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La parabola di Bannon dall’internazionale sovranista all’arresto per frode

L’ex stratega della campagna elettorale di Trump, anima nera dell’ultra destra Usa arrestato per una frode milionaria sui soldi del muro con il Messico. Rischia 20 anni di carcere

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Usa, arrestato per frode Steve Bannon, ex stratega di Trump

L’ex stratega della campagna elettorale di Trump, anima nera dell’ultra destra Usa arrestato per una frode milionaria sui soldi del muro con il Messico. Rischia 20 anni di carcere


3' di lettura

NEW YORK - Steve Bannon, 66 anni, l'ex stratega della campagna elettorale di Donald Trump fino alla sua elezione nel 2017 e grande ispiratore della destra americana, è stato arrestato a New York con l'accusa di cospirazione, frode e riciclaggio, assieme ad altre tre persone. Secondo il procuratore federale Audrey Strauss, Bannon sarebbe l'architetto di un sistema fraudolento legato alla raccolta di fondi online denominata “We Build the Wall”, costruiremo il muro, fundrasing per sostenere il piano presidenziale di erigere una barriera lungo tutta la linea di confine con il Messico. Abbronzato, con i capelli lunghi è apparso davanti alla Corte federale di Manhattan dove è stato convalidato il suo arresto. Si è dichiarato innocente. Se verrà provata la sua colpevolezza rischia fino a 20 anni di carcere.

Un muro di soldi

Con “We Build the Wall” sono stati raccolti oltre 25 milioni di dollari di fondi, da centinaia di migliaia di cittadini americani che ignari hanno donato i loro soldi a tale scopo. Bannon e gli altri tre arrestati – Brian Kolfage, 38 anni, veterano dell'Air Force di Miramar Beach, Florida, il finanziere Andrew Badolato, 56 anni, di Sarasota, sempre in Florida, E Timothy Shea, 49 anni di Castle Rock, Colorado - hanno sempre dichiarato pubblicamente di non avere preso un centesimo di compensi per l'attività di raccolta fondi per costruire il muro anti immigrati al confine con il Messico. Ma i tabulati con i movimenti bancari raccolti dalla procura federale mostrano invece che Bannon, attraverso un giro di false fatture, avrebbe ricevuto oltre 1 milione di dollari segretamente attraverso una organizzazione no profit da lui controllata. E un altro degli arrestati, l'ex veterano Kolfage, secondo l'accusa si sarebbe appropriato di 350mila dollari di donazioni.

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Cambridge Analityca e il Russiagate

Bannon, anima nera della destra americana, è stato al centro del Russiagate. È stato vice presidente della società di consulenza politica britannica Cambridge Analityca che durante le elezioni del 2016 vinte a sorpresa da Trump ha avuto accesso alle informazioni personali di 87 milioni di utenti di Facebook negli Usa senza il loro consenso. Scandalo per il quale Facebook ha pagato una multa multimiliardaria. Secondo le accuse del super procuratore Roger Mueller, Bannon a capo del comitato elettorale di Trump il 3 ottobre 2016, avrebbe spinto l'incontro tra Roger Stone e Julian Assange a Londra, un mese prima delle elezioni, per scambiare le email della campagna elettorale di Hillary Clinton diffuse da WikiLeaks, che secondo l'Fbi furono rubate dagli hacker russi. Stone è un “dirty trickster”, un faccendiere abituato al gioco sporco della destra americana dai tempi di Nixon, amico personale del presidente Trump, che lo ha appena graziato dai tre anni di anni di carcere.

L’internazionale sovranista

Bannon è la persona che in Brasile e in Europa in questi anni ha spinto per la formazione di una sorta di internazionale nazional-sovranista, con contatti anche in Italia, Polonia e Ungheria, sempre con la benedizione e i fondi dei russi. Al vertice bilaterale a Washington nel marzo di un anno fa tra Jair Bolsonaro e Trump era presente Bannon, che ha aiutato il figlio del presidente Eduardo nella strategia elettorale che lo ha portato a conquistare la presidenza. In quell'occasione aveva salutato la nuova intesa tra Brasile e Stati Uniti con queste parole: «Con l’arrivo di Bolsonaro, Trump, Orban e Salvini le idee si traducono in fatti. Si sta creando, come era stato per i movimenti comunisti e socialisti tanti anni fa una organizzazione internazionale dei movimenti conservatori». Qualcosa nei suoi piani di grandezza è andato storto. E l’arresto di Bannon rischia di pesare ora sul voto del 3 novembre con il presidente Trump, un uomo solo al comando, in ritardo secondo tutti i sondaggi di oltre due punti percentuali dal candidato democratico Joe Biden.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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