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La Pa cerca alte competenze per gestire il Pnrr

La durata dei contratti non potrà superare fine 2026: il personale sarà reperito tra professionisti e laureati iscritti in appositi elenchi

di Tiziano Grandelli e Mirco Zamberlan

(Seventyfour - stock.adobe.com)

2' di lettura

Con la conversione in legge del decreto Reclutamento prende il via il potenziamento della pubblica amministrazione a livello di risorse umane, definito dal ministro Renato Brunetta come uno dei pilastri per la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).Gli interventi si spingono in molteplici direzioni. Una prima è rappresentata da assunzioni e incarichi a esperti di alta specializzazione.

Gli elenchi istituiti presso il ministero

Per poter reperire i soggetti in questione, il dipartimento della Funzione pubblica, attraverso il portale del reclutamento, istituisce elenchi a cui possono accedere professionisti qualificati, iscritti nel relativo Albo o ordinamento professionale e non già in quiescenza, nonché personale in possesso di laurea magistrale o specialistica e un dottorato di ricerca o master universitario di secondo livello.

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In alternativa a questi ultimi il candidato deve vantare un’esperienza professionale qualificata almeno triennale maturata presso enti pubblici nazionali, organismi internazionali o dell’Unione europea. Per individuare i primi, le amministrazioni effettuano un colloquio selettivo con almeno quattro professionisti iscritti nell’elenco.

Per selezionare i lavoratori da assumere con contratto a tempo determinato, con termine che non può superare la durata del progetto a cui sono assegnati e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, gli enti interessati possono svolgere procedure digitali, decentrate e semplificate.

Nuove modalità per le assunzioni negli enti locali

Un discorso a parte è riservato agli enti locali, per i quali viene prospettata una nuova modalità per il reperimento di risorse umane, sia a tempo determinato che indeterminato. La logica seguita risulta essere analoga a quella sopra illustrata. In primis si ricorre alla formazione di elenchi di idonei alla copertura di un posto di un determinato profilo professionale. La formazione degli elenchi non presuppone, necessariamente, la necessità di coprire il posto e, quindi, si può procedere anche in assenza di un fabbisogno di personale. Gli elenchi sono stilati all’esito di apposite selezioni e aggiornati annualmente.

Nel momento in cui sorge la necessità di procedere ad una assunzione, l’amministrazione procede ad un interpello fra i candidati presenti nell’elenco e dichiarati idonei. Se più persone rispondono all’interpello, l’ente locale valuta le candidature attraverso modalità semplificate, che si concretizzano in una prova selettiva scritta o orale, che porterà alla formulazione di una graduatoria dalla quale attingere per la copertura del posto.

Un altro aspetto riguarda la dirigenza. Viene caldeggiato il ricorso a manager esterni, con deroghe alle percentuali massime di dirigenti assunti in base all’articolo 19, comma 6, del Dlgs 165/01. Anche in questo caso, però, la durata dell’incarico non può superare il 31 dicembre 2026.

Per chi è già dipendente

Infine, non viene dimenticato il personale già dipendente della pubblica amministrazione, per il quale vengono ridisciplinate, a primo avviso semplificandole, sia le progressioni all’interno delle aree che fra le aree. È prevista, altresì, con il Ccnl del triennio 2019/2021, la ridefinizione di un nuovo ordinamento professionale, alle cui posizioni si potrà accedere sulla base di requisiti di esperienza e di professionalità maturate per almeno cinque anni nell’amministrazione di appartenenza.

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