Consumi

La pandemia spegne la voglia di bere: -8,4% le bevande analcoliche in Italia

Assobibe: Sugar e Plastic Tax sarebbero una mannaia sugli investimenti in innovazione delle imprese del settore

(JackF - stock.adobe.com)

1' di lettura

I consumi di bevande analcoliche in Italia nel 2020 sono calati dell’8,4%. I dati arrivano da Assobibe. I numeri si spiegano in parte con la contrazione dei consumi fuori casa, che nel 2020 hanno fatto segnare un -35% rispetto all’anno precedente: il settore Horeca ha perso 34,4 miliardi di euro e il saldo tra imprese nate e cessate è stato di -13.060. «Nonostante gli effetti della pandemia, le imprese hanno continuato a investire sul futuro, in innovazione di prodotto e di processo, rimboccandosi le maniche e collaborando con la filiera, dal campo al consumatore», ha detto Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe.

Il settore si aspetta però la ripresa già a partire dall’estate: «Ci aspettiamo molto dai prossimi mesi, complici la stagione estiva e gli effetti della campagna vaccinale ma sono ancora troppe le variabili sul futuro - ha detto Pierini -. Ad oggi, grazie al fondamentale supporto della filiera e dei sindacati, siamo riusciti a scongiurare un pericolo che costerà alle imprese 320 milioni all’anno. Le aziende che costituiscono il comparto del beverage hanno bisogno di misure che espandano il mercato, non di nuove tasse che le penalizzino». A preoccupare le imprese del settore è l'impatto che avrebbero nuove misure restrittive come Sugar e Plastic tax: è necessaria una loro soppressione, sostengono gli imprenditori, per evitare di drenare risorse necessarie all'innovazione, con conseguenze rilevanti su occupazione diretta e indiretta e sugli equilibri del comparto della filiera.

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