauti nello spazio è un fatto commerciale.Dieci anni fa una frase del genere avrebbe suscitato ilarità, ma il progresso accelera sempre.

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