Benessere

La nuova bellezza passa da inclusione e body positivity

L’autenticità affascina, le imperfezioni seducono e cadono i pregiudizi estetici. E da ottobre arriva il Master italiano in Psicologia della moda e dell’immagine

di Monica Melotti

3' di lettura

Coco Chanel diceva: «Bisogna essere unici per essere insostituibili»; una massima di Confucio era «Ogni cosa ha la sua bellezza ma non tutti la vedono». In tempi non sospetti, dove la body positivity ancora non esisteva, già si puntava sull'unicità, sull'auto-accettazione, su una bellezza diversa. Il tema, adesso, è sempre più di attualità, siamo in un momento storico dove i concetti d'inclusione e di body positivity ricoprono un ruolo importante e spronano le persone ad accettare il proprio corpo con serenità e a non a confrontarsi con modelli irraggiungibili.

«È proprio il difetto che ti rende bella perché ti rende unica - dice Paola Pizza, psicologa della moda e autrice del libro “Il Coraggio di piacersi”(ed. FrancoAngeli) e del blog psicologiadellamoda.com -. L'autenticità affascina, le imperfezioni seducono. La perfezione è fredda e spesso poco naturale. Ma ancora troppe persone cercano la perfezione, non si può misurare il proprio valore con l'età, la bilancia, il metro e nemmeno confrontarsi con modelli irraggiungibili, quali attrici e influencer. Chi cerca la perfezione è sempre in preda all'ansia, prova un costante disagio con sé stessa perché è una meta irraggiungibile. Occorre, allora, cambiare prospettiva, trovare la giusta distanza dal nostro modello di bellezza perfetta, in poche parole riposizionare lo zoom».

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Come cambiare la prospettiva di bellezza

Ormai è assodato c'è un nuovo concetto di bellezza, più libero dai pregiudizi estetici e più inclusivo, che si sta affermando sempre più. Lo vediamo anche nelle ultime campagne pubblicitarie: Winnie Harlow, la modella con la vitiligine è sempre più richiesta dagli stilisti, Alessandro Michele per Gucci ha scelto la modella armena Armine dai lineamenti non convenzionali. E adesso nella presentazione della nuova stagione di X Factor appare una ragazza overweight, proprio a sottolineare i claim della pubblicità libero di essere chi sei e nessuna etichetta.

«Sono le nostre idee sul concetto della bellezza che devono cambiare – continua la psicologa -. Quando pensiamo alla bellezza, la nostra mente cade in trappole cognitive. Spesso riteniamo che lo stesso concetto di bellezza sia universalmente condiviso. Nulla di più sbagliato, dobbiamo smettere di confrontarci con modelli di perfezione irrealizzabili e cercare la bellezza dentro di noi. L'accettazione di noi stessi produce benessere e serenità. Guardarsi allo specchio ed essere consapevoli di ciò che pensiamo di noi stessi, concentrarsi sui propri punti di forza, uscire dal senso di inferiorità. Quando pensiamo a noi stessi dobbiamo fare un bilanciamento tra ottimismo e realtà, tra sé e gli altri, coltivando la speranza e la voglia di valorizzarsi e cambiare».

Difendersi dalle critiche

Partiamo dal presupposto che non si può piacere a tutti. La sfida più grande è proprio vincere la paura del giudizio degli altri. Come difendersi dalle critiche? «Le critiche costruttive possono essere utili, ma ci sono anche quelle distruttive, manipolative che ci feriscono - spiega Paola Pizza -. Tra le tecniche da usare per proteggersi consiglio “l'inchiesta negativa” che consiste nel rispondere alla critica con un insieme di domande che vanno nei particolari. Un esempio: se la persona ha criticato il nostro colore d'abito, le si chiede “c'è qualcos'altro che non va?”, “cosa ne dici delle scarpe?”. Se le critiche sono sincere ne ricaveremo una serie di informazioni che potrebbero esserci utili per valorizzarci. Se, invece, la persona non risponde alle nostre domande, vuole dire che non ha argomenti da sostenere oltre alla critica mossa. Un'altra tecnica è il disarmo dell'aggressività. Se abbiamo ricevuto una critica violenta bisogna rispondere con estrema calma, condizionare la comunicazione a un comportamento diverso e più costruttivo».

Gli abiti donano bellezza

Nella moda non dobbiamo essere spettatori, ma attori. Giocare con la moda è divertente e intrigante. Attraverso il nostro look cerchiamo di lasciare la nostra impronta e il nostro stile. «Quando indossiamo un abito, scegliamo un colore e un accessorio, stiamo scegliendo cosa comunicare di noi agli altri - conclude la psicologa -. Alcune persone ne sono consapevoli, altre scelgono gli abiti con casualità oppure perché va di moda. Attraverso il nostro abbigliamento e trucco comunichiamo molto di noi stessi, per questo è importante scegliere un look che esprima la nostra personalità, vestirsi con uno stile anonimo o conformistico non fa certo emergere dalla massa. La prima cosa che dobbiamo fare è chiederci: chi sono? Che immagine voglio dare agli altri? Che obbiettivi voglio raggiungere? Gli abiti devono parlare della nostra identità».

Sul tema della psicologia della bellezza, ci sarà un corso all'interno del programma del primo Master Italiano in Psicologia della Moda e dell'Immagine che partirà ad ottobre. Il Master promosso dall'Ecole Superieure de Relooking (ESR Italia) con il coordinamento didattico di Paola Pizza, è online ed è riservato ai laureati in psicologia e in materie umanistiche.

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