turismo & gastronomia

La Norvegia rilancia sull’Italia con lo stoccafisso: intese con i top chef

Via al piano di promozione mirata

di Vincenzo Chierchia


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2' di lettura

Non solo salmone. Anzi. La Norvegia rilancia sullo stoccafisso, ovvero sul merluzzo nordico pescato e lavorato fresco nelle Isole Lofoten ed essiccato all’aria del Mare del Nord (non va confuso con il baccalà). Nessun intervento, nessun additivo. Una tradizione secolare che vede l’Italia e la Norvegia gemellate sotto il segno del merluzzo - dalla metà del 1400 - che oltre il Circolo polare si chiama skrei quando è fresco. Il Governo di Oslo tradizionalmente punta molto sulle risorse ittiche. Il perno della strategia promozionale si chiama Nsc che sta per Norwegian seafood council. L’ufficio italiano è diretto da Trym Eidem Gundersen, che ha sviluppato una massiccia campagna di promozione della conoscenza dello stoccafisso e di sviluppo nella cucina attraverso un network di grandi chef e di opinion leader nell’ambito dell’alimentazione. Ci sono gli ambassador dello stoccafisso. Gli ultimi in ordine di tempo Enrico e Roberto Cerea del ristorante Da Vittorio di Bergamo, tre stelle Michelin e realtà leader nell’alta ristorazione italiana con un giro d’affari intorno ai trenta milioni di euro.

In precedenza il riconoscimento è andato a Moreno Cedroni, insignito di due stelle Michelin e titolare del ristorante La Madonnina del pescatore a Senigallia (Ancona). Prima di Cedroni era stato premiato Anthony Genovese del Pagliaccio di Roma, due stelle Michelin e parte del network Relais & Chateaux. Non mancano gli chef promettenti: young ambassador dello stoccafisso norvegese per il 2018 è stato l’italo-filippino John Mark Nanit.

Da segnalare anche la presenza di una delle trasmissioni chiave per la cultura enogastronomica come MasterChef di Sky nelle Isole Lofoten per testimoniare l’interesse per lo stoccafisso direttamente dove viene prodotto. Oltre un milione di persine ha visto la trasmissione con oltre centomila contatti social.

Oggi il consumo di un prodotto che ha segnato nei secoli il commercio di prodotti ittici tra il nord e il sud Europa è concentrato prevalentemente in Italia e soprattutto in tre macroaree o regioni: Nordest (Veneto), Liguria, Campania, Calabria e Sicilia, Marche (Ancona). L’obiettivo dichiarato è crescere in tutta Italia, che di suo assorbe il 70% circa della produzione totale di stoccafisso norvegese.

Da ciò gli investimenti su chef, opinion leader, ristoranti e pizzerie. Il network di chef è vasto: da Paolo Barrale a Chiara Maci, da Nino Rossi ad Antonio Chemello e a Felice Lo Basso. Numerosi anche i ristoranti coinvolti: da Torre del saracino a Masseria Guida , dalle pizzerie top di Gino Sorbillo e Franco Pepe (Pepe in grani) ad Ammaccamm.

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