CALCIO INTERNAZIONALE

La pandemia manda in recessione il calciomercato: affari in calo del 23%

Nel 2020 si sono registrati 17.077 trasferimenti internazionali con un valore economico inferiore di quasi un quarto rispetto all’anno prima e 1,7 miliardi di dollari di spesa in meno

di Marco Bellinazzo

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(NurPhoto via AFP)

Nel 2020 si sono registrati 17.077 trasferimenti internazionali con un valore economico inferiore di quasi un quarto rispetto all’anno prima e 1,7 miliardi di dollari di spesa in meno


3' di lettura

La pandemia mette in crisi anche il calciomercato. Si potrebbe usare questo titolo per la nuova edizione del rapporto Global Transfer Market pubblicato dalla Fifa. Nel 2020 si sono registrati sulla “borsa” del football 17.077 i trasferimenti internazionali di calciatori professionisti, con un calo del 5,4% rispetto al 2019 e anche il primo in assoluto dal 2010. Molto maggiore è stato il calo percentuale del valore economico dei trasferimenti, pari al 23,4%, con i club che hanno speso circa 1,7 miliardi di dollari in meno rispetto al 2019.

Le operazioni

I trasferimenti hanno coinvolto un numero record di club, 4.178 club, di 187 federazioni affiliate, con 14.432 giocatori distinti in rappresentanza di 180 nazionalità diverse. Il numero di giocatori è più basso di quello dei trasferimenti perché diversi hanno atleti hanno fatto più di un cambio nel corso dell'anno solare. La pandemia ha inciso, ovviamente, perché a gennaio 2020 c’era stata una netta crescita dei movimenti e la perdita più acuta si è avuta nei mesi estivi, col mercato internazionale molto meno attivo, e la ripresa successiva non ha consentito di recuperare le perdite. Per quanto riguarda le nazionalità, ben duemila giocatori coinvolti nel mercato internazionale erano brasiliani, più del doppio degli argentini, 899, e seguono nella lista i britannici, i francesi e gli spagnoli. I club delle federazioni aderenti all'Uefa hanno fatto la parte del leone, con le società italiane al sesto posto assoluto nel mondo per ingressi (431), al settimo per uscite (494) ma al secondo per valore, pari a 731 milioni di dollari, che comunque resta meno della metà del record segnato dai club della Federazioni inglese, con 1,62 miliardi di dollari.

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L’impatto della pandemia

L'effetto della crisi portata dall'emergenza Coronavirus si è tradotto in un calo degli investimenti a quota 5,63 miliardi di dollari (-23,4% rispetto ai 7,35 miliardi del 2019). La cifra per il 2020 è addirittura inferiore a quella del 2017 e superiore soltanto a quella del 2016. In totale, i calciatori coinvolti in operazioni di trasferimento nel 2020 sono stati 17.077, circa un migliaio in meno rispetto all'anno precedente, con la maggior parte che si è mossa a gennaio e tra i mesi di agosto e ottobre, a causa dello slittamento in avanti del mercato estivo. Per quanto riguarda la tipologia di trasferimenti, è cresciuta nel 2020 la percentuale dei prestiti (16,2%, la più alta mai fatta registrare dal report), mentre è calata inevitabilmente quella dei trasferimenti a titolo definitivo (11,6%). La fetta maggiore di affari riguarda sempre i calciatori ingaggiati a “parametro zero” (62,5%).Il totale della spesa riguarda solamente il 13,3% di tutti i trasferimenti internazionali che sono stati portati a termine nel 2020. Il restante 86,7% si è infatti realizzato senza il pagamento di un indennizzo. Sono 10.403 i giocatori che si sono mossi per trasferirsi in club appartenenti alla federazione europea. Di questi, 431 sono arrivati in Italia (dato in crescita sul 2019).

I trasferimenti più costosi

L’Inghilterra rimane salda in testa e stacca tutte le altre associazioni con oltre 1,6 miliardi di dollari (in addirittura in crescita rispetto al 2019). Segue l’Italia con 731,5 milioni (in diminuzione rispetto agli 873 milioni del 2019) e terza la Spagna, che rispetto agli 1,28 miliardi del 2019 ha dimezzato la spesa portandosi a quota 607,1 milioni. Il giocatore più caro è risultato, secondo la Fifa, il tedesco Kai Havertz, acquistato dal Chelsea per 90 milioni di euro, ma sul podio ci sono anche Arthur, preso dalla Juve, e Osimhen, colpo del Napoli, mentre la top 10 comprende pure Mauro Icardi, ceduto dall’Inter al Psg, e il bianconero Miralem Pjanic finito al Barcellona. Juventus, Napoli e Inter sono stati i club italiani più attivi nella spesa tra quelli europei, con i bianconeri addirittura quinti assoluti dopo Chelsea, i due Manchester e il Barcellona.

Donne e dilettanti

Confermando la crescita del calcio femminile, il rapporto rivela che i trasferimenti internazionali sono saliti di quasi un quarto fino a 1.035. Per la prima volta, infine, sono tracciati i trasferimenti di giocatori dilettanti in tutto il mondo, grazie alle modifiche ai regolamenti Fifa e ai miglioramenti al Transfer matching system (Tms), registrando da luglio a dicembre 2020 che quasi 17.400 dilettanti hanno cambiato squadra.

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