Rigenerazione

La nuova vita delle centrali dismesse: dal villaggio turistico al centro ricerche

Nel processo di transizione energetica con una spinta verso le rinnovabili e una riduzione delle fonti fossili, cambia anche il futuro delle centrali termoelettriche

di Davide Madeddu

Rendering sul futuro di Porto Tolle (Human Company)

3' di lettura

Un hub logistico al posto della vecchia centrale a turbogas. Oppure un parco nella miniera di lignite ormai dismessa o ancora un centro turistico dove un tempo si produceva energia dalla combustione dell'olio.

Si cambia

E in questo scenario, in cui va avanti il processo di transizione energetica con una spinta verso le rinnovabili e una conseguente riduzione delle fonti fossili, cambia anche il futuro delle centrali termoelettriche dell'Enel presenti nei diversi centri d'Italia. Allo stop non corrisponderà una chiusura dei cancelli ma un piano di riconversione e valorizzazione in cui, molto spesso, la produzione di energia da rinnovabili si sposerà con attività imprenditoriali differenti. Non strutture e immobili abbandonati ma riconversione e valorizzazione. E nuove attività. Da Augusta a Piombino passando per Carpi e Porto Tolle.

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La nuova vita degli impianti

«Enel, in coerenza con il processo di transizione energetica verso un modello più sostenibile, si pone ormai da alcuni anni a livello globale l'obiettivo di dare una seconda vita ai siti delle centrali termoelettriche - dice Fabio Cataudella, Responsabile Power Plants Repurposing di Enel –. Il processo di riqualificazione e nuovo sviluppo segue dei principi chiave di economia circolare, sostenibilità e innovazione in un percorso di condivisione e valore condiviso con le comunità ed istituzioni locali».

Tra energia e nuove chances

Nuovo corso e nuove opportunità per le strutture che hanno garantito l'approvvigionamento energetico per lungo tempo sia agli abitanti dei territori sia alle attività produttive. «Le centrali potranno diventare così innovativi poli energetici integrati, dove convivono diverse tecnologie utili a favorire la transizione energetica - argomenta il dirigente -. La riqualificazione degli impianti si pone come priorità di valorizzare gli asset esistenti verso una produzione integrata con nuove risorse rinnovabili e sistemi di accumulo, quando un sito può avere nuove potenzialità di sviluppo in ambito energetico, integrando, laddove tale potenzialità non sia presente o lo sia solo in parte, con nuovi progetti imprenditoriali in ambiti differenti».

Miniera di Santa Barbara, sullo sfondo centrale a gas funzionante

L'hub logistico e il Parco naturale

A Fossoli a Carpi il progetto di conversione è stato compiuto. La centrale a turbogas è stata completamente riconvertita e oggi è un polo logistico: 20.000 metri quadrati coperti con aree esterne di stoccaggio utilizzati per attività legate alla gestione della rete elettrica. Oppure in Toscana nell'area di Santa Barbara (vicino all'omonima centrale a gas dotata di tecnologia all'avanguardia e attualmente attiva), dove al posto della ex miniera di lignite si lavora a un programma di valorizzazione della fauna e flora. «Stiamo lavorando per portare avanti un piano di riassetto molto importante - argomenta – con l'obiettivo di valorizzare il parco di quasi 1.600 ettari in un'area fruibile ed aperto agli abitanti. Abbiamo già creato 80 chilometri di strade bianche fruibili che da circa dieci anni vengono percorse anche dalla ciclostorica Marzocchina, e da dove è possibile vedere i laghi e anche il ritorno dei caprioli».

Porto Tolle (Human Company)

Dalla centrale al villaggio turistico

A Porto Tolle nello spazio che ospitava la centrale termoelettrica ci sarà un polo turistico innovativo. L'ex Centrale Enel Polesine Camerini spenta nel 2015 ospiterà un parco turistico, sportivo e agroalimentare integrato nel Delta del Po. Il progetto, presentato da Human Company, prevede la realizzazione di Delta Farm nell’area sud dell’ex centrale, su una superficie di 110 ettari, 20 dei quali ad area boschiva, e potrà ospitare fino a 8 mila turisti al giorno e una ricaduta occupazionale stimata in 400 persone.

Centrale Bari, interno

L'ex centrale e la città

A Bari gli spazi della storica centrale Enel di via Buozzi (unico esempio di struttura all'interno del centro abitato) saranno disponibili per nuovi utilizzi. Punto di partenza della nuova vita del sito è l'accordo preliminare di vendita siglato tra la società elettrica, proprietaria del sito, e la Cobar Spa. «L'idea è di dar vita a un progetto modulare che possa integrare parco urbano, spazi comuni, aree espositive, ricreative, sportive e residenziali e interventi per la viabilità grazie al migliore utilizzo di strade attigue che consentiranno di ridurre il traffico e creare nuovi collegamenti con il trasporto pubblico - chiariscono da Enel -. La riconversione della centrale di Bari rappresenta un tassello del più ampio programma di Enel per dare una seconda vita alle centrali termoelettriche. Si tratta di riqualificare gli impianti in un'ottica di economia circolare, valorizzando le aree su cui sorgono le strutture e riutilizzando, laddove possibile, materiali e parti degli impianti stessi, per ridurre il consumo di materie prime».

Centrale bari esterno

Il centro ricerche

Poi c'è il caso di Augusta in Sicilia dove la vecchia centrale termoelettrica avrà un nuovo corso e diventerà centro di ricerca in virtù dell'intesa tra Enel, il Centro Nazionale delle Ricerche e il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia. Una struttura all'avanguardia e con con impianto fotovoltaico per produzione di energia dalle rinnovabili. Obiettivo: dare vita a un polo di eccellenza sulle bonifiche sostenibili. E poi gli studi sull'integrazione tra coltivazioni agricole e attività di produzione di energia, come avviene nelle applicazioni agrivoltaiche, e il riutilizzo delle piante impiegate nei processi di bonifica naturale con l'impiego delle piante.

Centrale di Augusta

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