Tutela dei diritti, le dieci strade per evitare il tribunale

3/12Diritto

La negoziazione assistita

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Chi avesse visto il film “Storia di una matrimonio”, recente pellicola implacabile sulla trasformazione in peggio dei coniugi in fase di separazione, un pensierino alla negoziazione assistita lo potrebbe fare. Una formula che rispetto alle separazioni consensuali ha il merito di tutelare meglio tutti gli aspetti della vicenda. Le parti stipulano una convenzione con l'obbligo di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la stessa tramite l'assistenza dei propri avvocati.

Si deve procedere preliminarmente con la negoziazione assistita anche se si intende proporre in giudizio una domanda di pagamento di somme fino a 50mila euro.

La procedura prevede che se l'altra parte non aderisce all'invito o lo rifiuta entro 30 giorni dalla sua ricezione, la condizione di procedibilità si considera avverata e tali comportamenti potranno essere valutati dal giudice ai fini delle spese del giudizio e della responsabilità della parte per avere agito o resistito con mala fede o colpa grave. Si può quindi iniziare o proseguire il processo. Se l'invito invece viene accettato, le parti, con i loro avvocati, redigono in forma scritta la convenzione di negoziazione assistita che deve precisare il termine concordato per l'espletamento della procedura, da uno a tre mesi, prorogabile per 30 giorni. Nel caso di mancato accordo, la condizione di procedibilità si considera avverata e si può quindi iniziare o proseguire il processo.

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