POLITICA MONETARIA

La Norvegia alza i tassi mentre gli altri li tagliano

La banca centrale di Oslo, controcorrente rispetto agli altri istituti centrali, ha alzato i tassi di interesse per la quarta volta in un anno portandoli all'1,50 dall'1,25 per cento: è il livello più alto degli ultimi 5 anni


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La nuova skyline di Oslo

3' di lettura

Bce e Federal Reserve tagliano i tassi, la Norvegia invece li aumenta.
La banca centrale di Oslo, controcorrente rispetto agli altri istituti centrali, ha alzato i tassi di interesse per la quarta volta in un anno portandoli all'1,50 dall'1,25 per cento: è il livello più alto degli ultimi 5 anni.

La mossa serve a «raffreddare» un’economia sostenuta dal boom degli investimenti petroliferi, da una moneta debole e dalla politica economica espansiva del governo, resa possibile dalle cospicue entrate energetiche (la Norvegia dispone del più grande fondo sovrano del mondo).

Stretta imprevista
La Banca centrale norvegese è considerata uno dei pochissimi «falchi» in politica monetaria, in un periodo nel quale tutte le maggiori banche centrali stanno varando nuove misure di stimolo. Molti economisti peraltro non si aspettavano la stretta, anche perché la crescita del Pil norvegese è in una fase di rallentamento, così come l’inflazione, scesa in agosto all’1,6 per cento.

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La banca centrale, tuttavia, ha anche prefigurato una pausa nell'inasprimento monetario. «L'attuale valutazione delle prospettive e dell'equilibrio dei rischi indica che molto probabilmente il tasso chiave verrà mantenuto a questo livello nel prossimo futuro», ha dichiarato il governatore Oystein Olsen in una nota.

La Svizzera taglia le stime di inflazione
La Banca nazionale svizzera (BNS) ha invece confermato la sua politica monetaria, ma ha notevolmente ridotto le sue previsioni sull'inflazione e ha annunciato un nuovo metodo per calcolare il tasso di interesse negativo sui depositi bancari. La Banca nazionale ha mantenuto il tasso di interesse chiave a -0,75 per cento. La banca centrale prevede che i prezzi al consumo aumenteranno dello 0,4% quest'anno mentre a giugno aveva previsto un'inflazione dello 0,6 per cento. Le previsioni per il 2020 e il 2021 restano invariate. Inoltre, la Banca nazionale prevede una crescita economica compresa tra lo 0,5 e l'1 per cento. L'adeguamento della metodologia di calcolo per il tasso di interesse negativo per i depositi bancari entrerà in vigore il 1 novembre 2019.

Giappone pronto ad allentare in ottobre
Anche la Banca del Giappone ha mantenuto invariata la sua politica monetaria già molto accomodante dopo le misure adottate dalla Fed e dalla Bce. L'istituto giapponese ha deciso di mantenere invariati i tassi di deposito a -0,1% e il target di rendimenti a 10 ani allo 0% in modo che i tassi di interesse a breve e lungo termine rimangano a livelli estremamente bassi “almeno fino alla primavera del 2020”. BoJ, che vede il rischio di perdere lo slancio per raggiungere la stabilità dei prezzi, rivaluterà l'andamento economico e dei prezzi alla prossima riunione.

«Era necessario prestare attenzione a questo momento e non perdere l'occasione di dare slancio ai prezzi» ma la BoJ «non esiterà a intraprendere un'azione di allentamento se necessario». Il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuyroda, lascia dunque aperta la possibilità di eventuali mosse in ottobre. «Esamineremo più da vicino l'andamento economico e i prezzi alla riunione di ottobre» spiega dicendosi «più positivo riguardo a un ulteriore allentamento rispetto alla riunione di luglio». Certo, osserva, i rischi da economie d'oltremare sono in aumento, in particolare per le mosse protezionistiche e i rischi geopolitici e quindi «sarà necessario considerare costi e benefici dell'opzione di allentamento».

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