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Covid, persi 1,7 milioni di tesserati: ma la pandemia non cancella la voglia di fare sport. Malagò: allarme nascite

È quanto emerge dal report “I Numeri dello Sport 2019-2020” elaborato dal Centro Studi e Uffici Statistici del Coni e presentato oggi al Foro Italico dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, dal Presidente dell'ISTAT, Gian Carlo Blangiardo e dal Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati.

3' di lettura

Un milione e 760mila tesserati o iscritti e 5.166 associazioni e società dilettantistiche in meno. Tanto è costata la pandemia da Covid-19 al sistema sportivo italiano. È quanto emerge dal report “I Numeri dello Sport 2019-2020” elaborato dal Centro Studi e Uffici Statistici del Coni e presentato oggi al Foro Italico dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, dal Presidente dell'ISTAT, Gian Carlo Blangiardo e dal Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati.

Nel 2020 il movimento sportivo promosso sotto l'egida del CONI ha raccolto oltre 13 milioni 113 mila persone tesserate e 115 mila società sportive, registrando, rispetto all'anno precedente, un calo di oltre 1 milione e 760 mila tesserati/iscritti, da addebitare principalmente all'emergenza sanitaria provocata dalla pandemia. Complessivamente nel 2020 si contano 11 milioni 857 mila atleti tesserati o praticanti iscritti; 731 mila sono dirigenti; 490 mila tecnici e 101 mila ufficiali di gara.

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Malagò: aspetto demografico urgente, invertire rotta

«Il numero dei tesserati è sceso ai livelli del 2008 - ha detto Malagò aprendo la prensentazione - C'è stato un calo nell'associazionismo ma sinceramente avremmo pensato a numeri maggiori. È prevedibile inoltre che si registrerà una significativa perdita nell'anno sportivo 2021 nonostante il trend diffuso della cultura sportiva del nostro Paese. L'aspetto demografico è diventato urgente. «E’ la prima argomentazione, la prima istanza dalla quale il nostro mondo deve avere delle risposte» ha aggiunto Malagò. E ancora: «Bisogna invertire la rotta, serve una forte incentivazione alle nascite, sennò da qui a qualche decennio, e lo dice uno studio Istat, perdiamo 12 milioni di persone»

Si riduce la sedentarietà

Calano i tesserati ma, secondo le rilevazioni dell'Istat sull'anno 2021, continua a ridursi la sedentarietà – al 33,7 % - (al 35,2% nel 2020, mentre era addirittura al 41,2% del 2013) anche se si contrae la pratica sportiva continuativa tra i più giovani, con la sedentarietà in aumento proprio tra gli adolescenti: i soggetti che hanno pagato, più di altri, un'emergenza sanitaria che ha condizionato gli stili di vita e i comportamenti legati allo sport. Nel 2022 si attende, però, un ritorno alla normalità in questa fascia di età.Più in generale, nonostante le difficoltà, la popolazione ha cercato comunque di mantenersi fisicamente attiva.

Blangiardo: siamo più indietro rispetto agli altri Paesi Ue

«La pratica sportiva è fondamentale perché lo sport è piacevole ed è salute, un modo per migliorare la qualità della vita - ha evidenziato Blangiardo - . Lo sport inoltre è anche economia e i cambiamenti che si determinano provocano degli effetti anche in questo settore. È successa una tempesta con la pandemia. In qualche modo c'è stato un certo progresso nella pratica sportiva, siamo un Paese in cui si fa in maniera crescente attività fisica, ma con la pandemia il primo segnale importante che vediamo è che gli adolescenti chiusi in casa che hanno patito una mancanza di attività di pratica sportiva e socializzazione. Più in generale, in ambito di pratica sportiva dobbiamo lavorare di più rispetto agli altri Paesi Europei».

Con il Covid in calo le spese per attività sportiva

L'impatto dell'emergenza sanitaria (ed economica) è stato del resto molto forte: nel 2021, solo il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (3 milioni 300 mila) ha sostenuto spese per attività sportive (erano il 22,9% nel 2019); sempre nel 2021, il 2,3% (600 mila famiglie) ha sostenuto spese per articoli sportivi, contro il 3,1% nel 2019. Sono, peraltro, le famiglie giovani e numerose a sostenere di più le spese per l'attività sportiva e l'attuale congiuntura economica potrebbe ridurre la pratica sportiva proprio nelle famiglie con minori risorse economiche.La contrazione delle spese ha avuto inevitabilmente delle ripercussioni sulla forza lavoro del settore che viene stimata in 104 mila occupati, in calo rispetto al 2020 (128 mila) e al 2019 (132 mila).La voglia di fare sport, che non si è piegata alla pandemia, rappresenta comunque una base importante da cui ripartire.

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