Il rapporto Federculture

La pandemia mette il segno meno alla cultura che però vede un nuovo Rinascimento

Nel 2020 calati in maniera pesante tutti gli indicatori: scesa a 53 miliardi (erano 73 nel 2019) la spesa delle famiglie per le attività culturali e ricreative

di Antonello Cherchi

Visitatrici alla Gallleria Borghese a Roma (imagoeconomica)

2' di lettura

Prepararsi a ripartire. Dopo un anno e mezzo terribile, con gli indicatori tutti in picchiata, il mondo della cultura guarda con ottimismo al futuro, a un nuovo Rinascimento, come l’ha definito il ministro del Mic, Dario Franceschini nel corso della presentazione del rapporto di Federculture, avvenuta a Roma il 7 luglio. Il monitoraggio messo a punto dalla federazione che raggruppa i soggetti pubblici (in particolare gli enti locali) e privati che gestiscono il patrimonio ha fotografato lo stato dei consumi culturali nel 2020, con la pandemia imperante.

L’anno orribile

I numeri sono, ovviamente, impietosi: la spesa delle famiglie italiane per cultura e ricreazione crolla dai 73 miliardi di euro del 2019 ai 56 miliardi dell’anno scorso, un salto indietro di vent’anni; a livello di spesa media mensile il calo è del 26%, con le risorse che le famiglie destinano a ricreazione, spettacoli e cultura passate da 127 a 93 euro al mese. Ciò si è tradotto in una minore partecipazione - ovviamente, complice le chiusure - alla vita culturale: calate del 23% nel 2020 le presenze ai concerti e del 14% le visite ai musei.

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Molto pesanti le ricadute sul turismo, con il 75,6% di turisti culturali che hanno disertato i musei statali, simbolo di un quadro assai difficile in termini generali, con la perdita di 27 miliardi (il 61%) della spesa dei turisti stranieri, che sono passati dai 65 milioni di presenze del 2019 ai 16 milioni dell’anno scorso.

L’impatto sulle imprese culturali

Tutto questo non poteva non avere ripercussioni sull’imprenditoria della cultura, con il 62% della aziende che - secondo il monitoraggio realizzato da Federculture - ha dichiarato perdite sui bilanci fino al 60% e per il 12% degli intervistati anche maggiore. Le contromisure adottate - importante ricorso alle tecnologie digitali (per esempio, i tour virtuali dei musei) e le misure messe in campo dal Governo - hanno attutito solo in parte il durissimo colpo.

La leva fiscale per la rinascita

«La crisi, i suoi effetti, le politiche di rilancio, ci hanno fatto capire - ha sottolineato Andera Cancellato, presidente di Federculture - che non è più tempo di piccoli passi ma di decisi movimenti e iniziative innovative per la promozione della partecipazione culturale. Uno fra questi è quello della leva fiscale». Tra le proposte di Cancellato, la possibilità di rendere detraibili le spese per il consumo culturale e di unificare le aliquote Iva, eliminando le differenze di imposta tra libri, dischi, concerti, mostre, spettacoli, opere d'arte.

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