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La Nasa torna nello spazio e per la prima volta sarà con un privato: Elon Musk

Si dimette a sorpresa il responsabile delle missioni umane dell’Agenzia Usa. Intanto anche Branson tenta l’avventura spaziale con Virgin Orbit

di Leopoldo Benacchio

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AFP

Si dimette a sorpresa il responsabile delle missioni umane dell’Agenzia Usa. Intanto anche Branson tenta l’avventura spaziale con Virgin Orbit


5' di lettura

Una settimana importante per lo spazio. L'America torna a mandare astronauti nello spazio con un suo razzo vettore, non succedeva da dieci anni, ma proprio mentre Nasa faceva gli ultimissimi controlli l'importante direttore del volo umano dell'Agenzia statunitense si licenzia e se ne va.

Oggi, lunedì 25 maggio, Virgin Orbit, la società creata ad hoc da Sir Richard Branson, tenta un nuovo modo di lanciare satelliti in orbita bassa, un campo in cui c'è sempre più opportunità di guadagno, ma dove la concorrenza è oramai spietata fra i privati. Un primo tentativo, ieri, è stato fermato prima del decollo per un malfunzionamento. Importante tentativo, anche perché la parte dell'industria Virgin che si occupa di volo e spazio è sempre più in crisi, con perdite notevoli.

Dopo 10 anni circa dall'ultimo volo dello Space Shuttle Nasa si affida al vulcanico imprenditore Elon Musk per portare due astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale, ISS, a 400 e passa chilometri dal suolo.

Il debutto di Musk con Nasa

È un passo epocale: per la prima volta il compito viene affidato a un privato e non a una Agenzia statale. Un razzo Falcon 9 porterà la capsula Dragon di SpaceX, con gli astronauti Nasa Doug Hurley e Bob Behnken fino alla ISS dove attraccherà per permettere ai due di passare nella Stazione.

Ogni singola parte della missione è stato collaudata e funziona, la capsula in questione è già arrivata più volte alla ISS per rifornimenti agli astronauti, ma per il trasporto uomini è la prima volta: in questi dieci anni è stata usata la vecchia ma sicura Soyuz dei Russi. Per estrema tranquillità è stato collaudato anche il sistema di rientro in caso di disastro al decollo: è stato fatto esplodere un Falcon pochi secondi dopo la partenza, il momento più critico, e la capsula si è tranquillamente staccata e ritornata a terra aprendo il suo paracadute.

Gli astronauti della Nasa Douglas Hurley e Robert Behnken con le tute SpaceX al centro spaziale Kennedy

Era una richiesta di Nasa, fondamentale, per affidare l'incarico alla impresa privata: non era troppo facile ma SpaceX ci ha abituato alla meraviglia con le sue imprese.

Tutto è al meglio: i due astronauti sono da qualche giorno alla base di Cape Canaveral e il razzo vettore è nella base di lancio 39a, quella mitica da cui partirono tutte le missioni Apollo per la Luna e che ora SpaceX ha affittato, come si trattasse di un posto auto allo scoperto.

Gli ultimi test sono andati bene: i nove motori del Falcon sono in perfetta forma e hanno passato i test di accensione e tutte le prove previste, comprese quelle con i due astronauti con addosso la tuta di nuova concezione, molto fashion, che hanno raggiunto l'interno della navetta Dragon: una prova generale, come all'opera insomma.

Un particolare degno di Elon Musk, il mitico Astrovan, il mezzo che ha sempre portato gli astronauti dall'edificio dove si vestono al razzo vettore è stato mandato in pensione e sostituito con un Mezzo elettrico della Tesla, la pubblicità prima di tutto.

Via il responsabile missioni umane

Il personale che entra in contatto con loro è munito di mascherina, per la massima sicurezza: portare il virus entro al Iss sarebbe un disastro per ovvie ragioni e questo è il motivo per cui la consueta quarantena pre-lancio questa volta è stata particolarmente stretta. Un primo volo importantissimo quindi sia per SpaceX. che mira ad avere una parte importante nei progetti americani per Luna e Marte, e la avrà, e per Nasa, che rischia anche di più, deve dimostrare che ha fatto bene a demandare ai privati compiti chiave della sua attività.

Proprio mentre l'attenzione per questo primo lancio cresceva, lunedì scorso è caduta come un fulmine dal cielo la lettera di dimissioni di Doug Loverro, capo del programma missioni umane di Nasa. Non sarà lui quindi a controllare i preparativi e il decollo. Attualmente Loverro non ha ancora motivato in modo chiaro la sua decisione, che non pare legata a dissensi su questa operazione umana con SpaceX.

PER APPROFONDIRE / La partita geopolitica nello spazio

Si fanno molte ipotesi e la più accreditata è che si sia licenziato spontaneamente per un errore che ha avuto conseguenze importanti che avrebbe compiuto a gennaio, pare nel quadro del programma Artemis, che deve riportare un astronauta, sarà questa volta una donna, a toccare il suolo lunare e poi alla costruzione di una stazione spaziale attorno alla Luna, da cui partire per Marte. Può essere così, ma certamente la coincidenza con il lancio di Doug Hurley and Bob Behnken qualche sospetto lo ha sollevato, anche se tutti negano.

Il lancio del Falcon 9 è comunque previsto per mercoledì 27, ore 22:33 in Italia, si può seguire in diretta e si possono anche vedere i preparativi, ma occorre registrarsi sul sito Nasa, si vuole infatti evitare la folla oceanica di appassionati che in genere segue questi lanci, per contenere il contagio, in Usa molto alto.

Il lancio di Virgin Orbit

Oggi invece, dopo un giorno di ritardo dovuto a un problema tecnico ai sensori, Virgin Orbit potrebbe effettuare un'importante prova: il lancio di un razzo con satellite come carico pagante non da terra ma da 10 chilometri di altezza, dalla pancia di un Boeing 747 modificato, Cosmic Girl il suo suggestivo nome, che porterà il razzo vettore di 21 metri, Launcher One che, fino a quell'altezza e poi lo lascerà cadere nel vuoto.

Dopo qualche secondo, i motori di Launcher One si accenderanno e lì si vedrà se sarà capace di arrivare in orbita bassa, tipicamente dai 200 ai 500 chilometri dal suolo, risollevando allo stesso tempo le azioni di Sir Richard Branson, attualmente alle prese con un problema notevole: il rosso profondo della compagnia aerea Virgin, che vuole salvare a ogni costo.

È arrivato a dire che venderà la sua isola privata o parte della Virgin Galactic per sanare i debiti degli aerei. In effetti nella galassia Virgin, che va dalle canzoni alle palestre, la parte che si alza da terra è la più in difficoltà e la cosa ci riguarda da vicino, dato che in Puglia è previsto uno spazioporto proprio di Virgin Galactic. Questa compagnia da anni promette di portare turisti nello spazio, veramente non proprio nello spazio ma a 80 chilometri di altezza, e poi riportarli giù in assenza di peso.

Anche il portafogli dei passeggeri sarà parecchio più leggero dato che il biglietto costa 250.000 dollari e ne sono stati già venduti a centinaia. Inizialmente l'attività di Virgin Orbit, che attacca il mercato dei piccoli e medi satelliti da mettere in orbita bassa, mercato che vede almeno dieci società attive e pare sarà molto fruttuoso, era sotto il cappello Virgin Galactic, ma poi Branson ha preferito creare una impresa a parte che, in questo esperimento, si gioca non tanto la faccia quanto la dimostrazione che questo metodo di lancio, su cui molti sono perplessi, è fattibile.
In definitiva mercoledì, in un modo o nell'altro, lo scenario spazio sarà diverso e la Luna, speriamo, più vicina.

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