Vino

La nuova scommessa dell'argentino Bulgheroni sul Brunello

di Agostino Palomba

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2' di lettura

Oltre trenta ettari in uno dei più importanti e affascinanti terroir del mondo vitivinicolo: Montalcino. Per una produzione che, senza svilire i quantitativi, punti decisamente alla qualità. Le prime bottiglie saranno disponibili al prossimo Vinitaly. Ecco a voi il Brunello di Montalcino etichetta “Poggio Landi”, ultimissima novità del Gruppo internazionale Alejandro Bulgheroni Family Vineyards, già proprietario della Tenuta Dievole nel Chianti Classico, di Podere Brizio e Poggio Landi (per l’appunto) a Montalcino e della Tenuta Le Colonne in quel di Bolgheri.

Qui comincia l’avventura
Un progetto ambizioso, ennesimo fiore all’occhiello per Bulgheroni, che nasce con l’acquisizione del podere e della cantina di Tenuta Vitanza (che resta nominalmente ai vecchi proprietari). Gli ettari vitati a Brunello Docg sono esattamente 33, un dato che pone questa nuova realtà vitivinicola in una posizione di assoluto rilievo nel panorama Montalcinese. L’acquisizione dei nuovi vigneti porta in dote lo splendido Podere Belvedere, la nuova cantina situata a Torrenieri e altre vigne destinate alla produzione di Rosso di Montalcino, Chianti e Igt per un totale che, entro i prossimi anni, porterà Poggio Landi a sfiorare i 74 ettari vitati.
“Dopo il Chianti Classico con Dievole e Bolgheri con la Tenuta Le Colonne – spiega Enrique Almagro, presidente per l’Italia della corporate – il nostro gruppo intraprende un’azione fondamentale in uno dei territori più ricercati dai winelovers di tutto il mondo. E lo fa con il rispetto e la passione che da sempre caratterizzano il nostro modo di approcciare il settore del vino, con l’obiettivo dichiarato di proporre etichette che siano l’espressione più autentica delle zone di produzione”. Stefano Capurso, da poche settimane direttore della Dievole Spa, aggiunge: “sono numeri rilevanti, che fanno di Poggio Landi un player fondamentale del pianeta Brunello di Montalcino. Questo ci consentirà di avviare strategie mirate sia per quanto riguarda la fase squisitamente produttiva, sia per quella concernente l’approccio commerciale con il mercato interno e con quelli internazionali”.
La denominazione Brunello di Montalcino si estende su circa 2.000 ettari vitati. Una realtà che vede primeggiare Castello Banfi in estensione, al cospetto di una serie di aziende “micro” intorno ai 5 ettari di dimensione. E' facile intuire che i 43 ettari (33 di Poggio Landi e 10 di Podere Brizio) del Gruppo Bulgheroni potranno ben soddisfare, non solo nella qualità ma anche nei numeri, quei mercati internazionali cui fa riferimento Capurso, dagli Stati Uniti al Canada ai mercati emergenti.

Il valore aggiunto
Il “nettare” di Poggio Landi scaturisce da alcuni fattori fondamentali: la differenza dei terreni e delle esposizioni, la biodiversità che caratterizza le varie vigne, le altitudini che vanno dai 180 ai 320 metri sul livello del mare. Ad Alberto Antonini, consulente enologo del gruppo (che guida un team composto da Giovanni Alberio, enologo di casa, e Lorenzo Bernini, agronomo), il compito di sfruttare al meglio queste straordinarie potenzialità. “Una sfida bella e stimolante – sottolinea Antonini – quella di poter creare vini provenienti da vigne dislocate nelle aree più prestigiose di Montalcino. Da quelle storiche poste nella parte nord dell’areale di produzione a quelle appena acquisite. L’obiettivo, ovviamente, è uno: proporre vini che soddisfino le aspettative dei consumatori e che mantengano inalterate le caratteristiche di un terroir unico al mondo”.

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