Washington

La National Gallery restituisce ai legittimi eredi un Picasso del periodo blu

Della collezione di Paul von Mendelssohn-Bartholdy perseguitato dai Nazisti. Il museo evita così il contenzioso, l’opera in vendita per 10 milioni da Gagosian

di Gabriele Biglia

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Della collezione di Paul von Mendelssohn-Bartholdy perseguitato dai Nazisti. Il museo evita così il contenzioso, l’opera in vendita per 10 milioni da Gagosian


5' di lettura

La National Gallery di Washington, ancor prima che venisse aperto un contenzioso legale, ha deciso di restituire un prezioso pastello di Pablo Picasso risalente al periodo blu agli eredi del banchiere tedesco ebreo Paul von Mendelssohn-Bartholdy, costretto a vendere durante gli anni bui del Nazismo la propria collezione di opere d'arte. La decisione del museo risulta piuttosto insolita, adottata per evitare: “le pesanti spese che una controversia legale comporta”. Solitamente i musei procedono alla restituzione dei “looted artworks” dopo che una causa è stata avviata da parte dei legittimi discendenti per ottenerne la restituzione.

Il pastello di Picasso
Il piccolo pastello (31 x 29,7 cm) che raffigura una ritratto un po’ legnoso di una donna con i capelli scuri su fondo blu, risalente al 1903, acquistato dal banchiere nel 1912, si trova adesso nelle mani del gallerista Larry Gagosian che tratterà privatamente la vendita offrendolo ai potenziali acquirenti per 10 milioni di dollari. A rendere raro il pastello è il livello di finitura del ritratto rispetto ad altri lavori del pittore risalenti allo stesso periodo che, generalmente, risultano per lo più solo abbozzati, ha spiegato il gallerista. Realizzate tra il 1901 e il 1904, le opere di questo periodo risultano monocromatiche, immerse nelle tonalità malinconiche del blu con una forza espressiva e una valenza psicologica in grado di superare la descrizione naturalistica. Raffigurati per lo più poveri ed emarginati: vecchi, ciechi, storpi, saltimbanchi, suonatori di chitarra, tenutarie di bordelli, suonatori di chitarra. Immaginario scatenatosi dopo il suicidio del caro amico e artista Carles Casagemas.

A settembre dello scorso anno gli eredi si erano rivolti al gallerista newyorkese per accordarsi sul valore di mercato dell'opera e farsi seguire nella vendita, tenuto conto della stretta relazione che la galleria Gagosian ha con l'Estate Pablo Picasso. I proventi della vendita verranno utilizzati dai discendenti per portare avanti altre battaglie legali ed ottenere la restituzione delle opere ancora appese alle pareti di musei e collezioni private.
Il riconoscimento della proprietà del pastello e il trasferimento della stessa agli eredi di Mendelssohn-Bartholdy è avvenuto il 30 marzo, nonostante il museo americano abbia affermato con convinzione che dalle indagini svolte non vi siano prove evidenti che l'opera sia passata nelle mani dei Nazisti. Fu venduta, infatti, in stato di necessità da Paul von Mendelssohn-Bartholdy insieme ad altre opere nel 1934 al celebre mercante d'arte Justin K. Thannhauser, poco prima di morire per un attacco cardiaco nel 1935. Come molti altri banchieri ebrei, quando la Reichsbank assunse il controllo delle principali banche tedesche e l'allora Ministro delle finanze tedesco Hermann Dietrich iniziò ad estrometterli dai consigli di amministrazione, anche Paul von Mendelssohn-Bartholdy, parente del famoso compositore Felix Mendelssohn e del filosofo Moses Mendelssohn, si trovò in gravi difficoltà economiche, costretto a lasciare la Mandelssohn and Co., una delle cinque banche più grandi della Germania che venne poi “arianizzata”. “Non c'è dubbio che Mendelssohn-Bartholdy è stato sottoposto a boicottaggi, espropri e alla perdita di molte delle sue posizioni. Nel 1934 il suo reddito si era ridotto a solo il 14% di quanto dichiarato nel 1932” ha affermato John J. Byrne, l'avvocato di Washington degli eredi.

Il riconoscimento
La National Gallery di Washington ha fatto sapere che la decisione di restituire l'opera “non costituisce un riconoscimento del merito o della validità delle rivendicazioni asserite”. Il Moses Mendelssohn Center for European Jewish Studies di Postdam ha ringraziato pubblicamente la National Gallery di Washington. Non è la prima volta però che il museo americano si trova nella imbarazzante condizione di dover restituire opere d'arte dal passato opaco: nel 2016 ha dovuto mollare la pressa su un disegno di Julius Schnorr von Carolsfeld, mentre nel 2000 ha dovuto restituire un dipinto di Frans Snyders, probabilmente confiscato dal gerarca nazista Herman Göring. Si stima che dall'ascesa al potere di Hitler fino al 1945 siano stati razziati il 20% dei beni artistici presenti al tempo in Europa, e che 100.000 di questi oggetti, non ancora individuati, si trovino presumibilmente in collezioni pubbliche e private.

Il pastello di Picasso “Testa di donna” è stato esposto in sole due occasioni dalla National Gallery ed entrò nella raccolta nel 2001 del museo tramite la donazione di Ian Woodner , raffinato art collector e tra i più importanti del XX secolo, che riunì una straordinaria collezione di oltre 1.000 opere, tra antichi maestri e disegni moderni. Più di 150 opere della raccolta Woodner sono esposte nel museo americano. Nel 1978 il pastello entrò persino a far parte della raccolta del Guggenheim di New York per poi essere successivamente messo all'incanto.

La collezione Thannhauser e il Guggenheim
Justin Thannhauser, figlio del mercante d'arte Heindrich Thannhauser, è un nome celebre nel mondo dell'arte e del collezionismo in quanto presentò insieme al padre la prima esposizione del gruppo di artisti Der Blaue Reiter (Il Cavalliere azzurro) e nel 1913 realizzò una delle prime gradi mostre dedicate a Picasso. Nel 1963, Thannhauser donò alla Solomon R. Guggenheim Foundation di New York 75 capolavori delle avanguardie artistiche nate tra Ottocento e Novecento, tra cui 30 quadri di Picasso, da allora esposti in modo permanente in una sezione del museo. Quando nel 1976 all'età di 84 anni morì, la seconda moglie Hilde lasciò al museo altre 10 opere alcune di queste in mostra al Palazzo Reale di Milano sino a poche settimane fa quando la sede espositiva ha dovuto chiudere anticipatamente per l'emergenza coronavirus.

La collezione Paul von Mendelssohn-Bartholdy
La collezione di Mendelssohn-Bartholdy contava 16 pezzi impressionisti e di arte moderna e comprendeva splendide opere di Van Gogh, Manet, Monet, Renoir, Braque e Picasso tra cui il celebre «Garçon à la Pipe» del 1905, venduto da Sotheby's nel 2004 per 104 milioni di dollari. Apparteneva al banchiere anche una delle celebri versione dei «Girasoli» (1889) di Van Gogh aggiudicati per 40 milioni di dollari da Christie's nel 1987.
Altre dipinti di Picasso appartenuti al banchiere tedesco sono stati individuati e restituiti agli eredi: nel 2009, prima che si aprisse il processo presso il tribunale federale di Manhattan per ottenerne la restituzione, il Solomon R. Guggenheim Museum e il Museum of Modern Art si sono accordati privatamente riconoscendo agli eredi la legittima proprietà di due celebri tele di Picasso, chiudendo il contenzioso con un risarcimento, mantenendo così la proprietà delle opere. Anche in questo caso, i due quadri vennero venduti da Mendelssohn-Bartholdy a Thannhauser. Si tratta della celebre tela «Le Moulin de la Galette» del 1900 e del dipinto «Boy Leading A Horse». Il ”Le Moulin de la Galette” fu donata da Thannhauser al Guggenheim nel 1963, mentre “Boy Leading a Horse” fu venduto nel 1936 all'ex presidente del MoMA William Paley, che lo lasciò al museo nel 1964.

Artist Spotlight
La Gagosian Gallery , attualmente chiusa per l'emergenza coronavirus, in attesa di trovare l'acquirente che acquisterà il pastello di Picasso, si è fatta promotrice di un'iniziativa in risposta alla pandemia del Covid 19 che ha costretto gallerie e musei a rimandare le mostre che avevano in programma. Per sostenere gli artisti che hanno speso tempo ed energie per preparare le proprie mostre personali è stato lanciato il progetto“Artist Spotlight” che permette agli artisti di utilizzare il portale online della galleria come una piattaforma aperta per presentare i propri lavori. Ogni settimana, a partire dall'8 aprile, vengono presentate le opere di un artista accompagnate da video, interviste e materiale informativo. Ogni venerdì la galleria presenterà un singolo lavoro dell'artista rendendolo disponibile per l'acquisto per il tempo limite di 48 ore. Ad inaugurare il progetto è l'artista Sarah Sze che avrebbe dovuto organizzare la sua prima mostra personale a Parigi con Gagosian questa primavera. È in corso la presentazione dell’opera di Stanley Whitney seguiranno quelli di Jennifer Guidi, Roe Ethridge, Titus Kaphar, Katharina Grosse, Theaster Gates, Dan Colen, Urs Fischer, Mark Grotjahn, Mary Weatherford, Rudolf Polanszky, Damien Hirst e Jenny Saville.

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