ok del cdm al decreto sicurezza bis

La nuova stretta sulle Ong di fronte agli sbarchi estivi

di Marco Ludovico


Arriva il decreto sicurezza bis: dalle multe alle navi al Fondo rimpatri

2' di lettura

Via libera dal Consiglio dei Ministri al decreto sicurezza bis. Al termine di una gestazione di diverse settimane, il vicepresidente leghista Matteo Salvini incassa dunque un secondo risultato di rilievo della sua politica condivisa, dopo numerose polemiche e un testo rivisto almeno quattro volte, con il resto del governo.

La nuova stretta sulle Ong
Salvini attende con molta attenzione l'avvio della stagione estiva, da sempre il periodo migliore per gli sbarchi. Tanto da aver fatto in mattinata il punto convocando al Viminale il Cnosp (comitato nazionale ordine pubblico e sicurezza), la riunione dei vertici delle forze di polizia e dei servizi segreti – presenti anche la Marina militare e la Guardia Costiera – per definire azioni operative e quadro informativo degli sbarchi nelle prossime settimane. Il decreto legge approvato dal governo prevede una multa da 10mila a 50mila euro per il comandante, l'armatore e il proprietario della nave, se sono violati il divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane. In caso di reiterazione del divieto con la stessa nave, scatta la confisca. Le sanzioni saranno erogate dal prefetto. Nelle funzioni di coordinamento in mare i limiti e i divieti sono adottati dal ministro dell'Interno di concerto con i colleghi della Difesa e delle Infrastrutture.

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Il Daspo ai mafiosi allo stadio
Quello previsto dal decreto sicurezza bis e prima ancora dal Ddl di delega di riforma dello sport, fermo in Parlamento, è un “daspo allargato”: viene prescritto dall'autorità tecnica di pubblica sicurezza, alias il questore, non solo per chi ha manifestato “una potenziale pericolosità” come si legge nella relazione al Ddl “in occasione delle manifestazioni sportive, ma anche altrove”. Il divieto di accesso alle manifestazioni sportive si estende a chi è denunciato o condannato per rissa, reato non annoverato finora tra quelli previsti allo stadio per disporre la misura di prevenzione del questore.

Ma il Viminale rilancia tutta una serie di reati sufficienti a vietare l'accesso alle manifestazioni sportive. Commessi, qui dunque sta la novità, anche al di fuori. Non solo devastazione, saccheggio e lesioni. Ma anche porto abusivo di armi, di caschi, reati razziali e violenze. Estorsione, rapina e spaccio di stupefacenti: chi ha una condanna in primo grado per queste fattispecie è “socialmente pericoloso”. Ritornano i reati del libro II, titolo V e VI, del codice penale come l'istigazione a delinquere, l'associazione a delinquere e l'associazione mafiosa. Oltre a chi ha commesso reati di terrorismo.

Carcere fino a 5 anni per chi fa danni durante una manifestazione
Tra le nuove norme in materia di ordine pubblico e sicurezza si prevede la reclusione da uno a cinque anni per chi “distrugge, disperde, deteriora o rente in tutto o in parte inservibili cose mobili o immobili altrui in occasioni di manifestazioni”. Carcere da uno a quattro anni per chi durante i cortei in piazza usa in modo da creare “pericolo per le persone o l'integrtà delle cose razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi” ma anche fumogeni,”spray urticanti, castoni, mazze, oggetti contundenti”.

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