Interventi

La pandemia “impone” il voto digitale o ibrido per migliaia di assemblee societarie in Italia

di Roberto Silva Coronel

(denisismagilov - stock.adobe.com)

3' di lettura

Con la pandemia e la conseguente accelerazione digitale, sempre più riunioni si svolgono oggi online ed è nata con esse l'esigenza di poter approvare atti, prendere decisioni, rinnovare gli organi societari con un sistema di votazione digitale che garantisca l'identificazione del soggetto votante e la sicurezza dell'operazione. In questo scenario rientra una platea nazionale di oltre 364.000 organismi tra Ordini professionali, Associazioni di categoria, Cooperative, Sindacati, ONLUS, Società quotate, Fondazioni, Movimenti politici e religiosi, e centinaia di migliaia di persone che ne fanno parte a vario titolo.
Anche l'elezione del Presidente della Repubblica ha posto il tema di garantire il voto ai Grandi Elettori che non possono essere presenti in aula a causa del Covid. Alla prima chiama abbiamo assistito un po' imbarazzati alla lungaggine dello spoglio delle schede cartacee, con molteplici addetti impegnati nel riconteggio delle stesse. Nell'era informatica ciò fa sorridere, perché sono operazioni che un calcolatore impiega millisecondi a processare, ed è certamente la riconferma dell'arretratezza informatica del nostro Paese.
Per fortuna qualcosa sta cambiando. Il Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna nei giorni scorsi ha scelto i propri Grandi Elettori con un sistema di e-voting. Il Ministro dell'Interno e il Ministro per l'Innovazione tecnologia e la Transizione digitale hanno tracciato le linee guida per una sperimentazione, a cominciare dalle prossime elezioni europee e per i referendum.

Esistono già da vari anni sistemi di votazione a distanza a cui si accede con specifiche app dedicate, ma oggi si pone l'esigenza di utilizzare piattaforme integrate e personalizzate per videoassemblee digitali, che coniugano al tempo stesso la fruizione in tempo reale dei contenuti, la possibilità di intervenire in diretta audio/video (grazie a tecnologie di videocomunicazione WebRTC), l'esercizio del diritto di voto e l'accesso via Web con autenticazione tramite SPID – Sistema Pubblico di identità Digitale e/o codice OTP (One-Time Password).Sul fronte della sicurezza e della segretezza, andranno poi naturalmente rispettate le conformità agli standard di settore, attraverso l'utilizzo del protocollo di sicurezza SSL, l'implementazione di firewall di protezione e sistemi anti-DDoS per evitare attacchi hacker, così come il basilare rispetto della conformità al GDPR (Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali).In tali piattaforme è possibile esprimere il proprio voto attraverso varie modalità (voto singolo, voto multiplo con deleghe, voto pesato, voto segreto etc.), i cui risultati vengono poi messi a disposizione dei soggetti autorizzati (es. Presidente dell'assemblea, notaio, organi di controllo etc.).

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L'elemento innovativo è rappresentato dal fatto che tutti gli speaker e partecipanti all'assemblea possono interagire con tutti, intervenire e commentare in tempo reale, senza soluzione di continuità tra partecipanti in sede e da remoto.Superata la fase pandemica caratterizzata da un approccio “full digital”, riteniamo che il futuro sarà legato a soluzioni di comunicazione ibride, che permetteranno di coniugare la presenza di platee reali con quelle virtuali, con una notevole riduzione dei tempi di votazione e di conteggio delle schede, permettendo la visualizzazione dei risultati in pochi secondi.Il voto digitale in sicurezza costituisce certamente un elemento di trasparenza e inclusività, perché consente a molte più persone di partecipare, senza limitazioni fisiche e architettoniche (si pensi ad esempio a persone che hanno difficoltà a spostarsi, poiché temporaneamente impossibilitate o a causa di una disabilità). Pensiamo anche alle società quotate, dove i piccoli azionisti spesso non partecipano alle assemblee dei soci e che avrebbero così la possibilità di farlo a distanza, anche da località remote. Il voto digitale certificato rientra inoltre a pieno titolo nel novero della transizione ecologica: si spostano meno mezzi e persone, si ottimizzano costi e tempi di svolgimento delle assemblee.Di fronte ad un quadro normativo da colmare, c'è anche la grande opportunità offerta dal PNRR per dare corpo ad uno strumento che potrebbe aumentare la partecipazione, accelerare le decisioni e di conseguenza giovare all'intero sistema economico. Non guasterebbero in tal senso agevolazioni e contributi per imprese e associazioni, al fine di incentivare questo nuovo ed efficiente approccio, che potrà anche contribuire a creare nuovi posti di lavoro nel nostro Paese.
Roberto Silva CoronelCEOLiveForum (MMM Group)

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