OSSERVATORIO «REGISTRO .IT»

La pandemia cambia anche il web: in un anno 6.615 siti dedicati al Covid

Il Cnr ha censito i siti italiani nati nel 2020 con un richiamo al coronavirus nel nome: tra le finalità anche cyber attacchi e diffusione di fake news

di Antonio Larizza

(Adobe Stock)

3' di lettura

La pandemia ha cambiato la rete internet italiana: nel corso del 2020, il web è stato invaso da migliaia di siti con dominio «.it» che, già nel nome, richiamano il coronavirus.

L’inizio del fenomeno ha una data precisa: 28 gennaio 2020. Quel giorno, con quasi un mese di anticipo rispetto all’identificazione del “paziente uno” di Codogno, qualcuno a Venezia registra il dominio “vaccinocoronavirus.it”. Da allora l’onda è salita giorno dopo giorno e oggi in rete si contano 6.615 i domini con estensione «.it» a tema coronavirus.

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A censirli è stato l’Osservatorio domini Covid-19 di «Registro .it», l’anagrafe dei domini a targa italiana gestita dall’Istituto di informatica e telematica (Iit) del Cnr.

Le parole chiave del Covid-19

Il report pubblicato martedì 9 marzo ha analizzato i domini «.it» ispirati al Covid-19 registrati da gennaio a dicembre 2020. La Top-5 delle parole più ricorrenti nei nomi a dominio «.it» vede in testa il termine “covid” (1.369 occorrenze), seguito da “mask” (956), “covid19” (873), “coronavirus” (735) e “mascherine” (640). I cinque termini più ricorrenti nelle pagine web dei siti monitorati sono invece “mascherine” (20.116 occorrenze), “mascherina” (15.742), “coronavirus” (13.563), “covid-19” (10.429) e “virus” (8.956).

I cyber criminali sfruttano la paura del virus

L’Osservatorio è nato con lo scopo di monitorare l’impatto della pandemia dal punto di vista della rete. Particolare attenzione è stata posta all’aumento dei rischi di cyber attacchi: nei mesi scorsi sono state intercettate numerose campagne di phishing, malspam e malware – tecniche sfruttate online per rubare dati sensibili agli utenti – che per diffondersi sfruttando proprio l’ondata di emotività e allarmismo creata dal virus.

«Tra i domini rientrati nei radar dell’Osservatorio – commenta Maurizio Martinelli, primo tecnologo presso l’Iit-Cnr – alcuni fanno pensare che dietro un normale indirizzo si possano celare tentativi di illecito informatico, come l’ottenimento di informazioni personali o dati sensibili o la diffusione di fake news».

Domini “occupati” in attesa di acquirente

L’analisi ha fatto emergere anche siti non online o in costruzione. «In molti casi – spiega una nota del Registro – si tratta di domini con dicitura specificatamente studiata per risultare fonte credibile o appetibile al pubblico». Tra gli esempi, casi come “infocoronavirus.it”, “infosulcoronavirus.it”, “controillockdown.it”, “controlockdown.it” e “antilockdown.it”.

Poi ci sono indirizzi con un potenziale valore commerciale, dei quali qualcuno potrebbe avere interesse ad acquistare la titolarità. Tra gli esempi il Registro segnala casi come “testsierologicoroma.it”, “vaccinicovid.it” o “prenotazionevaccinocovid.it”. Anche “iononmivaccino.it” è già stato registrato.

La geografia dei domini Covid-19

Riguardo la distribuzione geografica è la Lombardia (1.514 siti Covid) a primeggiare, davanti a Lazio (906), Veneto (547), Emilia Romagna (495), Campania (450) e Toscana (409). Completano la Top-10 Piemonte (357), Puglia (340), Sicilia (260) e Marche (196).

Il primato regionale di Lombardia e Lazio si ripercuote anche sulla distribuzione provinciale: sono Milano e Roma le province da cui proviene il maggior numero di nuovi domini ispirati dalla pandemia. Insieme, queste due province contano un quarto di tutti i domini «.it» a tema coronavirus.

Studiare la rete per capire l’emergenza

«L’utilità di questa indagine – aggiunge Martinelli – è anche nella possibilità data di monitorare l’andamento di un fenomeno che riguarda tutti, rapportandolo alla rete, per prevenire e interpretare esigenze, reazioni e abitudini dell’utenza rispetto a un evento traumatico come una emergenza sanitaria globale».

All’indirizzo www.osservatoriodominicovid.it è possibile consultare in tempo reale i risultati dell’Osservatorio e l’elenco dei domini attualmente presenti nel database.

Boom di nuovi domini «.it» dopo il lockdown

Il “caso” dei domini Covid-19 si inserisce in un fenomeno più generale. I mesi successivi al lockdown hanno visto un aumento complessivo dei siti con targa «.it». Il Registro ha infatti rilevato la nascita di 66.313 nuovi siti ad aprile 2020 e 59.474 a maggio 2020, rispettivamente +44% e +28% rispetto alle nuove registrazioni censite negli stessi mesi del 2019.

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