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La pandemia spinge Amazon: mezzo milione di nuovi assunti, mai nessuno così

La grande accelerata è partita all'inizio della pandemia, che ha fatto impennare gli affari di Amazon e ha reso l’azienda di Bezos vincitrice assoluta della crisi

di Biagio Simonetta

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4' di lettura

L’anno della pandemia, il 2020, è anche quello dei record di assunzioni per Amazon. La società di Seattle, autentico padrone del mercato e-commerce in tutto l’Occidente, ha viaggiato al ritmo di 1.400 nuovi lavoratori al giorno, consolidando il suo potere nello shopping online, che intanto – a causa dei mondo in lockdow – è cresciuto a dismisura.

Secondo il New York Times, che spiega come le assunzioni abbiano riguardato anche l’Italia, Amazon ha assunto 427.300 dipendenti tra gennaio e ottobre, spingendo la sua forza lavoro a oltre 1,2 milioni di persone a livello globale, con un aumento di oltre il 50% rispetto a un anno fa. Il suo numero di lavoratori si avvicina ora all'intera popolazione di Dallas.

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La grande accelerata è partita all'inizio della pandemia, che ha fatto impennare gli affari di Amazon e ha reso l’azienda di Bezos vincitrice assoluta della crisi. A partire da luglio, l'azienda ha assunto circa 350.000 dipendenti, ovvero 2.800 al giorno. La maggior parte sono magazzinieri, ma Amazon ha assunto anche ingegneri software e specialisti hardware per lavorare ai servizi di cloud computing e intrattentimento, che sono una costola molto importante della società.

Una crescita così rapida non ha rivali nella storia delle multinazionali occidentali. Supera di gran lunga i 230.000 dipendenti che Walmart - il più grande datore di lavoro privato degli Stati Uniti con oltre 2,2 milioni di lavoratori - ha aggiunto in un solo anno due decenni fa. Probabilmente, per avere termini di paragone più vicini, dovremmo tornare ai tempi delle guerre mondiali, quando la costruzione navale, o la costruzione di case dopo il ritorno dei soldati, hanno richiesto ingente forza lavoro. Solo due anni fa, la forza lavoro di Amazon contava meno di 650.000 persone. All'epoca, la società frenò le assunzioni per concentrarsi maggiormente sui profitti. Poi è arrivato il coronavirus.

La scure dell’Antitrust

Secondo il New York Times, la crescita dei dipendenti di Amazon si distingue come una chiara dimostrazione della sua potenza. A questo ritmo, il colosso di Jeff Bezos è sulla buona strada per superare Walmart entro due anni, e diventare il più grande datore di lavoro privato del mondo.

Non dobbiamo dimenticare, però, che questa enorme espansione prende forma mentre sia negli Stati Uniti che in Europa, i legislatori e le autorità di regolamentazione stanno indagando fittamente sul potere tecnologico in mano ad alcune aziende (Amazon compresa).

Amazon ha parlato delle sue assunzioni come un vantaggio per i lavoratori messi a dura prova dalla recessione indotta dalla pandemia, poiché la disoccupazione è aumentata vertiginosamente e i ristoranti, le compagnie aeree e altre imprese soffrono come mai prima. «Offrire posti di lavoro con una retribuzione leader del settore e un'ottima assistenza sanitaria è ancora più significativo in un momento come questo», ha detto qualche settimana fa Jeff Bezos, durante la presentazione degli ultimi risultati finanziari.

Agevolazioni e bonus

Va detto che negli ultimi anni, alcune politiche governative hanno aiutato Amazon. Anche in questo 2020. A marzo, un pacchetto di stimolo da 2 trilioni di dollari finanziato dai contribuenti ha consentito ai governi locali di chiudere i negozi al dettaglio tradizionali per ridurre la diffusione del virus. Con la chiusura dei negozi, la domanda di articoli tramite Amazon è aumentata e l'azienda ha assunto. Di certo, aggiungere così tanti nuovi lavoratori, così velocemente, durante una pandemia è stato un compito difficile. Molti lavoratori temevano di contrarre il coronavirus nei magazzini, e l’azienda ha risposto implementando una serie di misure di sicurezza per affrontare l’emergenza. Inoltre, sul capitolo retribuzioni medie l’azienda sta cercando di aumentare il suo appeal da qualche anno, anche attraverso bonus. Bonus che arrivano anche in Italia, dato che la società ha stanziato 500 milioni di dollari come gratifica natalizia per tutti i dipendenti della logistica a causa del lavoro straordinario a cui sono costretti quest'anno, in occasione delle festività, per via dell'emergenza Covid. «In Italia – ha detto Dave Clark, senior VP delle Operations di Amazon - i dipendenti del settore logistico e i dipendenti dei fornitori, inclusi i corrieri che si occupano delle consegne di Amazon Logistics, che lavoreranno con noi dal 1 dicembre al 31 dicembre, avranno diritto a un riconoscimento economico di 300 euro lordi, se impiegati a tempo pieno e un importo riproporzionato, se lavorano con contratti part-time».

Non solo Amazon

Ma Amazon non è l'unica ad aver “beneficiato” della pandemia e della necessità delle persone di acquistare online invece che nei negozi. Walmart ha aggiunto 180.000 dipendenti negli Stati Uniti da marzo e le sue vendite online sono aumentate del 79% nell'ultimo trimestre. Allo stesso modo, le vendite di e-commerce di Target sono aumentate del 155%. È innegabile, insomma, che la spinta della pandemia sia stata decisiva. Adesso il vero interrogativo è già posizionato sul mondo post-covid. Coi negozi che (speriamo presto) torneranno a essere aperti e accessibili, l’e-commerce batterà in ritirata? O questa pandemia finirà per cambiare le nostre abitudini?

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