Le previsioni

La pandemia non ferma lo shopping di aziende: nel 2021 M&A in rialzo

L’analisi degli studi legali internazionali: con la fine del sostegno governativo sul mercato soprattutto le realtà in sofferenza

di Valeria Uva

default onloading pic
(ankabala - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il 2021 sarà anche l’anno della ripresa per le operazioni di aggregazione e fusione (M&A). In realtà, una volta superata la prima fase emergenziale, il 2020 non ha visto significative contrazioni di questo mercato, che rappresenta uno dei principali per gli studi d’affari nel mondo.

Le previsioni sono concordi: sia Herbert Smith Freehills che Dla Piper nei propri report M&A indicano per quest’anno un incremento delle transazioni. In Italia e a livello globale. Ma con caratteristiche del tutto nuove. «Quando l’ossigeno fornito dai Governi alle aziende sarà per forza di cose interrotto - si legge nel documento Dla Piper - prevediamo un aumento del numero di M&A che riguarderà le realtà più in difficoltà». Lo shopping privilegerà “prede” indebolite e rese appetibili dal Covid-19, come commercio e turismo.

Loading...

La tendenza è confermata anche dal 4° rapporto annuale di Herbert Smith Freehills sui trend legati al mercato delle fusioni e acquisizioni, con un focus sull’Italia: «Sebbene la pandemia abbia già costretto molte delle aziende più impattate dal Covid-19 ad avviare processi di ristrutturazione» chiarisce l’associate Hsf Giulia Musmeci - ci aspettiamo, con il venir meno delle misure di supporto nei prossimi mesi, un incremento delle operazioni di M&A di società in sofferenza e in default».

Il segno «più», registrato nel 2020, si deve al secondo semestre. «In Italia il valore delle operazioni di M&A nel 2020 è cresciuto di oltre il 70% rispetto all’anno precedente - si legge nel report Hsf - soprattutto per via dell’elevato numero ( il più alto dal 2007 ) di operazioni da oltre un miliardo di euro». Al primo posto i 4,25 miliardi di offerta di Intesa Sanpaolo per Ubi banca.

I numeri

Ma in termini di numero di operazioni , l’Italia al contrario segna un vistoso - 21% rispetto al 2019. Alcuni tratti distintivi pre Covid delle operazioni sono rimasti anche nel 2020 e probabilmente accompagneranno anche le operazioni future. Conferma Lorenzo Parola, partner di Herbert Smith Freehills, responsabile del team italiano Energy & infrastructure «alcuni dei trend già in atto nel mercato a livello globale si sono ulteriormente consolidati con la pandemia, anche in Italia: i fattori Esg e la sostenibilità in particolare sono sempre più un driver per l’attività di M&A».

Tra le aree di sviluppo Hsf indica per il 2021 le infrastrutture, grazie ai piani governativi sui trasporti, e il comparto delle costruzioni, al traino dei progetti sulle smart city. Mentre Dla Piper prevede un mercato «a due velocità , da una parte gli asset più attraenti, come tecnologia e farmaceutica, interessati da deal accelerati e con capitali ingenti, dall’altra gli ambiti più sofferenti in cui le trattative si allungheranno». Con accordi sempre più difficili da raggiungere.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti